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Women for Women, il fondo filantropico italiano tutto al femminile: in tre anni già aiutate oltre 500 donne

Anche in Italia cresce la filantropia privata con il Fondo Filantropico Italiano attraverso i “Donor-Advised Fund (DAF)” e i “Philanthropy Advisor” che operano già con grande successo all’estero

Women for Women, il fondo filantropico italiano tutto al femminile: in tre anni già aiutate oltre 500 donne

Il mondo della filantropia sta cambiando e le donne, di anno in anno, ne sono sempre più protagoniste a partire dalle celeberrime Melinda French Gates e MacKenzie Scott. Lo saranno ancora di più nei prossimi anni 20 anni, nel corso dei quali si prevede un passaggio notevole di patrimoni privati alle donne: considerato che solo nel 2025 si sono registrati quasi 300 nuovi miliardari (di cui circa il 15% donne) proprio le donne, che con grande impegno diventano sempre più esperte di finanza grazie a un maggiore controllo del proprio denaro e delle proprie carriere, si dimostrano sempre più a loro agio nel gestire le proprie risorse, nel fare ricerca e cercare modi per cambiare il sistema, soprattutto attraverso esperienze filantropiche.

In tale contesto, anche in Italia stanno crescendo sensibilmente le esperienze di filantropia privata e sempre più spesso sono volute e guidate da donne. È il caso di successo del Fondo Filantropico “Women for Women” nato nel 2022 per volontà delle 7 fondatrici Monica Colombera, Anna Doro, Erika Mandraffino, Alessia Manghetti, Simonetta Schillaci, Alessandra Tittarelli e Arianna Cardella (che ha aderito al Fondo in memoria della madre Patrizia Rizzo), al quale oggi partecipano complessivamente 16 donatrici unite dalla volontà di aiutare donne in condizione di svantaggio a conquistare o riacquisire la propria autonomia, offrendo loro tutela e supporto, e aiutandole ad entrare, o reinserirsi, nella società e nel mondo del lavoro dopo episodi di violenza fisica, psicologica o economica.

Il Fondo “Women for Women” è stato uno dei primi fondi filantropici a nascere sotto il cappello del Fondo Filantropico Italiano, una fondazione del terzo settore creata, sul modello di fondazioni che già operano con grande successo all’estero, per diffondere e semplificare la filantropia nel nostro Paese intermediando grandi donazioni e, grazie all’esperienza di chi ha già realizzato iniziative filantropiche e alla professionalità di esperti che da oltre vent’anni lavorano nel non profit, realizzando direttamente nuovi progetti che possano creare benessere sociale secondo modalità più agili rispetto alla costituzione della più nota modalità della fondazione.

Dalla sua istituzione, il Fondo “Women for Women” ha raggiunto oltre 500 beneficiarie in situazione di bisogno, e conta di aumentare in maniera significativa questo numero entro il 2027 con i progetti già attivati. Il Fondo rappresenta un esempio concreto di filantropia collaborativa, che aggrega l’impegno di più donatrici per un’azione filantropica più incisiva. È un fondo aperto all’adesione di nuove donatrici che desiderano condividere un’esperienza filantropica con l’obiettivo di crescere nel tempo per aiutare sempre più donne.

Dell’attività del fondo si è parlato nella serata di martedì 10 marzo presso lo Studio Gatti Pavesi Bianchi Ludovici di piazza Borromeo, Milano, alla presenza di Simonetta Schillaci, Vice Presidente Esecutivo Fondo Filantropico Italiano, Anna Doro, Founder e CEO Advisory S.r.l.s, Anna Agosta, Presidente Associazione Thamaia ETS, Costantina Regazzo, Direzione per le Relazioni Esterne Fondazione Progetto Arca ETS, Francesco Reale, Segretario Generale e Direttore Operativo Fondazione Adecco ETS, Vania Franceschelli, Private Senior Partner Allianz Bank Financial Advisors.

