Radicalismo, Hamas & co: le lacerazioni nella sinistra milanese - Affaritaliani.it

Milano

Ultimo aggiornamento: 14:08

Radicalismo, Hamas & co: le lacerazioni nella sinistra milanese

Paiono inconciliabili nel centrosinistra le posizioni dei riformisti e di chi, sfilando a sostegno della Palestina, si è trovato fianco a fianco con Hannoun

di Fabio Massa

E' uscita la nuova puntata di "Frontale", newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.com

Radicalismo, Hamas & co: le lacerazioni nella sinistra milanese

Un tempo era l’Isis, oggi è Hamas. Con in mezzo di tutto, dai foreign fighters alle italiane che si radicalizzano dopo aver sposato islamici. Radicalismo islamico a Milano ed in Italia: ogni storia è a sé. C’è da vedere quale è il reato, quali sono le circostanze. 

Ma come reagisce la politica di fronte a storie tutte diverse? Male. Nel senso che reagisce facendo sempre un bel minestrone assortito. Quindi, a destra per esempio, si mette tutto insieme: pericolo islamico per Milano e l’Italia. Che sia un esponente della mafia turca che più che dell’islam gli interessa dei soldi, delle armi e della droga. O che sia uno come Hannoun che finanzia mandando soldi - peraltro dichiarati, pare - ad Hamas.

E la sinistra? La sinistra sta subendo, giorno dopo giorno, la più grande lesione interna della sua storia recente. E’ uno strappo che allarga i lembi della ferita, che non saranno ricomposti tanto facilmente.

Da un lato ci sono i riformisti, che generalmente sono pure sindaci, come Silvia Salis e Beppe Sala. La Salis, che è data come pretendente al posto di Elly Schlein dopo il 2027 se il Pd perderà malamente le elezioni, ha dovuto fare un video sui social nel quale smentiva di aver avuto rapporti di alcun tipo con Hannoun. Beppe Sala pure si è associato allo sdegno, perché era sceso in piazza per pochi minuti durante una manifestazione ed era stato pure aggredito verbalmente e accusato di essere un sionista.

Iscriviti alla Newsletter Frontale - a cura di Fabio Massa

Poi c’è chi come Laura Boldrini si era fatta le foto, con Hannoun, ma ha voluto spiegare che i politici non possono mica sapere vita morte e miracoli di ogni persona che si vuole fare la foto con loro. Ma è proprio questo il problema: il fatto di accettare il rischio di sfilare, in piazza, accanto a persone che potrebbero avere opinioni di sostegno ad Hamas. Che è un rischio altissimo, durante le manifestazioni pro-Pal. Hai voglia poi a dire che manifestare per i Palestinesi non vuol dire essere pro Hamas (cosa corretta, peraltro), se chi ti sta di fianco è uno come Hannoun che da quarant’anni (40, in Italia, a Milano e a Genova, da sempre quindi) dice che Israele è uno stato criminale. 

Questa non è una vicenda derubricabile a “opinioni sulla politica internazionale”. Perché in piazza, a sfilare, quasi sempre, ci sono esponenti ultra-milanesi. Che arrivano in particolare dalle due fazioni dei Giovani Democratici (l’associazione giovanile del Partito Democratico), quella che fa capo a Lorenzo Pacini (che si è lanciato pure nella corsa per le primarie a diventare sindaco, mormora qualcuno) e quella che fa capo a Paolo Romano (che invece si è conquistato una ribalta nazionale dopo aver partecipato alla spedizione della Flotilla - peraltro tra l’invidia di molti suoi compagni di partito).

C'è da chiedersi come faranno questi esponenti a sopravvivere quando arriverà la fine dell’era Schlein. Perché ogni cosa ha un inizio e una fine, pure nel Pd (anzi, soprattutto nel Pd, dove ogni cambiamento è assai rapido...)

LEGGI ANCHE: HANNOUN E L'ASSOCIAZIONE MILANESE CON CUI FINANZIAVA HAMAS
 








A2A