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Ultimo aggiornamento: 18:53

Urbanistica Milano, Stefano Boeri e altri sei sono stati rinviati a giudizio

Inchiesta sull’urbanistica a Milano legata al progetto immobiliare di lusso BoscoNavigli, le accuse: cooperazione colposa in lottizzazione abusiva e abusi edilizi

di Giorgio d'Enrico

Urbanistica Milano, rinvio a giudizio per Stefano Boeri e altri sei

Stefano Boeri e altri sei tra costruttori, architetti e funzionari comunali sono stati rinviati a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sull’urbanistica a Milano legata al progetto immobiliare di lusso BoscoNavigli, realizzato nell’area dello Scalo San Cristoforo.

Dopo circa due ore di discussione in aula, la giudice Giovanna Taricco della decima sezione penale del Tribunale di Milano ha disposto il rinvio a giudizio del presidente della Triennale di Milano, dell’ingegner Marco Nolli, dell’ex direttore dello Sportello unico edilizia Giovanni Oggioni, del co-progettista Giovanni Da Pozzo, del costruttore Cristoforo Giorgi e del dirigente comunale Andrea Viaroli. L’udienza si è svolta alla presenza del pubblico ministero Paolo Filippini.

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Quali sono le accuse nei confronti di Boeri e degli altri

Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di cooperazione colposa in lottizzazione abusiva e abusi edilizi. Secondo l’accusa, il palazzo – realizzato su un lotto libero di circa 8mila metri quadrati – avrebbe superato i limiti urbanistici consentiti, arrivando a oltre 40 metri di altezza per 12 piani, in assenza di un piano attuativo e in una zona in cui le nuove costruzioni non avrebbero potuto superare l’altezza degli edifici circostanti. Contestata anche l’adozione di una convenzione urbanistica mai votata da Consiglio e Giunta comunali, oltre all’utilizzo ritenuto improprio del permesso di costruire convenzionato e a presunti oneri di urbanizzazione sottostimati.

La difesa di Boeri: "Ha fatto sempre ed esclusivamente il progettista"

Nel respingere le richieste di proscioglimento avanzate dalle difese, la giudice Giovanna Taricco ha quindi disposto il rinvio a giudizio di tutti gli imputati. Tra le istanze rigettate anche quella presentata dall’avvocato e professore Francesco Mucciarelli, difensore di Stefano Boeri, secondo cui l’architetto “ha fatto sempre ed esclusivamente il progettista, non ha diretto i lavori”, come emergerebbe dagli atti, e non potrebbe dunque rispondere dei reati contestati. Una linea fondata anche su orientamenti giurisprudenziali che, a detta della difesa, escluderebbero la responsabilità del progettista anche in presenza di un progetto non conforme alla normativa. Analoga richiesta di “non luogo a procedere” è stata avanzata dall’avvocato Giuseppe Iannaccone per Marco Nolli, richiamando il principio dell’“affidamento incolpevole” del cittadino nei confronti della pubblica amministrazione e contestando l’idea che lo Stato possa prima autorizzare un intervento edilizio e poi sanzionare chi lo ha realizzato. Argomentazioni che non hanno però convinto il giudice. Il processo prenderà il via il prossimo 16 marzo alle 12.30. 

Sullo sfondo restano inoltre altri filoni giudiziari: per Boeri, per l’architetto Cino Zucci e per altre sei persone è fissata il 16 gennaio l’udienza preliminare sul concorso per la nuova Beic, mentre l’architetto risulta anche indagato per induzione indebita nel caso Pirellino, all’interno della maxi inchiesta sull’urbanistica milanese.

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