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Olimpiadi, Milano vuole il bis. Sala ci crede (e fa bene): “Partita aperta”

Il sindaco: “Partita aperta, siamo in credito di stima con il Cio”. Dietro il progetto l’effetto Milano-Cortina

Olimpiadi, Milano vuole il bis. Sala ci crede (e fa bene): “Partita aperta”
Beppe Sala

La candidatura del Nord-Ovest per le Olimpiadi estive 2036 (o in alternativa 2040) non è un’ipotesi suggestiva, ma un progetto concreto. A dirlo è il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che rivendica la coerenza di un percorso avviato da tempo: “È una cosa seria, vediamo un’opportunità”. L’idea è quella di un asse tra Milano, Torino e Genova, sostenuto anche dalle infrastrutture – a partire dall’alta velocità – per costruire un nuovo “triangolo” non più solo industriale ma fondato su scienza, università e tecnologia. “Lo sport può essere un minimo comune denominatore”, ha spiegato Sala.

Un progetto bipartisan e ancora tutto da costruire

Il dossier è ancora in fase embrionale: “Siamo molto lontani dal capire come potrà essere il progetto, chi farà cosa, che impianti serviranno”. Ma la volontà politica c’è, e trasversalmente: tre sindaci di centrosinistra e tre governatori di centrodestra. “È un bel progetto bipartisan”, sottolinea Sala. Nelle prossime settimane partirà il lavoro tecnico, con la creazione di un team interistituzionale. Resta un nodo importante, quello dello stadio olimpico, mentre l’obiettivo dichiarato è contenere al massimo gli investimenti sfruttando impianti già esistenti e la distribuzione territoriale degli eventi.

Sala: “Siamo in credito di stima con il Cio”

Uno degli elementi chiave è il rapporto con il Comitato olimpico internazionale. “Riteniamo di essere in qualche modo in credito di stima”, ha detto Sala, ricordando come la presidente Kirsty Coventry abbia espresso apprezzamento per il modello italiano e per l’impostazione diffusa dei Giochi. Un fattore che potrebbe pesare nella corsa, anche perché molte delle candidature già in campo per il 2036 non sono europee. La decisione, in ogni caso, arriverà entro il 2029.

L’effetto Milano-Cortina

Dietro il ritorno dell’Italia – e in particolare di Milano – nella corsa olimpica c’è un dato politico evidente: il successo dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026, già considerati un modello organizzativo credibile e sostenibile. È su questo terreno che si inserisce anche una lettura più politica: il rilancio olimpico rappresenta indirettamente un riconoscimento del lavoro portato avanti negli anni da Giuseppe Sala e dagli altri protagonisti che hanno reso possibile l’evento. Il percorso è appena iniziato e, come ha ammesso lo stesso sindaco, andrà oltre il suo mandato. Ma la direzione è tracciata: costruire una candidatura credibile, sostenibile e condivisa. “È il mio dovere portarla avanti”, ha concluso Sala. E questa volta, più che un’ipotesi, sembra davvero una partita destinata a entrare nel vivo.

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