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Milano
Scala, Traviata con proteste. Affari alla Prima: foto e video

Festa, ma anche proteste a Milano per la Prima della Scala. Presenti le massime autorità dello Stato, da Napolitano a Grasso. Il sovrintendente Lissner: "L'apertura della stagione lirica è dedicata a Mandela". Un minuto di silenzio e poi l'inno nazionale. Controversa la direzione di Daniele Gatti. Proteste in piazza: presenti il comitato inquilini "antisfratto" San Siro e gli iscritti del sindacato di base Cub. Srotolati numerosi striscioni (tra cui uno che accusa gli "egregi rovinatori dell’Italia"). Esposto un manichino con la tuta da lavoro della Pirelli e il volto di Marco Tronchetti Provera. I giovani di Forza Italia assaltati dai centri sociali e costretti a lasciare la piazza. Dentro il teatro spazio alla musica e a "La Traviata" di Verdi. Molti gli ospiti vip: Maroni, Barroso, il ministro Bray, il presidente del tribunale di Milano Livia Pomodoro, Mario Monti, Corrado Passera, le star della danza Carla Fracci e Roberto Bolle. E poi ancora l'amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni, Giorgio Squinzi, Piergaetano Marchetti, Giorgio Armani, John Elkann e la moglie Lavinia Borromeo.

MINUTO DI SILENZIO E POI INNO NAZIONALE - Un minuto di silenzio per ricordare Nelson Mandela. A chiederlo alla platea del teatro scaligero per la Prima della stagione, e' stato il direttore d'orchestra, Daniele Gatti. Prima dell'opera che aprira' la stagione, la 'Traviata' di Verdi, Gatti ha detto: "La citta' di Milano e il Teatro alla Scala desiderano ricordare Nelson Mandela". A questo punto e' stato interrotto da un lungo applauso e tutta la platea si e' alzata in piedi. Anche nel palco reale il presidente Napolitano ed il presidente della Commissione europea Barroso applaudivano l'eroe dell'anti-Apartheid. Alla fine il direttore d'orchestra ha chiesto un minuto di silenzio "per un uomo che ha mostrato l'umanita' piu' viva". Al termine del silenzio l'orchestra ha attaccato con l'Inno di Mameli e ancora una volta gli ospiti del teatro, al gran completo, si sono alzati in piedi.

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LISSNER: "PRIMA DEDICATA A MANDELA" - Un omaggio all'eroe dell'anti-Apartheid, Nelson Mandela, questa sera alla prima del Teatro alla Scala di Milano. Incomincera' infatti con un minuto di silenzio la rappresentazione della 'Traviata' che nel giorno di Sant'Ambrogio apre la Stagione del teatro alla Scala di Milano. Subito dopo, secondo quanto si apprende, il maestro Daniele Gatti leggera' un breve testo. Ad annunciare l'intenzione di dedicare la serata a Mandela, e' il sovrintendente Stephane Lissner: "Trovo assolutamente normale - ha spiegato - prima di iniziare l'opera, di dedicare questa serata a Nelson Mandela. Bisogna tenere conto del mondo".

OSPITI VIP - Molti vip e poco governo nella 'prima' della stagione 2013-2014 del teatro alla Scala di Milano. Nel palco reale e' tornato, dopo l'assenza dello scorso anno, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, insieme alla moglie Clio, per assistere alla 'Traviata' che apre la stagione a 200 anni dalla morte di Giuseppe Verdi; con lui il presidente della commissione europea, Jose' Manuel Barroso, l'anno scorso tenuto lontano dal Piermarini da un'improvvisa nevicata. Presente il presidente del Senato, Piero Grasso, mentre quella della Camera, Laura Boldrini, ha annullato l'appuntamento nelle ultime ore. Per il governo, in sala solo il ministro dei beni culturali, Massimo Bray, e quello della Difesa, Mario Mauro, mentre non si e' visto il titolare dell'economia, Fabrizio Saccomanni, dato fino all'ultimo tra i presenti. Piu' folta la pattuglia degli ex, da Mario Monti a Paola Severino a Corrado Passera a Vittorio Grilli. Immancabili i 'soliti' vip e i rappresentanti del mondo dell'economia e della finanza. Cosi' come presenti sono il sindaco di Milano e 'padrone' di casa, Giuliano Pisapia, e il presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, accompagnati dalle rispettive mogli, Cinzia Sacco ed Emi Macchi. Ci sono i presidenti di Confindustria e Confcommercio, Giorgio Squinzi e Carlo Sangalli. Al gran completo i vertici di Eni, Giuseppe Recchi e Paolo Scaroni; tra i banchieri, presenti Federico Ghizzoni per Unicredit e Carlo Messina, alla prima 'prima' da a.d. di Intesa Sanpaolo, mentre per l'industria, assistono alla 'Traviata' John Elkann di Fiat, con la moglie Lavinia Borromeo in lungo abito panna, e Carlo Pesenti di Italcementi. Torna dopo tredici anni alla 'prima' Giorgio Armani, sempre presente coi suoi abiti ma mai, dal 2000, in prima persona. Ritornano invece, come ogni anno, gli affezionati: da Diana Bracco a Livia Pomodoro a Francesco Saverio Borrelli, passando per le star della danza Carla Fracci e Roberto Bolle. E ancora, Valentina Cortese e Marcella Bella. Tra i vip, spicca l'assenza di Valeria Marini e Renato Balestra. Peculiare la presenza del doppio sovrintendente della Scala: per la 'Traviata' c'e' quello in carica, Stephane Lissner, ma non e' voluto mancare neppure il futuro sostituto, Alexander Pereira.

