Urbanistica Milano, la Procura chiede un altro anno per scavare: "Indagini estremamente complesse" - Affaritaliani.it

Milano

Ultimo aggiornamento: 09:26

Urbanistica Milano, la Procura chiede un altro anno per scavare: "Indagini estremamente complesse"

Milano, in aula Giovanni Oggioni, indicato dai pm come il “regista” del sistema parallelo in edilizia. E' scontro sulle intercettazioni che sarebbero inutilizzabili. I pm chiedono una proroga di indagini

di Giorgio d'Enrico

Urbanistica Milano, la Procura chiede un altro anno per scavare: "Indagini estremamente complesse"

Si è aperto in Tribunale il primo vero confronto tra la Procura di Milano e Giovanni Oggioni, l’architetto di 69 anni che i pubblici ministeri hanno definito il “regista” di “un’organizzazione parallela” all’interno del Comune di Milano in materia edilizia, una “cerniera tra pubblico e privato, apertamente a favore di quest’ultimo” inserita in un presunto “sistema di illegalità” fondato su conflitti di interesse per aggirare le norme urbanistiche nazionali.

Oggioni, per trent’anni negli uffici dell’Urbanistica milanese – con una parentesi da manager in Esselunga nel 2012 – è arrivato a dirigere lo Sportello Unico Edilizia. Il suo nome è esploso sulle cronache con l’arresto per corruzione del 5 marzo 2025 e con una serie di avvisi di garanzia legati a torri e interventi edilizi finiti al centro delle indagini. Attualmente è imputato in tre procedimenti.

Il processo Torre Milano e le intercettazioni inutilizzabili

Nel processo sulla Torre Milano di via Stresa è accusato di abusi edilizi e lottizzazione abusiva in concorso con costruttori e progettisti. Al centro dell’accusa la circolare del 30 maggio 2018 con cui Palazzo Marino equiparò l’utilizzo della Scia al permesso di costruire, passaggio che per la Procura avrebbe avuto un ruolo decisivo in numerosi interventi finiti sotto la lente.

In aula Oggioni potrà fornire la propria versione dei fatti, ma con limiti stringenti. Non saranno ammesse domande sui 180mila euro di consulenze fornite ad Assimpredil Ance tra il 2021 e il 2024, quando era vicepresidente della Commissione Paesaggio, né sull’assunzione della figlia da parte di Abitare In spa, società indagata per corruzione. Restano fuori anche le contestazioni per presunto depistaggio legate al tentativo di cancellare file dal cloud sequestrato dalla Guardia di Finanza nel novembre 2024.

Secondo il perimetro processuale, tali elementi non rientrano nelle imputazioni relative ai soli abusi edilizi e si fondano su intercettazioni considerate inutilizzabili in questo procedimento. Sul punto si preannuncia battaglia. La pm Marina Petruzzella ha depositato una memoria con stralci di chat tra funzionari pubblici acquisite in procedimenti paralleli. Non è la prima volta che la Procura tenta di introdurre intercettazioni nel dibattimento.

In una delle scorse udienze era stato chiesto a Marco Engel, presidente dell’Istituto nazionale di Urbanistica per la Lombardia e consulente dei costruttori, come conciliasse le sue valutazioni con alcune conversazioni intercettate sul progetto dei grattacieli “Park Tower”, definito in chat “roba che grida vendetta”. Parole che, secondo l’accusa, mostrerebbero consapevolezza di possibili forzature normative.

La Procura chiede un anno di tempo in più: “Indagini estremamente complesse”

Parallelamente, la Procura ha chiesto al gip Mattia Fiorentini una proroga di un anno per il primo filone dell’inchiesta per corruzione. La motivazione è legata alla “complessità” delle indagini e al numero crescente di indagati, confluiti in un unico fascicolo. Il termine per chiudere le indagini scadrebbe il 14 febbraio 2026. Già scaduto, invece, il 4 novembre 2025, quello relativo alla Commissione Paesaggio, quasi interamente perquisita il 7 novembre 2024, nel giorno del sequestro del cantiere “Scalo House”.

Nel fascicolo compaiono, a vario titolo, società e soggetti come Assimpredil, Abitare In spa, oltre venti membri delle ultime due Commissioni Paesaggio – tra cui Alessandro Scandurra e l’ex presidente Giuseppe Marinoni – imprenditori come Carlo e Stefano Rusconi e, nel filone bis aperto nel luglio 2025, anche il ceo di Coima Manfredi Catella, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e l’ex assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi.

Le difese potranno depositare memorie contro la richiesta di proroga. Per i pm, però, le indagini “non potranno concludersi” nei termini attuali perché “estremamente complesse per i temi trattati e per la quantità di situazioni rilevanti da analizzare”. L’inchiesta, insomma, è tutt’altro che chiusa. E il confronto in aula con Oggioni rischia di essere solo il primo capitolo di una vicenda destinata a pesare ancora a lungo sul futuro urbanistico e politico della città.

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