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Lo Sport a Milano
Milanosport, Bisconti: "Soddisfatta di aver portato bellezza negli impianti"
Chiara Bisconti

Milanosport, Bisconti: "Soddisfatta di aver portato bellezza negli impianti"

Chiara Bisconti è la signora dello sport milanese. Prima assessora, ha lasciato la delega a un'altra lady di ferro, Roberta Guaineri. Da poco più di un anno è presidente di Milanosport, ovvero la società che "mette a terra" le politiche decise da Palazzo Marino in ambito sportivo. "I bilanci sono in ordine e i conti positivi, ma quello che più mi dà soddisfazione è aver portato la bellezza nelle nostre strutture. Nella Milano del 2025 vedo strutture sportive che vivono nella città, fruibili per fare sport e non solo, a tutte le ore". L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT MILANO

Presidente Bisconti, ormai è passato più di un anno da quando è stata nominata. Era partita con l'idea di valorizzare il servizio core, che affeziona i cittadini alle piscine, con il sogno di portare la bellezza nelle strutture. Ce l'ha fatta?
Iniziamo dai numeri. Milanosport conferma che sull'attività core si va avanti in modo positivo, anche dal punto di vista del bilancio. Ma quello che abbiamo sperimentato quest'anno, e che si legge anche dai ricavi, è soprattutto la valorizzazione dei luoghi, che vengono rivisitati in modo diverso, lavorando proficuamente su questo legame di affettività tra i cittadini e le piscine, tra i cittadini e le strutture di Milanosport.

Spieghiamo meglio.
Io penso che animare un luogo chiuso faccia parte della proposta identitaria di Milano. Scoprire funzionalità diverse rispetto a quelle tradizionali è importantissimo. Pensiamo all'Argelati: abbiamo sperimentato - insieme ad APE - l'apertura anche non in stagione estiva di una piscina scoperta. Una struttura chiusa per la grande parte dell'anno ha preso vita con laboratori. Una cosa magnifica. Con APE partirà una collaborazione che ogni anno punti ad aprire l'Argelati durante il salone del Mobile e in altre occasioni.

Poi c'è la questione della bellezza. La Luna di Luke Jerram ha affascinato tutti. Perché non avete fatto sì che fosse installata permanentemente?
Perché non si può! Sarebbe stato bello, ma la Luna è una installazione artistica che viene affittata temporaneamente. Devo dire che ci hanno riferito che l'artista ha apprezzato molto che fosse stata messa in un luogo non per pura contemplazione, ma in una piscina dove si nuotava. Devo dire che la luna ci ha mostrato che la via era quella giusta.

Cioè?
La luna ci ha dimostrato che sublimare la bellezza paga. Al cambio dell'ora spegnevamo le luci per qualche minuto, ed era bellissimo. Sublimare la bellezza vuol dire far capire alle persone che questi luoghi non sono puro sport ma sono tanto tanto di più. La Cozzi è una delle piscine più belle d'Europa. La luna ha portato l'attenzione sul fatto che c'è qualcosa di meglio rispetto al nuoto: la bellezza mentre si nuota.

Poi c'è il tema dei tempi, che le è da sempre molto caro.
Parliamo di allargamento degli orari. Abbiamo tenuto aperta la piscina fino alle quattro del mattino e abbiamo avuto la coda dei ragazzi, che invece di andare a ballare il sabato sera rimanevano in attesa di andare a nuotare. C'è una percezione nuova rispetto alle piscine comunali, come posti magici, belli: questo mi è piaciuto tantissimo.

La Luna è costata molto?
E' stata una operazione assolutamente autofinanziata. Con i biglietti aggiuntivi abbiamo pareggiato le spese. Ma è stata un esperimento fondamentale. Valorizzare gli spazi vuol dire non solo vivere la piscina in modi diversi, ma anche in momenti diversi. La Cozzi è pronta per aprire anche di notte. La bellezza chiama, la bellezza rende. Per me questi sono i due temi. Purtroppo c'è da lavorare: in certi casi le piscine di Milanosport hanno ancora una approccio sciatto, e invece dobbiamo portare la bellezza dentro questi edifici.

Non c'è solo la Cozzi. Anche la Romano è molto bella. So che ha un debito con i Bagni Misteriosi di Andreé Ruth Shammah.
Un debito molto grande, poiché lei è arrivata all'essenza massima della bellezza. Ha tirato fino al massimo nel tempo e nello spazio la plurifunzionalità dei luoghi. Lei è una creatrice di spazi e di bellezza e di tempo. La Romano è coeva ai Bagni misteriosi e alla Cozzi. L'abbiamo riqualificata. E soprattutto abbiamo fatto sì che adesso non chiuda mai. Una volta era chiusa un giorno alla settimana. Inoltre abbiamo fatto l'estensione dell'orario serale, fino alle nove di sera. Tutte cose che sembrano di estremo buon senso ma che non venivano fatte.

Non c'è solo il centro.
Assolutamente no. Stiamo ragionando con uno sponsor per la riqualificazione di una piscina periferica. E' l'idea che avevo accennato l'anno scorso (leggi l'intervista QUI): proviamo a investire sugli spazi verdi esterni alle piscine, perché non siano solo solarium ma luoghi ai quali si può accedere anche dall'esterno. Ecco, il riserbo è ancora massimo, ma in questa piscina posso dire che la riqualificazione renderà quel luogo molto bello.

Non ci sono solo le rose. Quale è stata la difficoltà più grande in quest'anno?
La cosa negativa è un problema abbastanza grosso: abbiamo problemi di sicurezza nelle nostre piscine. Parliamo di atti vandalici. La soluzione? In effetti ce ne sono due. Una pragmatica, ovvero telecamere e tutto il resto. La stiamo attuando. L'altra soluzione è l'uso ancora una volta della bellezza: una cosa bella non la si spacca. Se la senti tua la rispetti. La mia visione strategica porterà credo buoni frutti anche nel campo della sicurezza.

A proposito di manutenzioni. Come è il rapporto con MM Spa?
Buono, ottimo. Si è consolidato quest'anno il percorso indicato dalla delibera 2018 del consiglio. Abbiamo praticamente chiuso la convenzione e appaltato loro 3 lavori. Ci siamo regolati così: eseguiamo noi solo la manutenzione gestionale, ovvero tutto quello che è specifico dell'acqua. Il resto lo fanno loro.

E poi c'è il Palalido.
E poi c'è il Palalido, sì. I problemi nella costruzione sono stati tanti, ma adesso è molto bello. Come ho detto, per me la bellezza è sempre un parametro di giudizio: è molto colorato, molto aperto. Anche la parte esterna è stata ristrutturata molto bene. Gli organizzatori sono soddisfatti, anche perché quello dei 5mila posti è un taglio che mancava a Milano.

Chiudiamo con la domanda canonica. Come vede la Milano del 2025?
Vedo una integrazione delle strutture sportive con la città sempre più profonda. Sempre più permeabilità tra piscina e Milano. Un dentro e fuori nel tempo e nello spazio, dove la città si fa tutt'uno.

fabio.massa@affaritaliani.it 

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