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Torre Milano, le reazioni alla sentenza. Sala contro la “violenza verbale dei pm”. I costruttori: “Restituite chiarezza e serenità”

Il comitato Famiglie Sospese dopo l’assoluzione degli otto imputati: “Dopo due anni possiamo sorridere, ma ora servono tavoli di confronto con Comune e governo”

Torre Milano, le reazioni alla sentenza. Sala contro la “violenza verbale dei pm”. I costruttori: “Restituite chiarezza e serenità”

Tutti assolti gli otto imputati nel processo sulla Torre Milano, il grattacielo di via Stresa finito al centro di uno dei principali filoni dell’inchiesta sull’urbanistica milanese. Il Tribunale ha respinto le accuse di abuso edilizio e lottizzazione abusiva, mentre la Procura aveva chiesto otto condanne e la confisca dell’edificio. La decisione segna il primo passaggio giudiziario decisivo sulle indagini edilizie aperte negli ultimi anni a Milano e arriva al termine di un procedimento seguito con grande attenzione da operatori del settore, acquirenti e politica cittadina.

Sala al contrattacco: “Cosa ne pensa il procuratore capo Viola?”

Il commento politicamente più pesante alla sentenza arriva dal sindaco Giuseppe Sala, che accoglie l’assoluzione con sollievo ma anche con una critica durissima alla gestione dell’inchiesta. “Ovviamente siamo soddisfatti, ma è chiaro che c’è anche tanta tanta amarezza”, ha detto il primo cittadino, rivendicando di aver già espresso nelle scorse settimane il proprio giudizio sull’impostazione di una parte del lavoro della Procura: “Io l’ho detto in tempi non sospetti, cioè qualche settimana fa e non posso che riconfermarlo. Una parte, e sottolineo una parte, della procura ha dato un’impostazione politica al suo lavoro e questo credo che non vada bene. Al di là del fatto che gli interessi immobiliari su Milano ne abbiano risentito e questo e’ un fatto”.

Per Sala, il verdetto non cancella il peso umano e istituzionale di questi anni: “Il primo e’ aver visto colpito in questa fase persone che sono a me vicine e di cui sono certissimo dell’onestà. Faccio un nome solo ma l’ex assessore Tancredi ha visto anche un po’ rovinata la sua carriera e il suo equilibrio“. Ma l’affondo più netto riguarda il linguaggio usato dall’accusa: “Ripensando a come è stata condotta questa inchiesta, la cosa che proprio mi ha molto amareggiato e’ stata la violenza verbale usata dai pm nel sostenere le accuse. C’è un continuo uso di aggettivi, una continua necessità di corroborare le loro tesi con parole tese a discreditare la nostra azione”.

Il sindaco ha quindi richiamato espressioni come “democrazia Urbanistica” e “sovvertimento”, chiedendosi se “accusare un’istituzione di sovvertire la democrazia Urbanistica vuol dire fare il proprio lavoro e quindi esprimere un giudizio legale o vuol dire fare politica?”. Infine, Sala chiama in causa direttamente il procuratore capo Marcello Viola: “La giustizia ha tante teste, la stessa Procura ha tante teste. È chiaro che, a questo punto, sono anche un po’ curioso di capire il dottor Viola, come vede la situazione”. E aggiunge: “È evidente che sta tutto in una responsabilità generale e quindi gli chiedo che giudizio dà, a questo punto, dell’operato del suo team. Posto che tutti noi dobbiamo dare un giudizio del nostro operato e di chi lavora con noi”.

Assimpredil Ance: “Il verdetto restituisce chiarezza e serenità sull’operato dei costruttori”

Assimpredil Ance accoglie con favore la sentenza del Tribunale di Milano, che assolve gli imputati per la “Torre Milano” di via Stresa. Questo verdetto – continua l’Associazione – restituisce chiarezza e serenità sull’operato e sulla buonafede dei costruttori e di quanti hanno applicato le regole vigenti e consolidate a Milano negli anni scorsi, e rappresenta un nuovo punto di partenza dell’urbanistica milanese, affinché sia superata la paralisi che sta bloccando lo sviluppo di Milano.

