Milano
Urbanistica, famiglie sospese e Aspesi: “Salva Milano bis subito: Sala e Salvini collaborino”
L'accorato appello a Sala e Salvini per sbloccare i cantieri. Intanto al processo Park Towers spunta l’ombra di sei grattacieli sul Parco Lambro

Urbanistica, famiglie sospese e Aspesi: “Salva Milano bis subito: Sala e Salvini collaborino”
Non un semplice sollecito, ma “una preghiera accorata”. Il comitato Famiglie Sospese di Milano, insieme agli investitori immobiliari di Aspesi e all’Unione Artigiani, chiede al sindaco Giuseppe Sala di collaborare con il Governo per arrivare rapidamente a una soluzione normativa capace di sbloccare lo stallo urbanistico che da mesi paralizza cantieri e compravendite. L’appello arriva dopo le dichiarazioni del ministro Matteo Salvini, che si è detto pronto a riprendere l’iter parlamentare di un “Salva Milano bis”, a patto che nel Pd vengano superate le divisioni sulla norma destinata a intervenire sulle inchieste per presunti abusi edilizi avviate dalla Procura su diversi progetti cittadini.
“Non rivolgiamo al Comune un semplice appello, ma una preghiera accorata a collaborare con il Governo per trovare insieme la soluzione”, si legge nella nota congiunta. Il messaggio è chiaro: famiglie, imprese e investitori chiedono un’azione condivisa e rapida.
“Serve una legge nazionale, lo hanno detto anche i magistrati”
Secondo Famiglie Sospese e organizzazioni immobiliari, le parole di Salvini confermano quanto sostengono da mesi: “Per sbloccare la situazione di Milano serve una nuova legge nazionale”.
Le ragioni sono tre. La prima riguarda “l’incertezza e le contraddizioni della normativa attuale”, che generano interpretazioni divergenti da parte dei diversi giudici per le indagini preliminari. La seconda è che la necessità di una norma chiara sarebbe stata esplicitata “dai magistrati stessi della Procura” durante un incontro con il comitato. La terza è che la richiesta di un intervento legislativo sarebbe condivisa da “tutte le forze sociali milanesi incontrate: associazioni, comitati, organizzazioni cooperativistiche”.
Il rischio, denunciano, è quello di creare “cittadini di Serie A e cittadini di Serie B”, a seconda delle decisioni giudiziarie sui singoli cantieri. Un sistema che, secondo il comitato, non può garantire certezza del diritto né tutela per chi ha investito o acquistato casa.
“Collaborate insieme per salvare Milano”
Famiglie e investitori riconoscono “l’impegno degli uffici dell’Urbanistica”, che starebbero facendo il possibile per affrontare la situazione. Ma ammettono che, come lo stesso Sala avrebbe riconosciuto tra Natale ed Epifania, senza strumenti normativi nazionali adeguati lo stallo non può essere superato. “Ministro Salvini, sindaco Sala, parlamentari, capigruppo, consiglieri: collaborate insieme”, conclude l’appello, “per salvaguardare le famiglie, le imprese e il futuro di Milano”. Il nodo resta politico prima ancora che tecnico: serve una norma nazionale e serve in tempi brevi.
Il processo Park Towers e il “caso Parco Lambro”: "Rischiavamo di trovarci come Central Park"
Intanto, mentre sul piano politico si discute di una legge ad hoc, nelle aule giudiziarie prosegue il processo sulle Park Towers di via Crescenzago, dove sono contestati, a vario titolo, abuso edilizio, lottizzazione abusiva e falso nei confronti di sei imputati, tra cui l’imprenditore Andrea Bezziccheri e tre ex dirigenti dello Sportello Unico Edilizia.
Come riferisce Ansa, ieri in aula ha testimoniato Michele Sacerdoti, consigliere del Municipio 3 e vicepresidente della commissione ambiente e territorio. La sua preoccupazione, ha spiegato, non riguardava solo il complesso già realizzato con due torri e un edificio, ma “gli altri due progetti che si stavano pianificando”. Il rischio? Ritrovarsi “con 6 grattacieli sul Parco Lambro”, che sarebbe diventato “come Central Park, con una mole di grattacieli tutti commercialmente interessanti”.
Sacerdoti ha ricordato anche il ruolo dell’allora assessore all’Urbanistica Giancarlo Tancredi, che avrebbe sottolineato la necessità di stabilire un’altezza massima e commissionato uno studio d’area, non prescrittivo ma indicativo, per valutare l’impatto dell’aumento di residenti. L’udienza è stata segnata, ancora una volta, da tensioni tra accusa e difese, con richiami all’ordine da parte della giudice Cristina Dani. Al centro dello scontro la qualifica con cui convocare l’ex docente di urbanistica Alberto Roccella: testimone secondo la pm, consulente secondo i legali. Alla fine, il professore è stato congedato con l’invito a depositare una memoria scritta.