Schillaci (Fondo Filantropico Italiano): “Unendo risorse e visione si ottengono risultati non raggiungibili singolarmente”

“Il Fondo Women for Women è per me un’esperienza doppiamente significativa sia come rappresentante di Fondo Filantropico Italiano, sia come donatrice – ha commentato Simonetta Schillaci, Vicepresidente esecutivo del Fondo Filantropico Italiano e tra le fondatrici del Fondo Women for Women – Credo profondamente nella missione specifica del Fondo Women for Women e nell’approccio professionale alla filantropia che, come Fondo Filantropico Italiano, mettiamo a disposizione dei donatori: dalla selezione rigorosa degli enti, al sostegno con progettualità di medio periodo, motore di cambiamenti reali. Credo poi nel valore del fare insieme: tutte noi donatrici del Fondo Women for Women eravamo già impegnate individualmente, ma unendo risorse e visione siamo riuscite a raggiungere risultati che difficilmente avremmo ottenuto da sole. Dalla costituzione del Fondo Women for Women abbiamo infatti assunto impegni per quasi 300mila euro, già interamente erogati o in fase di erogazione. Se altre donne con la nostra stessa visione sceglieranno di unirsi a noi, il valore generato potrà crescere ancora, ampliando il numero di donne che potremo sostenere attraverso il lavoro degli enti con cui collaboriamo e di nuove organizzazioni in futuro”.

Colombera (Fondo Women for Women): “Fare rete tra donne per una moltiplicazione virtuosa delle iniziative filantropiche”

Monica Colombera, tra le fondatrici e prime donatrici del Fondo Filantropico Women for Women, ha raccontato ad Affaritaliani.it Milano: “Il fondo Women for Women nasce nel 2022 con l’intento di fare rete tra donne e mettere insieme le proprie capacità, le proprie risorse, il proprio impegno, per far sì che ci sia una moltiplicazione virtuosa rispetto a iniziative singole. Il fondo ha la peculiarità di nascere col grandfathering di una realtà professionale come quella del Fondo Filantropico che ci ha aiutato a capire come approcciare, a selezionare i progetti e a capire come aiutare veramente i progetti, anche con la continuità che è fondamentale rispetto ad interventi sporadici. Quindi è stato prezioso confrontarsi, ed è tuttora molto stimolante confrontarsi con una serie di donne che si sono avvicinate alla filantropia recentemente, ma hanno imparato insieme a valutare i progetti, fare due diligence, capire quali sono i principali bisogni“.

“L’ambito – prosegue Colombera – è quello dei bisogni delle donne che sono meno fortunate, sia perché hanno subito violenza, o perché si sono trovate ai margini del mondo lavorativo e fanno fatica a reinserirsi. Ed è stato importante non solo pianificare e valutare la strategia, ma anche avere contatti diretti con queste donne e poter riscontrare concretamente i benefici della nostra iniziativa.”

Agosta (Associazione Thamaia): “Grazie al Fondo avviati progetti di reinserimento lavorativo per donne vittime di violenza”

Una delle realtà che hanno beneficiato delle risorse messe a disposizione dal fondo Women for Women è l’associazione Thamaia, centro antiviolenza attivo da 25 anni a Catania. Il finanziamento del progetto “Una borsa chiamata lavoro” ha portato al rafforzamento e inserimento al lavoro per sei donne. Spiega ad Affaritaliani.it Milano la presidente Anna Agosta: “L’idea era quella di sostenere i progetti di inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza. Grazie al Fondo Filantropico abbiamo avviato dei progetti di reinserimento lavorativo, attraverso tirocini formativi e borse lavoro. Ma non solo questo: abbiamo potuto potenziare la nostra accoglienza, il nostro lavoro di rete e il lavoro di prevenzione, perché il centro antiviolenza, e l’associazione che gestisce il centro antiviolenza, opera in maniera strutturale e sistemica contro la violenza maschile sulle donne”. Accoglienza, supporto alla donne e lavoro sul territorio, con la formazione alla prevenzione per operatrici ed operatori: “Grazie al progetto, in questo momento già due donne stanno facendo un’esperienza molto importante che ha permesso loro di rimettersi in gioco, di riprendere in mano la propria vita, di mantenersi da sole in maniera autonoma, di imparare un mestiere e, probabilmente, arrivare ad avere un contratto a tempo indeterminato.

