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Il Metodo Maniero: decompressione vertebrale attraverso una inversione gravitazionale controllata

Alessandro Maniero e il suo metodo, un approccio alla salute della colonna basato su un principio essenziale: prima di curare, bisogna decomprimere. L’intervista

Il Metodo Maniero:  decompressione vertebrale attraverso una inversione gravitazionale controllata

Imprenditori, leader del terzo settore, grandi interpreti dell’associazionismo e del civismo. Persone impegnate a costruire qualcosa di significativo. Protagonisti. A Milano, in Lombardia, in Italia. Su Affaritaliani.it Milano una rubrica dedicata al racconto di donne e uomini che con le loro iniziative, le imprese, la loro visione, forgiano quotidianamente la nostra realtà. A curare questo spazio, Mario Furlan: fondatore dei City Angels, ma anche attivista, giornalista, scrittore, coach motivazionale. Insomma, uno che di protagonisti se ne intende eccome.

Il dottor Alessandro Maniero è un chiropratico specializzato in terapia manuale osteopatica e MCB massoterapista, con oltre vent’anni di esperienza nel trattamento e nella gestione delle problematiche muscolo-scheletriche. Il suo percorso professionale si è sviluppato attraverso una costante ricerca sul campo, affiancando all’attività clinica un’importante esperienza in ambito sportivo ad alto livello. Ha lavorato con atleti di atletica leggera di livello internazionale, contribuendo alla preparazione di sportivi arrivati a competere ai Campionati Mondiali e alle Olimpiadi, consolidando un approccio pratico, diretto e orientato alla performance.

La Terapia Inversione Metodo Maniero : prima di intervenire sul corpo è necessario togliere pressione

Nel corso della sua attività ha seguito anche artisti e personaggi del mondo dello spettacolo e della televisione, tra cui Anna Oxa, Andrea Bocelli e Blanco, maturando esperienza nella gestione del corpo in contesti ad alta richiesta fisica e stress. Nel tempo ha sviluppato una visione sempre più chiara: il corpo è costantemente sottoposto al carico della gravità, e la colonna vertebrale ne è il punto più esposto. Da questa consapevolezza nasce la Terapia Inversione Metodo Maniero, un sistema basato sull’inversione gravitazionale controllata, che mira a ridurre la compressione e a creare le condizioni per un riequilibrio naturale del corpo.

Il suo lavoro si fonda sull’esperienza diretta, sull’osservazione e su un principio semplice: prima di intervenire sul corpo, è necessario togliere pressione. Oggi porta avanti la sua attività clinica e formativa con l’obiettivo di diffondere una nuova cultura del benessere, in cui la decompressione vertebrale rappresenta il punto di partenza per migliorare postura, movimento e qualità della vita. L’INTERVISTA

Maniero, da dove nasce il suo percorso e quello che oggi propone alle persone?
Nasce da una ricerca personale, dal mio primo mal di schiena. Non da un libro o da una teoria, ma da anni di osservazione su di me e sulle persone che ho trattato. Ho visto quanto il corpo fosse costantemente sotto compressione gravitazionale , quanto la gravità fosse un fattore continuo e silenzioso, e quanto questo venisse sottovalutato. Da lì è iniziato tutto: una domanda semplice… e se il problema non fosse cosa facciamo alla colonna, ma il carico che subisce ogni giorno?

È da questa intuizione che nasce il Metodo Maniero?
Esatto. Dopo oltre 20 anni di esperienza ho strutturato quello che oggi è il Metodo Maniero: un approccio basato sulla decompressione vertebrale attraverso inversione gravitazionale controllata. Non è una tecnica improvvisata, ma un sistema fatto di gradi e tempi metabolici con adattamento progressivo. È un metodo per restituire spazio tra le vertebre.

Cosa ha imparato in questi anni lavorando a contatto diretto con le persone?
Che il corpo non sbaglia. Si adatta con posture antalgiche. Il problema è che lo costringiamo a lavorare sempre sotto carico: postura, stress, gravità. Quando inizi a togliere quella pressione, succede qualcosa di interessante… il corpo cambia da solo. Il mio lavoro non è “fare”, ma creare le condizioni perché questo accada.

In cosa si differenzia il suo approccio rispetto ad altri?
Molti lavorano sulla schiena cercando di sistemare il sintomo. Io parto da un altro punto: prima tolgo compressione. Senza questo passaggio, qualsiasi intervento ha un effetto limitato. La decompressione non è un’opzione, è l’inizio di tutto .

Quali risultati vede nelle persone che seguono questo percorso?
I primi cambiamenti sono spesso immediati: meno pressione, più leggerezza. Ma il vero risultato è nel tempo: postura che cambia, movimento più fluido, maggiore consapevolezza, maggior equilibrio . Le persone iniziano a sentirsi diverse, non solo a stare meglio.

Il suo lavoro rientra in una visione più ampia?
Sì, lo definisco Global Energy Rebalancing. È un concetto che integra struttura, sistema nervoso ed energia. La decompressione è il punto di partenza, ma l’obiettivo è un riequilibrio globale della persona.

Se dovesse lasciare un messaggio a chi ci legge, cosa direbbe?
Che il corpo ha già le risposte. Ma finché rimane sotto pressione costante, non può esprimerle. A volte non serve aggiungere… serve togliere. E da lì può iniziare un cambiamento reale