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Tram deragliato a Milano, il giallo della telecamera: blackout nei momenti prima dell’impatto

Acquisiti i contatti tra control room e vettura 9. Indagini su blackout tecnico, malore del conducente e dati della scatola nera

Tram deragliato a Milano, il giallo della telecamera: blackout nei momenti prima dell’impatto

Un blackout di pochi secondi proprio nel momento decisivo. È questo uno dei punti più delicati dell’inchiesta sul deragliamento del tram della linea 9 che venerdì alle 16.11 si è schiantato contro il palazzo di viale Vittorio Veneto 8, provocando la morte di Ferdinando Favia e Okon Johnson Lucky e il ferimento di altri 54 passeggeri.

La telecamera esterna e il “buco” nelle immagini

Sulla parte anteriore del Tramlink di ultima generazione è installata una telecamera esterna che riprende costantemente ciò che accade sui binari. Secondo quanto emerso, però, l’occhio elettronico sarebbe andato in tilt per alcuni secondi poco prima della fermata saltata dal convoglio guidato dal sessantenne Pietro M., interrompendo la registrazione fino al momento dell’impatto contro l’edificio all’angolo con via Lazzaretto. In altre parole, agli investigatori mancherebbero le immagini delle fasi finali della corsa del mezzo, almeno dalla prospettiva diretta della vettura. Restano disponibili i filmati ripresi a distanza dalla dashcam di un taxi e, probabilmente, quelli di telecamere private lungo il tragitto.

Su questo improvviso “salto nel buio”, riferisce il quotidiano Il Giorno, si stanno concentrando gli agenti della Squadra interventi speciali della polizia locale, coordinati dal pm Elisa Calanducci e guidati dal comandante Gianluca Mirabelli. L’obiettivo è chiarire la natura del blackout: si è trattato di un semplice calo di tensione? E, in caso affermativo, potrebbe aver inciso su altri comandi del mezzo?

L’ipotesi del guasto tecnico accanto al malore del conducente

Uno dei nodi riguarda lo scambio dei binari. Se il conducente fosse stato pienamente cosciente, un eventuale malfunzionamento avrebbe potuto impedirgli di azionare correttamente il comando per orientare il tram da “sinistra” a “dritto”? Domande che al momento restano senza risposta.

Il decreto di sequestro con cui gli agenti si sono presentati nella sede Atm di viale Monte Rosa per acquisire le comunicazioni tra la control room e il tram 9 non esclude alcuno scenario. Nel provvedimento si legge che “sono attualmente in corso tutti gli accertamenti necessari per ricostruire la dinamica del sinistro e individuarne le cause, considerato che allo stato non sia possibile escludere alcuna delle ipotesi relative alle cause dell’evento, siano esse riconducibili a possibili errori umani o a eventuali malfunzionamenti tecnici”. Una formulazione che conferma come l’indagine resti aperta su più fronti, senza piste privilegiate.

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Il malore del conducente e i controlli sulla “scatola nera”

Fin dalle prime ore, tuttavia, una spiegazione è stata avanzata dallo stesso tranviere, ora indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose. Ai soccorritori avrebbe riferito di essersi sentito male poco prima dell’incidente: “Ho visto tutto nero”.

Secondo il suo racconto, circa mezz’ora prima sarebbe sceso dal mezzo per aiutare un passeggero disabile a salire; in quell’occasione la sedia a rotelle lo avrebbe colpito all’alluce del piede sinistro, provocandogli un dolore crescente. Nel tratto tra la fermata Repubblica e quella di viale Vittorio Veneto avrebbe poi avuto un “evento sincopale” che lo avrebbe momentaneamente messo fuori gioco.

Gli investigatori stanno verificando questa versione attraverso l’analisi dei dati della scatola nera del tram e di ogni elemento utile a confermare o smentire il malore. Sotto esame anche lo smartphone del conducente, per accertare se nei minuti immediatamente precedenti al deragliamento siano stati registrati accessi o traffico che possano far ipotizzare una distrazione alla guida.

Tra il blackout della telecamera, l’eventuale guasto tecnico e la pista del malore, l’inchiesta procede su binari paralleli. E solo gli accertamenti tecnici potranno stabilire cosa sia realmente accaduto negli ultimi, decisivi secondi prima dello schianto.

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