Milano
Sicurezza, l’emergenza non è solo milanese: oltre metà degli italiani boccia il governo Meloni
Il tema tiene sempre banco a Milano, ma il sondaggio Izi fotografa un disagio diffuso in tutto il Paese e boccia il governo

Sicurezza, l’emergenza non è solo milanese: oltre metà degli italiani boccia il governo Meloni
La sicurezza resta uno dei nodi politici più delicati a Milano. Un tema che ha attraversato la maggioranza, alimentato tensioni e trattative interne, fino alla decisione finale del sindaco Giuseppe Sala di tenere per sé la delega specifica, rinunciando alla nomina di un assessore dedicato. Una scelta maturata solo negli ultimi giorni, dopo un lungo confronto politico, e accompagnata da una riorganizzazione degli strumenti comunali dedicati al presidio del territorio.
Ma se Milano è stata il laboratorio più visibile di questo dibattito, la percezione dell’insicurezza non riguarda soltanto il capoluogo lombardo. A confermarlo sono i dati di un’indagine nazionale che restituisce un quadro ben più ampio e preoccupante.
Il sondaggio Izi: “Più della metà degli italiani si sente meno sicura”
Secondo un sondaggio realizzato da Izi e presentato nel corso della trasmissione “L’Aria che Tira” su La7, oltre la metà degli italiani ritiene che la situazione della sicurezza nel Paese sia peggiorata negli ultimi tre anni. Alla domanda sulla gestione della sicurezza da parte del governo Meloni, il 55% degli intervistati esprime un giudizio negativo, sostenendo che l’obiettivo securitario non sia stato raggiunto.
Solo il 12% degli italiani dichiara di sentirsi più sicuro con la destra al governo. Un dato che attraversa trasversalmente gli schieramenti politici e che non risparmia nemmeno l’elettorato di maggioranza: il 65% di chi vota i partiti di governo ritiene che la situazione sia rimasta invariata o sia peggiorata, mentre solo il 35% afferma di sentirsi più sicuro.
Un giudizio trasversale, bocciatura netta dal centrosinistra
Il giudizio più severo arriva dagli elettori di centrosinistra, tra i quali quasi il 70% boccia l’operato del governo in materia di sicurezza. Ma il dato più significativo è la natura trasversale del disagio, che accomuna elettori di orientamenti diversi e restituisce l’immagine di un problema percepito come strutturale. Secondo l’indagine, tra le principali cause dell’insicurezza avvertita dagli italiani figurano le difficoltà economiche, la disoccupazione e la gestione dell’immigrazione. Un intreccio di fattori sociali e materiali che contribuisce a rafforzare un senso di vulnerabilità diffuso.
Furti, rapine e violenze: le paure principali
A preoccupare maggiormente i cittadini sono i furti e le rapine, indicati dall’82% degli intervistati, seguiti da omicidi e femminicidi (65%), violenze sessuali (47%) e truffe (45%). In crescita anche l’allarme per i reati commessi da minori, segnalato dal 24% del campione. Numeri che aiutano a leggere anche il dibattito milanese sotto una luce diversa: non solo una questione locale o politica, ma il riflesso di una percezione nazionale che chiede risposte strutturate e credibili. In questo contesto, la scelta di Sala di tenere per sé la delega alla sicurezza appare come un segnale di responsabilità diretta, ma anche come la conferma che il tema resta uno dei più sensibili e difficili da governare, dentro e fuori Milano.

Milano, la riorganizzazione dopo lo stallo politico
E tornando al capoluogo lombardo, con il recente giro di deleghe in giunta, l’ingresso di Marco Mazzei all’Edilizia scolastica e allo Spazio pubblico ha lasciato al sindaco la responsabilità diretta sulla sicurezza. Parallelamente, Palazzo Marino ha deciso di rafforzare la governance del tema istituendo due nuovi organismi: il Comitato per la sicurezza cittadina e l’Osservatorio per la promozione di politiche di sicurezza democratica.
Nel Comitato siedono, oltre al sindaco, il comandante della Polizia locale Gianluca Mirabelli, l’assessore Marco Granelli, Angelo Giuseppe Re, già questore di Sondrio, e Tullio Mastrangelo, ex comandante della Polizia locale di Milano. Un organismo pensato per affrontare in modo strutturato le diverse dimensioni della sicurezza urbana, con il contributo di figure tecniche e operative.
Accanto a questo, nasce l’Osservatorio per la promozione di politiche di sicurezza democratica, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e coordinato da Roberto Cornelli, ordinario di criminologia e tra i principali studiosi italiani di criminologia urbana. L’obiettivo dichiarato è migliorare la conoscenza scientifica dei fenomeni legati all’insicurezza e rafforzare la capacità di intervento nel rispetto dei diritti e delle libertà. Un impianto che segnala quanto il tema sia diventato centrale anche sul piano istituzionale. Ma la percezione dell’insicurezza va ben oltre i confini cittadini.













