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Milano
Riforma Sanità, Maroni ottimista. Ma le opposizioni: "Strada in salita"

"Abbiamo fatto dei passi in avanti. Abbiamo detto la nostra opinione sugli 11 punti che avevano presentato: ci sono molti si', alcuni approfondimenti da fare, l'unico no vero e' sull'ATS unica. Per il resto c'e' totale apertura". A dirlo e' il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, al termine del tavolo di confronto maggioranza-opposizione sulla riforma della governance del sistema socio-sanitario, svoltosi questa mattina a Palazzo Pirelli. Obiettivo del tavolo e' cercare di sbloccare la situazione sulla riforma e di superare l'ostruzionismo attuato in Consiglio regionale dalle opposizioni. Domani ci sara' un incontro con la maggioranza, anche per confrontarsi sulle richieste delle opposizioni, e martedi' prossimo e' in programma un altro vertice maggioranza-opposizione per cercare di raggiungere un accordo.

Il governatore ha parlato dell'apertura dimostrata dalla maggioranza nell'incontro di oggi: "Mi pare che questa posizione sia stata riconosciuta dalle opposizioni come un significativa apertura, quindi continueremo con gli approfondimenti e vedremo di chiudere entro martedi' per trovare un'intesa che auspico e che consenta di applicare la legge entro il 31 luglio". Il governatore Maroni ha anche confermato la richiesta di voto palese sulla riforma della sanita', mentre sulla riunione di domani con la maggioranza ha sottolineato: "Se troviamo l'accordo con l'opposizione mi pare difficile che non si trovi con la maggioranza, quindi sono assolutamente ottimista. Oggi sul piano politico era lo scoglio piu' difficile, l'abbiamo superato. Penso che al 90% martedi' si trovera' un accordo con l'opposizione, quindi a maggior ragione con la maggioranza. Lo do per certo, la maggioranza arrivera' compatta in aula". Tra le 11 richieste fatte dalle opposizioni al tavolo, in primis viene indicata la progressivita' del ticket in base al reddito ed esenzione fino a 30mila euro. Poi c'e' il rafforzamento dell'indipendenza dell'agenzia di controllo e la stabilizzazione del personale precario. Sulle nomine dei direttori generali viene richiesta una short list e una valutazione anche in base a indicatori di salute e non solo economici. Poi e' indicata la revisione del sistema di finanziamento (con l'abrogazione della legge Dacco') e l'assessorato al Welfare con lo stralcio delle deleghe di volontariato e pari opportunita'. Ultimi punti la semplificazione dell'accesso ai servizi (prenotazione e pagamento online e in farmacia) e la costituzione di un'unica ATS (l'Agenzia di tutela della salute che andra' a sostituire le Asl).

"Che le proposte da noi poste alla maggioranza fossero giuste e ragionevoli lo sapevamo gia'. Constatiamo pero' che la strada per passare dalle enunciazioni di principio alla scrittura in legge e' ancora molto in salita. Pesa in particolare il no alla revisione delle funzioni di Ats e Asst e su questo si dimostra che tra noi e il centrodestra c'e' ancora molta distanza. Il confronto comunque resta aperto". Lo dichiarano in una nota congiunta i gruppi regionali di Pd, M5S e Patto Civico che questa mattina hanno incontrato a Palazzo Pirelli il presidente Maroni e i relatori della riforma della sanita' Fabio Rizzi (Lega) e Angelo Capelli (Ncd) nell'ambito del tavolo di confronto maggioranza-minoranza sulla riforma del sistema socio-sanitario regionale. Per le opposizioni erano presenti i capigruppo di Pd e M5S Enrico Brambilla e Dario Violi, il coordinatore del centrosinistra Umberto Ambrosoli (Patto civico), la vicepresidente del Consiglio regionale Sara Valmaggi e i consiglieri Carlo Borghetti e Marco Carra (Pd) e Stefano Buffagni (M5S).

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