Le Famiglie sospese: “Dopo due anni possiamo tornare a sorridere”

A commentare la sentenza è intervenuto anche il comitato delle famiglie coinvolte, che ha parlato di “uno sfregio alle nostre vite” durato due anni. La paura, spiegano, riguardava anche i cantieri ancora sequestrati e l’incertezza vissuta da molte persone finite sotto inchiesta. “Oggi finalmente dopo due anni possiamo sorridere”, affermano le famiglie, chiedendo però alla politica due tavoli di confronto: uno a Palazzo Marino, bipartisan e con tutti i capigruppo, e uno diretto con il governo, aperto anche alle associazioni economiche, culturali e istituzionali del settore. Ancora il comitato: “Come comitato continuiamo a chiedere un aiuto alla politica e facciamo due richieste, la prima è che Palazzo Marino ci accolga finalmente con un tavolo bipartisan con tutti in capigruppo. La seconda è finalmente quella di avere un tavolo diretto con il governo, che non veda solamente noi, ma anche tutte le associazioni economiche, culturali, istituzionali di settore, che hanno sofferto e stanno soffrendo in questo momento”.

Un tavolo sull’urbanistica l’1 luglio in Regione Lombardia

Sul fronte istituzionale interviene Regione Lombardia, che convocherà per l’1 luglio un tavolo sull’urbanistica milanese con gli operatori del settore, con l’obiettivo di ragionare sui prossimi passaggi per “tornare a garantire lo sviluppo della città”. Lo annuncia Gianluca Comazzi, assessore regionale al Territorio con delega all’Urbanistica, secondo cui “l’assoluzione degli imputati nel processo sulle torri di via Stresa è una buona notizia, sia per le persone coinvolte sia per Milano. Dopo anni di sabbie mobili dovute all’inchiesta, si può e si deve ripartire”. Tra i temi che saranno portati al tavolo, spiega Comazzi, ci sarà anche la revisione del vincolo paesaggistico sull’area dei Navigli, da affrontare insieme a Soprintendenza e Comune di Milano per aggiornare criteri di tutela “ormai risalenti a oltre trent’anni fa” e favorire il recupero degli immobili degradati. L’assessore invita quindi Palazzo Marino a uscire “dalla paralisi” e assicura l’impegno regionale a sostegno delle “famiglie sospese”, cioè quelle persone che hanno investito i risparmi di una vita nell’acquisto di immobili oggi bloccati dalle conseguenze delle inchieste.

Maggioni (Consorzio Cooperativo Lavoratori): “Mai avuto dubbio sull’onestà degli imputati”

Alessandro Maggioni, presidente del Consorzio Cooperativo Lavoratori, legge la sentenza come una conferma delle ragioni garantiste sostenute fin dall’inizio. “Molti di quegli imputati li conosco. Conosco la loro storia, il loro lavoro, la loro serietà. Non ho mai avuto un solo dubbio sulla loro onestà e sulla loro reputazione e sono sinceramente sollevato che oggi un giudice lo abbia riconosciuto in modo inequivocabile”, afferma. Per Maggioni, la decisione del Tribunale mette in evidenza soprattutto la confusione normativa che ha attraversato l’urbanistica milanese e italiana: “Non abusi consapevoli: un quadro normativo così contraddittorio che nessuno poteva orientarsi con certezza”. Da qui la richiesta alla politica di intervenire con una legge di interpretazione chiara, capace di stabilire “ciò che è lecito fare, con quali titoli e con quali oneri”. Una norma che, secondo Maggioni, non sarebbe “un favore a qualcuno”, ma “una condizione di civiltà giuridica, nell’interesse di tutti”.

Piscina (Lega): “Non è mai esistito abuso edilizio”

“L’assoluzione con formula piena di tutti gli imputati nel processo per la Torre di via Stresa è la conferma definitiva di ciò che la Lega sostiene sin dal principio: non è mai esistito alcun abuso edilizio, né alcun principio di illegittimità nell’operato dei tecnici e dei costruttori”. Lo dichiara in una nota Samuele Piscina, commentando la sentenza del Tribunale di Milano sul progetto “Torre Milano”.

Secondo l’esponente leghista, i costruttori e i professionisti coinvolti “si sono limitati a eseguire alla lettera ciò che il Comune di Milano indicava loro di fare, seguendo prassi consolidate da oltre quindici anni”. Piscina ha espresso “totale vicinanza” agli operatori che, a suo giudizio, “hanno dovuto subire un calvario giudiziario e mediatico del tutto inutile”, con investimenti milionari bloccati “per colpa di un corto circuito interpretativo”.

Per Piscina, il danno maggiore lo hanno subito i milanesi. “Questo clima di incertezza ha generato uno stallo urbanistico senza precedenti, bloccando lo sviluppo della città e provocando, come diretta conseguenza, un aumento costante e insostenibile del prezzo delle case, rendendo Milano inaccessibile soprattutto per famiglie e giovani”, afferma.

