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Ricatta il partner dopo una notte sadomaso: “Sono la donna della morte, dammi 70mila euro”

Un 54enne milanese cade nella trappola di una 34enne: la frequentazione nella scuola da ballo poi l’intimità e la richiesta di lei: “Prendi un frustino”. Dopo iniziano i ricatti e le minacce: la 34enne ai domiciliari

Ricatta il partner dopo una notte sadomaso: “Sono la donna della morte, dammi 70mila euro”

Un’amicizia coltivata per mesi e poi trasformata in un presunto ricatto a sfondo sessuale. È questa l’ipotesi investigativa alla base dell’indagine che ha portato agli arresti domiciliari una 34enne milanese residente in zona Lanza e già con precedenti per droga e lesioni.

La donna è stata fermata dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia Monforte al termine di un’indagine coordinata dalla pm Maura Ripamonti. Nei suoi confronti il gip Chiara Valori ha disposto la misura cautelare con le accuse di estorsione a sfondo sessuale e autoriciclaggio, per il presunto trasferimento di parte del denaro su un conto cipriota.

La vicenda, ricostruita sulla base della denuncia della vittima – un 54enne indicato con il nome di fantasia Angelo – avrebbe avuto origine lo scorso settembre. I due si sarebbero conosciuti in una scuola di ballo in zona Porta Romana, non lontano dall’abitazione dell’uomo. Nei primi mesi la frequentazione si sarebbe limitata alle lezioni di tango e salsa.

A gennaio, però, i rapporti si sarebbero fatti più stretti dopo uno scambio di messaggi sempre più frequente. Il 16 del mese i due si incontrano nell’appartamento dell’uomo. Da quel momento, secondo la ricostruzione fornita dal 54enne ai carabinieri, la situazione cambia improvvisamente.

L’antenna dell’auto usata come frustino e il ricatto della donna

Da gennaio, però, i contatti si intensificano. Una notte la donna rompe gli indugi con un messaggio esplicito: “Ti dovrei far apprezzare l’attività fisica nel letto”. Il 16 i due si incontrano nell’appartamento dell’uomo e iniziano a baciarsi. Secondo quanto raccontato dal 54enne ai carabinieri, durante l’incontro la donna avrebbe chiesto di utilizzare un frustino. Non trovandone uno in casa, l’uomo avrebbe preso un oggetto simile, una sottile bacchetta metallica: l’antenna di una vecchia auto conservata in casa. “Ci siamo spogliati e dopo un po’ mi chiedeva se avessi un frustino – ha raccontato nella denuncia –. Le rispondevo che non avevo niente del genere e prendevo la prima cosa che ho trovato più similare, ovvero l’antenna della vecchia auto”.

Il racconto prosegue spiegando che la donna avrebbe mostrato eccitazione mentre l’uomo la sfiorava con l’oggetto e lo avrebbe invitato a proseguire. Ma la situazione cambia all’improvviso quando lui propone di usare un preservativo. A quel punto, secondo la denuncia, la 34enne reagisce con insulti e si allontana sul balcone.

Le minacce e la richiesta di denaro: “Ho chiamato il mio protettore”

Poco dopo la donna avrebbe iniziato a minacciare l’uomo sostenendo di aver chiamato un amico, descritto come il suo “protettore”. Secondo il racconto della vittima, avrebbe anche sostenuto che l’uso dell’antenna le avesse provocato un segno sull’addome. Quella sera il 54enne nota sotto casa un’auto con due uomini a bordo. Nel frattempo la 34enne pronuncia frasi intimidatorie: “Sono la donna della morte, sono in grado di farti espiantare gli organi e vendere il tuo cuore”.

Quella sera il 54enne nota sotto casa un’auto con due uomini a bordo. La 34enne avrebbe poi iniziato a minacciarlo con frasi intimidatorie e, poco dopo, sarebbe arrivata la prima richiesta di denaro: 20mila euro, con l’avvertimento che in caso contrario sarebbe stata presentata una denuncia. L’uomo, spaventato, riesce a raccogliere la somma chiedendo prestiti ad alcuni amici. Ma la richiesta non si ferma lì. Nei giorni successivi la donna avrebbe avanzato nuove pretese economiche, utilizzando anche un intermediario che telefonava con insistenza per aumentare la pressione. Il 54enne effettua così un ulteriore bonifico da duemila euro con la causale “vacanze”. La richiesta successiva sarebbe stata ancora più elevata: altri 50mila euro per “chiudere la storia”, sostenendo di essere stata traumatizzata e di essersi rivolta a uno specialista.

Secondo il gip si tratterebbe di uno schema già utilizzato in passato

A quel punto la vittima decide di rivolgersi ai carabinieri. Il 27 gennaio gli investigatori organizzano una consegna controllata di duemila euro in un bar. All’appuntamento si presenta un giovane marocchino, che viene fermato in flagrante. L’uomo avrebbe poi dichiarato agli investigatori: “Mi ha chiesto lei di venire”, raccontando di essere stato a sua volta convinto con la storia di un fidanzato violento e di presunti danni morali per 8mila euro.

Secondo il giudice, “le modalità utilizzate” dalla 34enne “appaiono frutto di un’attività ben rodata e probabilmente non occasionale”. Un elemento che, secondo il gip, lascia ipotizzare la possibilità che lo stesso schema possa essere stato utilizzato o possa essere replicato con altre possibili vittime.

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