Si accende il confronto politico attorno al Remigration summit in programma a Milano il prossimo 18 aprile. Dopo le critiche del sindaco Giuseppe Sala, arrivano le repliche del vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che difendono l’iniziativa promossa dal gruppo europeo “Patrioti per l’Europa”.
Salvini: “In democrazia non ci sono convegni inopportuni”
A margine di un sopralluogo in città, Salvini ha respinto le obiezioni del primo cittadino, rivendicando il principio della libertà di espressione: “Per me sono opportuni tutti i convegni, non so di cosa si sta parlando, però quando siamo in democrazia non ci sono convegni inopportuni, quindi è sgradevole che un sindaco decida chi può e chi non può parlare a Milano”. Il leader della Lega ha anche rilanciato le ragioni politiche della sua partecipazione, già espresse sui social: la necessità di “difendere i valori dell’Occidente, la nostra cultura, le nostre tradizioni, i nostri confini”.
Fontana conferma la presenza: “Sarò in piazza Duomo”
Sulla stessa linea il governatore lombardo Attilio Fontana, che ha confermato la sua presenza al raduno: “Se sarò il 18 aprile in piazza Duomo a Milano? Penso proprio di sì”. Fontana ha inoltre replicato alle critiche di Sala sottolineando la distanza politica: “Mi sono fatto l’idea che il sindaco Sala non la pensa come me su tante cose, e di questo sono tanto orgoglioso”.
Il fronte leghista e il tema della “remigrazione”
L’evento, dal titolo “Senza paura. In Europa, padroni a casa nostra!”, è promosso dal gruppo “Patrioti per l’Europa”, di cui fa parte anche la Lega insieme ad altre forze della destra europea. Tra i temi centrali, quello della cosiddetta “remigrazione”, ovvero il rimpatrio forzato dei migranti irregolari o autori di reati. Una linea ribadita anche dal capogruppo leghista in Regione Lombardia Alessandro Corbetta: “La remigrazione è l’unica soluzione per chi commette reati, non si vuole integrare e non rispetta la legge”.
Sala accende la polemica: “Remigration? Non facciamo demagogia”
A innescare la polemica erano state le parole del sindaco Giuseppe Sala, che ha invitato a chiarire i contenuti dell’iniziativa prima di esprimere un giudizio definitivo: “Vediamo bene i contenuti prima di giudicare. Ogni formula che parla di ‘remigration’, così buttata lì, non mi può trovare d’accordo. Ma non per buonismo: remigration come? In che modo, in che condizioni, con che accordi con il Paese? Non facciamo demagogia”.


