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Anche Le Monde boccia la Traviata milanese

Violetta, è morta folle, anche se la folla non lo ha compreso. Dopo oltre 150 anni di decessi per tisi, forse anche lei cercava qualcosa di nuovo…

F. Colomba

Noiosa, senza pathos e piena di errori: anche Le Monde boccia la prima della Scala. Nella Traviata portata in scena al teatro alla Scala in occasione della Prima che ha inaugurato la stagione 2013/2014, la protagonista non muore di tisi, come voleva Verdi, ma di follia. La bionda dama della Camelie, interpretata da Diana Damrau, nella scena finale si accascia su una sedia e, dopo l’ultimo sussulto di gioia, spira. Prima aveva mandato giù medicinali (antidepressivi?) e alcolici e si era affacciata alla finestra con aria assente.

Una interpretazione completamente diversa da quella tradizionale dove Violetta, per tutta l’opera è colpita dai sintomi evidenti della malattia infettiva che colpisce i polmoni e che, a quei tempi, non lasciava scampo.

Tutti i segni della malattia nella Traviata rivisitata dal regista Tcherniakov, invece, sono assenti.  A notare la stranezza è stata una intenditrice d’eccezione, cantante di professione, amante della lirica che si cela sotto lo pseudonimo F. Colomba, che ha scritto per Affari una critica spietata ma lucida dell’ultima “Tranvata” dell’ormai ex sovrintendente Stephane Lissner.

 

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