Umberto Ambrosoli, la nuova suggestione civica del centrosinistra milanese - Affaritaliani.it

Milano

Ultimo aggiornamento: 14:21

Umberto Ambrosoli, la nuova suggestione civica del centrosinistra milanese

Nel Pd spunta l’ipotesi per il 2027: profilo moderato, una storia familiare di grande peso simbolico, il precedente delle Regionali 2013 perse in Lombardia ma "vinte" a Milano

Di Giorgio d'Enrico

Umberto Ambrosoli, la nuova suggestione civica del centrosinistra milanese

Nel centrosinistra milanese, da qualche settimana, un nome è tornato a rimbalzare con insistenza: Ambrosoli. Umberto Ambrosoli, avvocato, dirigente di banca, volto noto anche fuori dai circuiti di partito. Sarebbe indicato da una parte del Pd e dell’area progressista come possibile candidato sindaco “civico” per Milano 2027. L’ipotesi, rilanciata dal quotidiano Il Giorno, è ancora tutta da verificare. Ma Ambrosoli viene percepito come un candidato in grado di parlare a quell’area moderata e borghese che, da Pisapia a Sala, ha sostenuto il fronte progressista. 

Non è una figura estranea alla politica, e proprio questo – nei ragionamenti di chi lo spinge – diventa un punto a favore: conosce campagne elettorali e meccanismi istituzionali, ma non è un dirigente di partito in senso stretto. Il nome di Ambrosoli, va detto, sembra essere in contrapposizione con quello di Mario Calabresi. Ambrosoli e Calabresi vengono accomunati da una definizione, “civici”, e da un fatto biografico: entrambi sono figli di figure protagoniste – per ragioni diversissime – della storia milanese ed italiana del Novecento. Da una parte Giorgio Ambrosoli, l’avvocato liquidatore legato alle vicende bancarie di Sindona, ucciso nel 1979. Dall’altra Luigi Calabresi, il commissario assassinato da terroristi di estrema sinistra il cui cognome resta associato anche alla morte dell'anarchico Giuseppe Pinelli. Non sono certo gli unici nomi circolanti in questi mesi: tra i più accreditati candidati figura anche Pierfrancesco Majorino. E poi c'è la vicesindaca Anna Scavuzzo, che non ha negato un proprio interesse. Ma c'è spazio anche per eventuali sorprese, come l'assessore Emmanuel Conte.

La storia di Umberto Ambrosoli, dall'omicidio del padre all'impegno civico

Nato a Milano nel 1971, la sua storia è segnata dalla tragica scomparsa del padre. Umberto ha raccontato quella vicenda anche nel libro "Qualunque cosa succeda", biografia che ha ricevuto riconoscimenti come il Premio Capalbio e il Premio Terzani. Laureato in Giurisprudenza, Ambrosoli è avvocato penalista e ha svolto attività legate al diritto penale dell’economia. Ha ricoperto incarichi in organismi di vigilanza e in contesti di amministrazione straordinaria o liquidazione. Nel suo percorso compaiono ruoli nel sistema bancario, fino alla presidenza di Banca Aletti e della Fondazione Banca Popolare di Milano, entrambe del gruppo Banco BPM, oltre a incarichi precedenti come la presidenza della Banca Popolare di Mantova e della Banca Popolare di Milano.  

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Ambrosoli e le Regionali del 2013: la sconfitta in Lombardia e la vittoria a Milano

Nel 2013 la grande sfida politica, con la candidatura a presidente della Regione Lombardia contro Roberto Maroni. In Regione perse, ma la partita fu combattuta: Maroni vinse con il 42,81 per cento contro il 38,24 per cento di Ambrosoli. Ma – viene ricordato – a Milano città Ambrosoli vinse con il 48,3 per cento (346.295 voti) contro il 34,4 per cento di Maroni (246.945 voti

Ambrosoli: "L'interesse collettivo contrapposto agli interessi particolari"

Di sé Ambrosoli racconta: "Credo nella responsabilità di perseguire sempre l’interesse collettivo contrapponendo ad interessi particolari un sistema valoriale che è già nelle giovani generazioni". Per lui la legalità è "valore fondante di un civismo diffuso che sia traino per un profondo, necessario cambio di passo culturale". In una intervista dello scorso settembre a Repubblica ha affermato di trovare motivi di ottimismo dal confronto con i giovani: "Rispetto a qualche anno fa, incontro ragazzi che hanno sete di conoscenza politica delle cose, che vogliono entrare nella complessità. Sono loro il presupposto per elaborare nuove risposte, per offrire soluzioni rispetto a domande sociali ed economiche che, in Europa e nel mondo, sembrano purtroppo virare a destra". E la sinistra sta facendo tutto il possibile?  "Stando ai sondaggi, sembra di no. Ma un buon lavoro può richiedere più tempo, per frutti più duraturi". 

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