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C’era una volta un Paese nel quale si provava gusto a distruggere tutto. Sempre. Allora proviamo per una volta a dire qualcosa di positivo sul Movimento 5 Stelle. Proviamo. Ha dato voce ai tanti che si sentivano esclusi dalla politica. Vero. Ha dato voce al malcontento. Vero. Ha stimolato i partiti tradizionali a innovarsi. Vero. Ha portato la politica ad avere regole più ferree e una maggiore attenzione verso la legalità. Vero. E fin qui, tutto bene. Poi però ha fatto anche dell’altro. Per esempio, ha dato fiato a generazioni e legioni di cretini, da quelli che pensano che esistano le scie chimiche a quelli che credono nella terra piatta. Da quelli che non vaccinano i figli a quelli che credono nel complotto giudaico massonico a quelli che pensano che l’Isis in fondo qualche ragione ce l’abbia. Si sono alleati con i più impresentabili d’Europa e poi hanno provato a schierarsi con i più europeisti di tutti, i figlioletti di Monti e Tabacci. Hanno vinto nella Capitale d’Italia e poi sono stati travolti da scandali che non sembrano cessare. In Italia tutto si crea e tutto si distrugge. Il discrimine è se resterà qualcosa. O se continueremo a muoverci nelle macerie politiche di avventurieri in cerca di un seggio in parlamento.