PROTESTA IN PIAZZA - Molte le bandiere e gli striscioni tra cui uno che recita: «Contro crisi e speculazione mutuo soccorso e riappropriazione» e un altro dice «Austerity, speculazione, guerra tra poveri, il loro lusso è una speculazione, ma quale sacrificio?! Mutuo soccorso, riappropriazione». In piazza ci sono anche, come ogni anno, alcuni esponenti del sindacato Cub, con bandiere e striscioni. Davanti a Palazzo Marino anche alcuni esponenti della «Banda degli Ottoni» che stanno intonando «La Traviata» e che suoneranno per «partecipare alla contestazione di una manifestazione eccessiva in tempi di crisi - spiega un musicista - e che vede la partecipazione di politici e banchieri che si fanno proteggere fin troppo bene». In piazza anche alcuni venditori di souvenir che sono stati sfrattati da piazza Duomo e chiedono da alcuni giorni di poter tornare al lavoro. Indossano cartelli con scritto: «Come mai per qualcuno si trovano soluzioni e contro due venditori di souvenir ci si accanisce?» e «Chi favorisce disparità di trattamento ha forse un interesse nel farlo? C’è forse qualcosa si personale?». Presenti anche i giovani di Forza Italia.

TENSIONE FORZA ITALIA-CENTRI SOCIALI - Spiacevole e indegno episodio in Piazza della Scala. I giovani di Forza Italia, pur scortati dalle forze dell'ordine, sono stati aggrediti da decine di esagitati dei centri sociali e costretti, a forza, a lasciare la piazza. "Abbiamo subito una vergognosa intimidazione - commenta Silvia Sardone, ideatrice dell'evento e consigliere di zona 2 - e siamo stati costretti ad abbandonare la piazza, a causa della violenta e indecente aggressione di alcuni ragazzi dei centri sociali che non accettavano la nostra goliardica e democratica presenza in Piazza. Evidentemente solo la sinistra estrema può occupare Piazza della Scala in attesa della Prima mentre i moderati sono esclusi e costretti ad andarsene. E' forse questa la Milano di Pisapia? Quella in cui i comunisti chic come lui e la Boldrini sono al palco d'onore nel teatro e i comunisti dei centri sociali si prendono la piazza con la violenza. Siamo indignati di fronte all'incapacità della sinistra di accettare democraticamente la presenza dei giovani di centrodestra in piazza. Il diritto di manifestare è garantito dalla Costituzione, evidentemente a Milano i diritti sono prerogativa della sinistra " "E meno male che c'è qualcuno che dice che i comunisti non esistono più - commenta Alberto Villa, numero 2 di Forza Italia Giovani della lombardia -. Ha ragione il presidente Berlusconi quando afferma che "sono sempre e solo poveri comunisti, analfabeti di libertà". Volevamo manifestare in maniera goliardica, contestando ironicamente Boldrini e Pisapia, radical chic fintamente difensori dei più deboli. Ormai anche l'ironia non è più accettata da questa sinistra becera e violenta" "La solita sinistra antidemocratica - commentano Giorgio Cafaro, responsabile organizzativo di Forza Italia Giovani Lombardia e Franco Pellero, coordinatore provinciale di Forza Italia Giovani - che impedisce persino le simpatiche manifestazioni pacifiche. Non abbiamo fatto nemmeno in tempo ad entrare in piazza e subito i "campioni della democrazia" dei centri sociali ci hanno buttato fuori a spintoni e insulti"

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