Revenge porn, il gup: “da La Russa jr. dispiacere sincero e risarcimento congruo” alla ragazza - Affaritaliani.it

Milano

Ultimo aggiornamento: 08:38

Revenge porn, il gup: “da La Russa jr. dispiacere sincero e risarcimento congruo” alla ragazza

Secondo la giudice Parati, la lettera di scuse e l’offerta di 25mila euro sono elementi sufficienti. La vittima annuncia ricorso

Di Giorgio d'Enrico

Revenge porn, il gup: “da La Russa jr. dispiacere sincero e risarcimento congruo” alla ragazza 

La giudice per l’udienza preliminare di Milano Maria Beatrice Parati ha ritenuto congrua e idonea l’offerta risarcitoria avanzata da Leonardo Apache La Russa nel procedimento per revenge porn, dichiarando estinto il reato. Alla base della decisione, formalizzata lo scorso dicembre, ci sono il “sincero dispiacere per le sofferenze” inflitte alla ex compagna di liceo, messo nero su bianco in una lettera di scuse, la consapevolezza dell’accaduto e la proposta spontanea di un risarcimento pari a 25mila euro.

Il filone per diffusione illecita di immagini intime era stato stralciato dalla più ampia indagine per violenza sessuale relativa alla notte tra il 18 e il 19 maggio 2023, nella quale La Russa jr era stato archiviato insieme all’amico dj Tommaso Gilardoni. Proprio Gilardoni, destinatario del video, ha scelto il rito abbreviato ed è stato condannato a un anno di reclusione con sospensione della pena.

La proposta di risarcimento, avanzata tramite gli avvocati Vinicio Nardo e Adriano Bazzoni, non è mai stata accettata dalla 22enne, assistita dal legale Stefano Benvenuto, ma è stata ritenuta comunque sufficiente dal giudice ai fini dell’estinzione del reato.

Nelle motivazioni, contenute in un provvedimento di dodici pagine, la gup chiarisce che in questa vicenda va risarcito il danno “morale”. La scoperta dell’invio del filmato ha “leso la sua privacy” e ha generato un “sentimento di vergogna” e un “turbamento psicologico”. Escluso invece il danno da “clamore mediatico”, già ricollegato alla prima inchiesta avviata a seguito della denuncia della ragazza.

Il video "a contenuto sessualmente esplicito" inviato all'amico

Secondo quanto ricostruito dal giudice, quella sera Leonardo Apache La Russa aveva inviato via WhatsApp a Gilardoni un video “a contenuto sessualmente esplicito”, da lui “realizzato” senza che la giovane ne fosse a conoscenza. L’“azione delittuosa si è sostanziata in un singolo invio” e si è collocata in un contesto in cui, come già emerso nell’archiviazione della prima tranche dell’indagine, “non vi è stata coartazione”. Il “destinatario del file”, di “breve durata”, era inoltre “un soggetto con cui la parte civile ha intrattenuto, poco dopo, un rapporto sessuale”.

Elementi che, pur “non escludendo la rilevanza e la rimproverabilità del fatto”, incidono – secondo il gup – sulla congruità della somma, ritenuta “pienamente” soddisfacente. Anche perché il risarcimento, si sottolinea, non può dipendere dalle “condizioni patrimoniali del debitore”.

La vittima impugna il provvedimento: il suo legale chiede 160mila euro

La giudice ha inoltre chiarito che i 25mila euro possono comprendere anche le spese legali e che il “percorso psicologico” di giustizia riparativa richiesto dai pm è “certamente apprezzabile”, ma non obbligatorio per estinguere il reato. Ai fini della decisione, è stato ritenuto sufficiente il “contegno positivo” dell’imputato. La vittima, attraverso il proprio avvocato, ha già annunciato l’intenzione di impugnare il provvedimento. Il legale Benvenuto aveva quantificato i danni in 160mila euro.

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