“Dopo anni di disastri della sinistra, ora non c’è più tempo da perdere: bisogna far ripartire l’urbanistica e sbloccare la città, dando case a prezzi accessibili ai milanesi”, prosegue Piscina. L’esponente della Lega annuncia poi che il tema sarà al centro dell’iniziativa politica del partito nel fine settimana: sabato e domenica i cittadini potranno esprimere idee, proposte e priorità per lo sviluppo di Milano ai gazebo, in occasione delle primarie della Lega. “Ripartiamo dai quartieri e dall’ascolto reale, per una città che torni a crescere in modo equo e trasparente”, conclude.

Forza Italia: “Rilanciamo un commissario per l’urbanistica a Milano”

Duro il commento di Forza Italia, che dopo la sentenza torna ad attaccare l’impostazione delle inchieste urbanistiche milanesi. “Dopo la prima sentenza sull’urbanistica di Milano, la Procura dovrebbe prendere atto che il diritto penale non e’ uno strumento per sindacare scelte politiche e amministrative”, dichiarano in una nota i senatori Pierantonio Zanettin, capogruppo azzurro in commissione Giustizia, e Roberto Rosso, responsabile del dipartimento Casa di FI. I due esponenti azzurri temono però che questo non accada, anche alla luce dell’allargamento delle indagini al dossier San Siro, mentre “ci sono cantieri bloccati e cittadini che ne pagano le conseguenze”. Per Forza Italia, il verdetto sulla Torre Milano rafforza inoltre la proposta di istituire un commissario per l’urbanistica a Milano, figura che, secondo Zanettin e Rosso, avrebbe potuto sciogliere rapidamente il nodo amministrativo lasciando poi agli imputati la possibilità di dimostrare la propria innocenza in sede processuale.

Scalfarotto (Italia Viva): “Milano deve essere sbloccata”

“La prima sentenza sull’urbanistica a Milano, tutti assolti per la Torre di via Stresa, dimostra che non si può tenere bloccata per anni una città come Milano per un’inchiesta che, dopo lo stop della Cassazione sul filone della corruzione, incassa oggi una piena assoluzione”. Lo dice il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto, presidente di Italia Viva Milano Metropolitana.

Per Scalfarotto, la vicenda pone una questione più ampia sul rapporto tra diritto penale e diritto amministrativo. “Una domanda è legittima: era davvero necessario tutto questo? Quando il diritto penale entra a gamba tesa in una materia propria del diritto amministrativo, il rischio è trasformare una divergenza tecnica in un processo, con anni di cantieri fermi e richieste di confisca”, osserva il senatore.

“Oggi un giudice ha stabilito che quel fatto non costituisce reato”, aggiunge Scalfarotto, che chiede ora un intervento del Parlamento. “Ora tocca al Parlamento dare a Milano e al Paese regole certe: decisioni di questa portata non possono dipendere da una legge del 1942. Si vada avanti e si torni a lavorare per Milano”, conclude.

Il sollievo degli avvocati degli imprenditori coinvolti

All’uscita dall’aula, l’avvocato Federico Papa, difensore dell’imprenditore-costruttore Carlo Rusconi, ha parlato di una liberazione dopo due anni difficili. “Ci siamo tolti un gran peso, il peso della ingiustizia”, ha dichiarato. Il legale ha sottolineato la durezza del processo e la solitudine vissuta dagli imputati, ma anche dagli acquirenti rimasti “sospesi” in questi anni. Per Papa, il cuore della vicenda era “una questione di norme e di valutazioni sbagliate da parte dei pm”.

Soddisfazione anche da parte dell’avvocato Massimiliano Diodà, che ha definito il risultato particolarmente significativo alla luce della complessità tecnica del dibattimento. “Siamo evidentemente molto soddisfatti di questo risultato”, ha dichiarato il legale, parlando di un processo “faticoso e complesso” e criticando l’approccio della Procura, giudicato “decisamente aggressivo dalla prima all’ultima udienza”.

Soddisfazione anche dai legali di Giovanni Oggioni, ex direttore dello Sportello unico edilizia di Milano ed ex vicepresidente della Commissione paesaggio, assolto nel processo sulla Torre Milano. “Riteniamo che il principio enunciato in questa sentenza debba essere affermato anche in tutti gli altri processi urbanistici”, affermano gli avvocati Corrado Limentani e Francesco Moramarco. I difensori sottolineano di essere sempre stati convinti dell’innocenza dell’architetto Oggioni e rivendicano il riconoscimento della sua buona fede professionale: “Siamo sempre stati convinti dell’innocenza dell’architetto Oggioni, la cui buona fede nella attività professionale è stata confermata dal Tribunale di Milano nella sentenza odierna”.