Lavoro, con il Programma GOL la Lombardia anticipa gli obiettivi: oltre 150mila occupati. Calderone: "In tre anni cambio di passo decisivo" - Affaritaliani.it

Milano

Ultimo aggiornamento: 16:16

Lavoro, con il Programma GOL la Lombardia anticipa gli obiettivi: oltre 150mila occupati. Calderone: "In tre anni cambio di passo decisivo"

Superato con sei mesi di anticipo il target del Pnrr

di Roberto Servio

Lavoro, con il Programma GOL la Lombardia anticipa gli obiettivi: oltre 150mila occupati. Calderone: "In tre anni cambio di passo decisivo"

La Lombardia corre più veloce del previsto sulle politiche attive del lavoro. Con sei mesi di anticipo rispetto ai tempi fissati a livello nazionale, la Regione ha raggiunto e superato gli obiettivi del programma Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (GOL), una delle principali misure del Pnrr dedicate a formazione e reinserimento occupazionale.

Secondo i dati presentati a Palazzo Lombardia, oltre 290mila persone hanno avviato un percorso all’interno del programma, mentre più di 150mila hanno già trovato un’occupazione. I tempi di attesa per il primo servizio si sono ridotti a meno di dieci giorni. Un andamento in costante crescita: 14.870 persone coinvolte nel 2022, 65.502 nel 2023, 92.584 nel 2024 e 116.611 nel 2025. Risultati che pongono la Lombardia come modello di riferimento anche per le altre regioni ancora lontane dai target fissati.

Il ministro Calderone: "In questi tre anni un cambio di passo decisivo"

Alla conferenza stampa è intervenuta la ministra del Lavoro Marina Calderone, che ha rivendicato il cambio di impostazione del programma: "In questi tre anni il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha guidato un cambio di passo decisivo per l'attuazione del Programma GOL, trasformandolo in uno strumento integrato con le esigenze espresse dal mondo del lavoro e accelerando la formazione delle competenze digitali, su cui l'Italia era molto sotto la media europea".

Calderone ha sottolineato come il coordinamento costante con le Regioni e l’introduzione di progetti come EDO – Educazione Digitale per l’Occupazione abbiano rafforzato il legame tra politiche attive e passive: "Superando la logica dell'assistenza e puntando sull'attivazione, sulla formazione e sull'inclusione lavorativa". Un percorso che, secondo i dati citati dal ministro, ha consentito a oltre 1,7 milioni di persone di entrare o rientrare nel mercato del lavoro, contribuendo a portare il tasso di disoccupazione ai minimi storici, al 5,6% a dicembre 2025 secondo l’Istat.

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Fontana: “Un modello virtuoso per il Paese”

Soddisfazione anche da parte del presidente della Regione Attilio Fontana: "La Lombardia si conferma modello virtuoso nell'attuazione delle politiche per il lavoro e per la formazione". Fontana ha evidenziato in particolare l’aumento della partecipazione femminile, la digitalizzazione dei processi e la collaborazione tra pubblico e privato: "I dati indicano un significativo incremento della partecipazione femminile, testimoniano lo sforzo di digitalizzazione dei processi per una maggiore tempestività delle risposte e dimostrano come la collaborazione tra pubblico e privato sia stata la premessa per garantire un’efficace personalizzazione dei percorsi di riqualificazione". Un ruolo centrale è stato attribuito ai Centri per l’Impiego, rafforzati dal contributo della rete degli operatori accreditati, come supporto specialistico alla formazione mirata.

Oltre il Pnrr, la sfida delle competenze

Ripercorrendo l’avvio del programma, Calderone ha ricordato le difficoltà iniziali: "Quando a ottobre del 2022 abbiamo ereditato il programma Gol, eravamo praticamente ai cancelletti di partenza, con una performance del 2% su quello che è il più grande programma di politica attiva d’Europa". La svolta è arrivata con la revisione dei target, inizialmente poco aderenti alla realtà lombarda: "Il programma era molto generico, non aveva target definiti e nel caso della Regione Lombardia, che ha dati occupazionali molto positivi, non erano realistici". Da qui la scelta di concentrarsi sulla ricollocazione dei lavoratori, più che sull’incidenza della disoccupazione: "Abbiamo fatto questo e mi sembra che i numeri che oggi abbiamo commentato ci abbiano dato ragione".

Secondo la ministra, i risultati lombardi dimostrano il dinamismo del mercato del lavoro regionale e la qualità dell’interlocuzione tra Stato e Regione: "Dove questo rapporto funziona, poi i numeri si vedono". Un modello che guarda anche oltre la scadenza del Pnrr, con politiche attive pensate per accompagnare giovani e lavoratori nelle transizioni in atto, soprattutto nei settori industriali strategici. Al centro resta la valorizzazione delle competenze e il rafforzamento della formazione professionale e tecnica superiore, ambiti nei quali, ha concluso Calderone, "le famiglie stanno credendo" e che rappresentano una leva strutturale per la competitività futura del Paese.

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