“Leggo una dichiarazione di Fiano sul fatto che sarebbe grave, per me, invitare esponenti del centrodestra alla Festa dell’Unità. Mi viene da sorridere perché non lo ho mai detto – così sul proprio profilo facebook l’assessore di Milano Pierfrancesco Majorino risponde ad Emanuele Fiano, suo contendente nella sfida alle primarie del Pd -. Semmai ho detto che è paradossale vedere una Festa con tanti esponenti del centrodestra invitati e poi non avere li’ il dibattito tra candidati alle primarie. Ora, da due mesi Fiano mi replica su tutto. E ci sta. E però se mi devi criticare, caro Lele, scegli le cose vere! Vabbe’ sarà il caldo..”
FESTA PD, LA POLEMICA DI FIANO/ Il riferimento di Majorino è ad alcune dichiarazioni di Fiano di ieri. Il deputato e responsabile nazionale per la sicurezza e le riforme del Pd aveva detto: “La sfida di Pisapia a Milano è stata quella di aprire alla società il governo della città e aver dimostrato che, pur avendo profondi valori di riferimento, non sempre le soluzioni amministrative sono o di destra o di sinistra. Affermare che è grave che ci siano rappresentanti del centrodestra alla festa dell’Unità, come ha fatto l’assessore candidato, significa non aver capito la forza di Pisapia. ‘L’alleanza ampia che permetterà di vincere Milano’ a cui ha fatto riferimento nei giorni scorsi Giuliano Pisapia – continua Fiano – confligge con l’idea di considerare la Festa del Pd un recinto autoreferenziale: un cortile in cui possono giocare solo coloro che già sicuramente saranno nostri elettori, e dove la priorità è quella di vedere una sfida all’O.K. Corral tra candidati alle primarie. Ciò significa non considerare il valore del civismo milanese e di quei cittadini, magari non appartenenti a un partito, che in Comune e in Regione hanno rappresentato un ponte con la società aperta. Bene ha fatto il Pd metropolitano ad aprire il confronto sul futuro di Milano e dell’Italia al contributo di tutti”. “Senza contare – conclude Fiano – che si tratta di primarie del centrosinistra e non del Pd, che servono a scegliere il candidato più forte per battere il centrodestra a Milano e non per vedere chi fa la battuta migliore in un talk show. Servono ad aprire il centrosinistra alla città e a creare le condizioni per allargare e includere e non per ingaggiare una sfida nel Pd tra correnti di congresso”.