Quindi per noi questo è un successo, perché noi parliamo di ripotenziamento, di empowerment delle donne nel senso letterale del termine: dare loro un ripotenziamento delle loro possibilità. Che ci sono e chiaramente sono sopite a causa della violenza. Le donne che subiscono violenza non sono donne fragili, sono donne molto forti che, accompagnate da operatrici esperte e specializzate, possono farcela.”

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I progetti sostenuti dal fondo Women for Women

Donne senza confini – Fondazione Progetto Arca ETS: iniziativa che, entro gennaio 2027, sosterrà 100 donne migranti a Milano con lo scopo di favorire il loro inserimento lavorativo, rafforzandone l’indipendenza e inclusione socioeconomica.

Una borsa firmata lavoro – Associazione Thamaia ETS che fornisce supporto diretto alle donne in uscita da situazioni di violenza attraverso l’attivazione di borse lavoro e il rafforzamento a tutto tondo della stabilità e della capacità di risposta ai bisogni del Centro Antiviolenza gestito dalla associazione stessa. Thamaia rappresenta uno dei pochi Centro Antiviolenza (CAV) accreditati della Provincia di Catania e dei suoi 58 comuni.

D.O.T.S. 2.0 – Fondazione Adecco ETS: il progetto ha l’obiettivo di rafforzare l’occupabilità e l’autonomia socioeconomica di 40 donne sopravvissute alla violenza di genere entro il 2026. Attraverso l’attivazione di percorsi di orientamento e accompagnamento al lavoro e di formazioni professionale, il progetto promuove l’inclusione sociale e lavorativa delle partecipanti. Parallelamente, l’iniziativa prevede azioni di sensibilizzazione rivolte al mondo profit sui temi della parità di genere, favorendo la creazione di una cultura del lavoro realmente inclusiva. Il progetto è alla sua seconda edizione, dopo un primo progetto pilota (D.O.T.S 1.0) che ha accompagnato 10 donne e si è concluso a febbraio 2024.

Il Fondo Women for Women ha supportato anche le attività dello Spazio Donna di Brescia per 12 mesi. Spazio Donna – WeWorld, è un luogo di accoglienza e aggregazione dove le donne possono trovare un supporto specializzato, costruire relazioni di fiducia o prendere coscienza attraverso interventi in grado di restituire autostima, progettualità e autonomia.

In Italia la violenza di genere continua a rappresentare una realtà drammatica e persistente. I dati più recenti mostrano come il fenomeno resti strutturale e diffuso: nel 2025 il numero antiviolenza e antistalking 1522 ha ricevuto un numero di chiamate valide, con livelli ancora superiori a quelli degli stessi periodi degli anni precedenti, a conferma di una domanda di aiuto costante nel tempo. I dati sui Centri Anti Violenza (che aderiscono alla rete D.i.Re) evidenziano inoltre che solo il 35,5% delle donne che iniziano il percorso di uscita dalla violenza ha un’occupazione stabile, mentre il 48,7% non è autonomo economicamente. Questa dipendenza economica rappresenta un fattore critico che impedisce alle donne di liberarsi dalla violenza e ricostruire la propria vita.

La testimonianza di una beneficiaria del fondo Women for Women

“Gli ultimi mesi, dopo anni di lavoro, li ho trascorsi a guardare il soffitto e a ricordare ferite. Ci è voluto molto più coraggio di quanto immaginassi per alzarmi dal letto, vestirmi e uscire per un colloquio che, forse, neanche volevo fare. E poi… volti gentili. Donne come me. E in quell’incontro, qualcosa è tornato a muoversi. La vita torna. Ed io torno con lei. Oggi ho un lavoro nuovo e un po’ di gioia. A volte la rinascita è questo: piccoli passi che nessuno vede, ma che ti riportano a te stessa” ha condiviso una delle beneficiarie del progetto D.O.T.S. 2.0.

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