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Milano
Senza casa, la disperazione di una famiglia italiana. Il caso di Affaritaliani.it

di Fabio Massa

Ha la faccia dignitosa, Alessia. Una faccia da bambina, anche se ci tiene più volte a sottolineare di “essere maggiorenne”. Lei è la rappresentante della sua famiglia. Milanese, vive in automobile. Non ha più una casa da settimane. Ma la dignità, quella l’ha mantenuta. Il suo caso emerge nel corso della trasmissione Linea d’Ombra, su Telenova, nell’ambito della discussione su un articolo di Affaritaliani.it, riguardante l’assegnazione di 80 case popolari a famiglie rom, la gran parte in deroga alla graduatoria “ufficiale” e, soprattutto, in fascia di protezione (affitto 50 euro al mese). 

“Io voglio raccontare la storia della mia famiglia. Un mese e mezzo fa abbiamo avuto lo sfratto esecutivo dalla casa che avevamo ottenuto da un ente di proprietà del Comune di Milano - racconta - Era una casa di 42 metri quadri nella quale vivevamo in quattro persone, pagando oltre 700 euro al mese. Ricevuto lo sfratto ce ne siamo andati, riconsegnando le chiavi”. Un modo di vivere nel rispetto più pieno delle regole, anche quando è più difficile, anche quando nessuno ti condannerebbe se decidessi di occupare l’appartamento malgrado lo sfratto. Del resto, la storia di Alessia è tragica. “Io ho un fratellino di 12 anni che ha una grave patologia, è disabile al 100 per cento. Dico solo che se dovesse prendere una malattia potrebbe finire immediatamente in dialisi”. Ma come è finita, questa famiglia, a dormire in automobile? “Avevamo questa casa, poi papà ha perso il lavoro. Mia mamma ha fatto un piano di rientro con l’ente comunale, abbiamo chiesto una dilazione. Ma ce l’hanno negata. Ci è arrivato il telegramma di sfratto, un mese e mezzo fa, e siamo dovuti uscire. Abbiamo fatto richiesta per una casa popolare. Su 26mila persone siamo al 1563esimo posto. Abbiamo fatto richiesta per una casa in deroga, ma la commissione che si è riunita non ci ha fatto sapere niente”. La verità è cruda. Perché mentre Affaritaliani.it raccoglie la denuncia del consigliere forzista Fabio Altitonante, che spiega, dati alla mano, che decine di case popolari in deroga sono state assegnate a famiglie rom, il Comune sul suo sito scrive che già ora non ci sono più alloggi da destinare ai casi di particolare emergenza.

“Noi non vogliamo spaccare per entrare. Adesso la mamma ha ottenuto una casa per una settimana, ma solo per lei e per mio fratello disabile. Io sono maggiorenne e quindi non ne ho diritto, quindi sto con il mio papà, in macchina. A volte ci troviamo a piangere, tutti insieme. Non si può vivere così”. Alessia non chiede nulla. Chiede solo di poter curare il fratello in un modo dignitoso. “Anche perché lui ha bisogno di una condizione igienica ottimale, e invece noi non possiamo garantirgliela, vivendo in una autovettura”. I politici presenti in studio promettono: il Comune si attiverà subito per chiedere ad Aler di mettere a disposizione un alloggio supplementare (fuori Erp). Vedremo se questa emergenza italiana troverà una soluzione, anche se la vergogna già ora non può essere cancellata.

@FabioAMassa

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