Milano
Violenze e torture al Beccaria, il racconto dei minori: "Le guardie ci provocavano per umiliarci"
Un minorenne tra le parti offese nell’inchiesta sulle presunte violenze nell’istituto penale di Milano: botte, abusi psicologici e un massiccio uso di farmaci

Violenze al Beccaria, il racconto dei minori: "Le guardie ci provocavano per umiliarci"
"Eravamo in gioco, dentro un gioco con le guardie, di provocazioni (...) perché loro hanno sempre fatto apposta a far sì che noi avevamo delle reazioni con loro, per far sì che loro poi potevano umiliarci, perché ci hanno umiliato tante volte". È uno dei passaggi più duri del racconto reso al gip Nora Lisa Passoni da uno dei giovani detenuti coinvolti come parte offesa nell’inchiesta sulle presunte violenze e torture all’interno dell’Istituto Penale per Minorenni Beccaria di Milano.
Il ragazzo, oggi libero e non ancora maggiorenne, è tra le oltre trenta parti offese nel procedimento che vede indagate 41 persone, tra cui agenti della polizia penitenziaria, le ex direttrici Cosima Buccoliero e Maria Vittoria Menenti e l’ex coordinatore sanitario. L’audizione si è svolta il 19 dicembre scorso nell’ambito dell’incidente probatorio e riguarda fatti che, secondo l’accusa, si sarebbero verificati tra il 2023 e il 2025.
Davanti al giudice il 17enne ha parlato di botte, schiaffi e calci, ma anche di pressioni e violenze psicologiche. Nel suo racconto compare anche un ricorso massiccio ai farmaci: "Prendevamo tanti farmaci", "ne ho presi tanti, tanti tipi, ho preso Valium, Tavor, Talofen, (...) Delorazepam".
"Non ero più una persona, stavo tanto male"
"Stavo tanto male", ha spiegato il ragazzo, aggiungendo che la condizione vissuta all’interno dell’istituto lo aveva portato a sentirsi privato della propria identità: "Poi anche con tutto quello che succedeva lì dentro, come se avevo perso l'identità di una persona, non mi fidavo delle persone, di chi doveva educarmi lì dentro".
Nel corso dell’audizione il giovane ha descritto anche episodi di estremo disagio tra gli altri detenuti: "Il ragazzo di fronte alla mia cella si è tagliato i testicoli con il vetro (...) si beveva i bicchieri di vetro, l'altro mangiava batterie, proprio disumano". Racconti che, secondo l’accusa, delineano un contesto di grave sofferenza e degrado umano al centro dell’inchiesta giudiziaria.












