Dopo mesi di stallo, la partita per il nuovo consiglio di amministrazione della Triennale di Milano entra nella fase decisiva. Come riportato dal Corriere della Sera, prende forma il possibile assetto del board e in pole per la presidenza ci sarebbe Vincenzo Trione, docente di Arte e media e Storia dell’arte contemporanea all’Università Iulm. Il suo nome avrebbe il vantaggio di mettere d’accordo sia il sindaco Giuseppe Sala sia il ministro della Cultura Alessandro Giuli, evitando un possibile braccio di ferro istituzionale. Trione, già presidente della Scuola dei Beni e delle Attività culturali e curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2015, risponderebbe alla richiesta di Sala di una figura con profilo internazionale nel mondo del design e dell’architettura.
Le trattative e la scadenza del 5 maggio
Negli ultimi giorni si sono intensificati i contatti tra Roma e Milano, tra incontri e telefonate. L’obiettivo è chiudere entro il 5 maggio, termine entro cui i soci della Triennale di Milano dovranno indicare i propri rappresentanti nel Cda, composto da nove membri. Il meccanismo prevede tre nomi indicati dal ministero della Cultura, due dal Comune, due dalla Camera di Commercio, uno da Regione Lombardia e un ultimo condiviso tra Regione e Camera di Commercio.
Gli altri nomi: Zecchi, Rampello e Calabrò
Da Roma, oltre a Trione, resta forte il nome di Stefano Zecchi, considerato un profilo solido e di esperienza. Regione Lombardia punterebbe invece su Davide Rampello, già presidente della Triennale tra il 2003 e il 2011, periodo in cui furono realizzate circa 160 mostre. La Camera di Commercio guarda al mondo manageriale, con le candidature di Dario Rinero (Poltrona Frau) e Antonio Calabrò, vicepresidente di Assolombarda.
Più attendista, invece, Palazzo Marino. Il Comune si riserva ancora qualche giorno prima di sciogliere le ultime riserve. Tra i nomi valutati ci sarebbe quello di Donatella Sciuto, prima donna alla guida del Politecnico. Nei prossimi giorni, con la chiusura del bando, il quadro dovrebbe definirsi in modo definitivo, mettendo fine a una fase di incertezza e aprendo il nuovo capitolo della governance della Triennale.

