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Milano
Strage in Tribunale, fratello di Giardiello chiede scusa ai familiari

"Non doveva togliere la vita ad altri, è certo, e di questo voglio chiedere scusa alle famiglie delle vittime. Ma è vero che è stato fregato, lo hanno derubato": a parlare è uno dei sei fratelli di Claudio Giardiello, l'uomo che lo scorso 9 aprile è entrato armato nel Tribunale di Milano ed ha sparato, uccidendoli, al suo legale, l’avvocato Lorenzo Claris Appiani, al giudice della sezione fallimentare, Ferdinando Ciampi, e a un ex socio, Giorgio Erba. Il fratello del killer ha parlato al Corriere: "Non abbiamo ancora avuto occasione, ma dobbiamo chiedere scusa per quello che ha fatto Claudio. Sono andato a trovarlo da poco, al carcere di Monza, e mi sono trovato davanti un uomo invecchiato di dieci anni".

Dopo l'arresto e i due malori, Giardiello in carcere è guardato a vista, anche per evitare gesti autolesionisti. "Le guardie - spiega ancora il fratello - lo trattano molto bene e lui non dà problemi; è ovvio che non può essere lo stesso uomo di prima, sembra che sia passata una vita, tutti i capelli imbiancati, ma alla fine quasi è stato lui a consolare me, e non il contrario".

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