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Milano
Sanità, primo via libera in Regione ad assessorato unico al Welfare

Via libera in Commissione Sanità alla revisione del titolo 1 e 2 della legge regionale 33 del 2009: i rappresentanti dei partiti di maggioranza in Commissione hanno votato la riforma della governance del sistema sociosanitario lombardo, approvando i 32 articoli collegati (contrari PD, Patto Civico e M5Stelle).Gli altri 8 titoli della legge 33 (dall’articolo 33 all’articolo 121, inerenti argomenti sanitari specifici di carattere tecnico e specialistico) saranno invece oggetto di una revisione successiva che sarà affidata a un nuovo provvedimento legislativo.

Nella votazione è stato stralciato il comma 1 dell’art.6 relativo alla territorializzazione, che viene così rimandata a un allegato parte integrante della riforma stessa previsto nell’articolo 7, che dovrà definire la strutturazione territoriale delle Agenzie di Tutela della Salute (ATS) e delle Aziende Socio Sanitarie Territoriali (ASST).Tale allegato sarà portato al voto della Commissione nella prossima seduta già convocata per lunedì 29 giugno alle ore 13, così da consentire ai Consiglieri regionali del territorio ulteriori approfondimenti e valutazioni con l’obiettivo di arrivare a una proposta di suddivisione territoriale il più possibile condivisa. Le Agenzie di Tutela della Salute (ATS) nei fatti sostituiranno le attuali 15 Aziende Sanitarie Locali (ASL) e avranno compiti di programmazione dell’offerta sanitaria, di accreditamento delle strutture sanitarie e sociosanitarie, di negoziazione e acq uisto delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie. Complessivamente la proposta tuttora in fase di valutazione prevede di istituirne otto così definite: Città Metropolitana di Milano, Insubria (Varese e Como), Val Padana (Cremona e Mantova), Brianza (Monza e Lecco), Bergamo e provincia, Pavese e Lodigiano, Brescia e provincia (con eccezione della Valcamonica), ATS Sperimentale della Montagna (provincia di Sondrio, Valcamonica e altre zone montane).

Alle Aziende Socio Sanitarie Territoriali (ASST) spetterà il compito di erogare le prestazioni sanitarie e sociosanitarie: come spiegato dal Presidente della Commissione Sanità Fabio Rizzi (LN), al posto delle attuali 29 Aziende Ospedaliere, è prevista l’istituzione di 22 ASST a cui si dovrebbero aggiungere altre 5 aziende ospedaliere, tre delle quali istituite per presenza di ospedali con più di mille posti letto (Niguarda, Brescia e Bergamo) e due per la loro “particolarità milanese” (Sacco e San Paolo). E’ prevista una Agenzia di Controllo che svolgerà funzioni di vigilanza e valutazione senza interferire con l’attività delle ASST.Via libera infine anche all’art.28 che “istituisce, nel rispetto dei termini statutari, l’assessorato unico al Welfare” nel quale si fonderanno gli attuali Assessorati alla Salute e alla Famiglia, Solidarietà sociale, Volontariato e Pari opportunità. “Abbiamo specificato –sottolinea il Presidente della Commissione Fabio Rizzi (Lega Nord) che, nel pieno rispetto della Legge Bassanini, sarà in ogni caso prerogativa del Presidente della Regione decidere se istituire o meno tale assessorato unico: contiamo di predisporre un ordine del giorno da approvare in Consiglio regionale che, almeno per questa legislatura, rafforzi ulteriormente tale indirizzo politico”.

POSSIBILE RIMPASTO? MARONI GLISSA/Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, glissa su un possibile rimpasto dopo l'accordo raggiunto all'interno della maggioranza di centrodestra in commissione regionale Sanita' che prevede l'istituzione di un assessorato al Welfare che riunisca le deleghe oggi in capo a Salute e Famiglia. A margine di un incontro a Palazzo Lombardia, il governatore ha sottolineato che "non e' un superassessorato, e' un assessorato al Welfare, una proposta che la Lega aveva gia' fatto a Formigoni tanti anni fa, allora non ci fu il coraggio forse o le condizioni". Maroni ha poi aggiunto che e' "la stessa scelta che e' stata fatta da Toti in Liguria e da Zaia in Veneto, definiamo un modello che va al di la' della Regione Lombardia di efficienza". E alla domanda a chi andra' il nuovo assessorato al Welfare, Maroni ha risposto ironizzando: "Le deleghe andranno all'assessore al Welfare".

 

 

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