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Milano
Superlega europea, il nuovo stadio sulla pagina web dell'Inter

Superlega europea, il nuovo stadio sulla pagina web dell'Inter

Superlega europea: se ieri il consigliere comunale dei Civici di Milano Franco D'Alfonso ha dichiarato che il nuovo formato del calcio europeo cui hanno aderito, tra le italiane, Inter, Milan e Juventus, costringe a fermarsi e ripensare il percorso verso il nuovo stadio di Milano, sul sito ufficiale della neonata competizione thesuperleague.it, nella pagina dedicata all'Inter, campeggia invece un rendering della "Cattedrale" di Popolous, uno dei due progetti in lizza. Un segnale, secondo molti, del fatto che i due club milanesi intendono invece andare sino in fondo anche per quanto riguarda lo sviluppo del nuovo impianto. Il sindaco di Milano aveva già dichiarato la volontà di prendersi del tempo a fronte delle incertezze sul futuro societario dell'Inter, provocando un durissimo comunicato di risposta da parte della società nerazzurra.

Milan e Inter sono pronte ad un investimento da 1,2 miliardi di euro per un impanto da 60mila posti con 12mila posti riservati a sponsor e tifosi vip, con un distretto commerciale e sportivo, un grattacielo da 152 metri e quattro altri edifici tra hotel e uffici. Un balzo verso il futuro, proprio come la Superlega. Ma che si scontra con lo scetticismo di molti.

Pantaleo (Pd): "Finalmente le carte in tavola. Ma questo cosa c'entra con lo sport?"

Coglie i segni di una strategia complessiva che unisce Superlega e nuovo stadio anche il democratico Rosario Pantaleo, che commenta:  "Dopo la notizia della costituzione di una nuova ed esclusiva super lega calcistica europea, appare ancor più evidente la ragione per cui, secondo Inter e Milan, lo stadio Meazza non può essere riqualificato ed al suo posto è “necessario” costruirne uno nuovo. L’operazione, alla luce delle notizie di ieri è, con evidenza, tutta finanziaria e ben si collega alla richiesta delle squadre di costruire nell’area adiacente il Meazza degli edifici di terziario, commerciali e alberghieri. Un’operazione che si integra in una strategia complessiva da parte di una serie di squadre che tanto hanno speso negli ultimi anni, in particolar modo nell’ultimo decennio, e che ora si trovano nella necessità di mettere in salvo squadre ed affari, pena il probabile default. Ma questo cosa c’entra con lo sport…? Qui assistiamo ad una operazione tutta finanziaria e commerciale che dovrà fare i conti con i tifosi che, forse, ora potranno meglio interpretare il loro ruolo di sostenitori delle squadre e manifestare il loro dissenso ad una operazione che potrebbe distruggere il calcio europeo nella sua totalità (oltre che le squadre promotrici, al di là della fiammata in borsa…). Ora che le carte sono sul tavolo, finalmente scoperte, sarà più facile, per l’amministrazione comunale, giocare la sua partita in favore del bene pubblico"

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