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Primarie Milano, Martina spinto a correre. Majorino parte. Inside
maurizio martina

di Fabio Massa

Giuseppe Sala ha detto che aspetta agosto, quando avrà una settimana di ferie, a decidere se candidarsi oppure no. Una posizione che ha fatto innervosire non poco una parte della dirigenza democratica, secondo quanto può riferire Affaritaliani.it. Perché se è vero che Sala, in base ad alcuni sondaggi riservati, è una delle personalità più riconosciute e stimate d’Italia, è anche vero che alle primarie potrebbe incontrare non poche difficoltà contro un Pierfrancesco Majorino che partirà prima e che ha un richiamo identitario di gran lunga più forte sulla sinistra. E che - secondo quanto può riferire Affaritaliani.it - dovrebbe annunciarsi ufficialmente il 9 luglio ma che dovrebbe partire anche prima in una serie di uscite pubbliche. Il suo attivismo in Stazione Centrale, il suo rifiuto della “Leopoldina” per stare con i migranti (i maligni: mi si nota di più se vengo o non vengo? Di più se non vengo), sono l’inizio concreto della campagna per le primarie. Primarie che vengono adesso messe in dubbio da Roma, anche se il gruppo dirigente di Milano è convintissimo di farle. Anche perché, in caso di indicazione diversa da Renzi, la curva sarebbe troppo stretta e butterebbe fuori strada l’intera dirigenza locale. Una dirigenza locale guidata da Pietro Bussolati che, è bene ricordarlo, è frutto di un accordo forte con Lorenzo Guerini. L’eventuale decapitazione del partito milanese ricadrebbe sull’ex sindaco di Lodi. Quindi, per il Pd meneghino, o primarie o morte. Il problema sono le candidature. Perché da una parte c’è un Pierfrancesco Majorino molto lanciato, che non sta commettendo errori. Sel è pronta ad appoggiarlo, ma per adesso non c’è niente di esplicito, evitando così di “marchiarlo” troppo a sinistra. Sinistra Dem lo sostiene compattamente (pare che per Majorino stia lavorando attivamente anche l’ex segretario metropolitano Roberto Cornelli), e anche il mondo che ruota intorno a Barbara Pollastrini (e quindi Modiano) potrebbe veicolare un messaggio “moderato” anche se radicale in certi contenuti in una serie di salotti della Milano bene. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it Majorino avrebbe convocato una riunione settimana scorsa con una settantina di persone in un circolo (tra l’altro, renziano) per spiegare le proprie idee.

E il resto dello schieramento? C’è Emanuele Fiano, ovviamente. Ma c’è l’ipotesi Maurizio Martina che sta prendendo sempre più piede. Ex segretario regionale del Pd, ex consigliere regionale nato a Bergamo ma con una lunga frequentazione milanese, ex sottosegretario ed oggi ministro. Ebbe un ruolo nelle ultime primarie e potrebbe giocare queste da protagonista. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it la nomenklatura avrebbe deciso di lanciarlo decisamente verso la poltrona di sindaco di Milano aumentando esponenzialmente la sua visibilità, già in crescita grazie ad Expo. Nei prossimi giorni potrebbe incontrare Papa Francesco mentre in agenda sarebbe in via definizione con Ban Ki Moon. Di più: la candidatura a sindaco di Milano cementerebbe ancor di più l’alleanza con quello che resta di Area Riformista, che in Lombardia e a Roma è guidata da Matteo Mauri, dopo lo strappo consumatosi con Bersani&Speranza.

@FabioAMassa

Tags:
elezioni milanopdmaurizio martinapierfrancesco majorino






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