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ASPI spinge sulla rete: 2,5 miliardi investiti tra cantieri e sicurezza

ASPI spinge sulla rete: 2,5 miliardi investiti tra cantieri e sicurezza

Autostrade per l’Italia accelera: 2,5 miliardi tra cantieri, rete e sicurezza

Il 2025 di Autostrade per l’Italia si chiude con un messaggio chiaro: la priorità resta la modernizzazione della rete, con una forte accelerazione su investimentimanutenzioni e sicurezza. Il Consiglio di Amministrazione della società, riunitosi sotto la presidenza di Antonino Turicchi, ha approvato la Relazione Annuale Integrata 2025 del Gruppo, certificando un anno in cui la spesa complessiva per il potenziamento della rete ha raggiunto 2,529 miliardi di euro.

Il dato conferma la centralità del piano industriale di ASPI, che continua a puntare sull’ammodernamento delle infrastrutture come leva strategica per la mobilità del Paese. Nel dettaglio, il Gruppo ha destinato 1,946 miliardi di euroagli investimenti operativi, 70 milioni agli investimenti non remunerati e 513 milioni ai costi di manutenzione. Tra gli interventi principali figurano l’avanzamento del piano di ammodernamento della rete per oltre 1,3 miliardi di euro, la prosecuzione dei lavori lungo la A1 Firenze Sud-Incisa, la riqualifica del tratto Barberino-Firenze Nord, le attività sulla tangenziale di Modena e quelle propedeutiche al tunnel subportuale di Genova.

Accanto ai cantieri cresce anche il traffico. Nel 2025 la rete del Gruppo ha registrato un incremento complessivo del +1,5% rispetto al 2024, che sale al +1,8% escludendo l’effetto dell’anno bisestile. In valori assoluti, sono stati percorsi 52,230 miliardi di chilometri, confermando il ruolo strutturale della rete autostradale sia per la mobilità delle persone sia per la logistica delle merci. In aumento sia i veicoli a 3 o più assi sia quelli a 2 assi, rispettivamente del +1,7% e del +1,5%.

Sul piano economico-finanziario, il Gruppo ha chiuso l’esercizio con ricavi operativi pari a 4,543 miliardi di euro e costi operativi per 1,952 miliardi. L’EBITDA si è attestato a 2,604 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con l’anno precedente, mentre l’EBITDA cash è salito a 2,445 miliardi. L’utile di pertinenza del Gruppo è stato pari a 965 milioni di euro, in calo rispetto al 2024 soprattutto per la crescita degli ammortamenti legati alla progressione degli investimenti. Il Consiglio di Amministrazione proporrà all’Assemblea la distribuzione di un dividendo di circa 258 milioni di euro sull’utile 2025.

Resta centrale anche il tema della solidità finanziaria. Al 31 dicembre 2025 l’indebitamento finanziario netto del Gruppo era pari a 10,8 miliardi di euro, mentre la riserva di liquidità ha raggiunto 6,644 miliardi di euro, in miglioramento rispetto all’anno precedente. La durata media residua del debito è di 5 anni, il costo medio della provvista è del 3% e l’85% del debito risulta a tasso fisso. Sono numeri che ASPI presenta come coerenti con l’obiettivo di mantenere un profilo investment grade, ritenuto essenziale per sostenere il piano di sviluppo e manutenzione nei prossimi anni.

Nel bilancio 2025 pesa anche il capitolo dedicato a innovazione e sicurezza. Da marzo sono stati attivati dispositivi Tutor di ultima generazione su 26 nuove tratte, portando a 178 il numero complessivo delle tratte coperte, per un totale di 1.800 chilometri monitorati. Il Gruppo segnala inoltre il primo test di un’auto a guida autonoma sulla Tangenziale di Napoli in condizioni di traffico reale, l’entrata in esercizio del Travelling Control Center e l’avvio di una sperimentazione sull’analisi del comportamento del guidatore in prossimità dei cantieri. Nello stesso anno si è registrato il minimo storico del tasso di incidentalità sulla rete gestita da Autostrade per l’Italia.

Anche sul fronte ambientale il Gruppo segnala un passo avanti. Nel 2025 le emissioni Scope 1 + Scope 2 market basedsi sono ridotte del 9% rispetto al 2024, risultato attribuito soprattutto al minore utilizzo di energia da fonti fossili nei cantieri e al crescente ricorso a fonti energetiche alternative. ASPI sottolinea inoltre il miglioramento dei rating ESG, presentando la sostenibilità come una delle direttrici strutturali del proprio modello di business.

Lo sguardo, però, è già rivolto al 2026. Il Gruppo prevede infatti di proseguire con programmi di investimento e manutenzione per circa 2,4 miliardi di euro, mentre il 17 marzo 2026 il CdA ha approvato una nuova proposta di aggiornamento del Piano Economico Finanziario. Il documento include un piano per l’ammodernamento e il potenziamento della rete in concessione da circa 30 miliardi di euro dal 2020, con l’obiettivo di coniugare le esigenze infrastrutturali con una maggiore sostenibilità anche sul piano tariffario.

Il quadro che emerge è quello di una società che vuole rafforzare il proprio ruolo di infrastruttura chiave del Paese. Autostrade per l’Italia, sotto la presidenza di Antonino Turicchi, punta a tenere insieme tre direttrici molto nette: investire sulla rete, alzare gli standard di sicurezza e accelerare sull’innovazione. In un sistema economico che continua a muoversi in larga parte su gomma, è da qui che passa una parte importante della competitività italiana.

Scheda

Società: Autostrade per l’Italia / Gruppo ASPI
Presidente: Antonino Turicchi
Esercizio: 2025
Investimenti e manutenzioni totali: 2,529 miliardi di euro
Investimenti operativi: 1,946 miliardi di euro
Investimenti non remunerati: 70 milioni di euro
Costi di manutenzione: 513 milioni di euro
Traffico rete Gruppo: +1,5% sul 2024
Chilometri percorsi sulla rete: 52,230 miliardi
Ricavi operativi: 4,543 miliardi di euro
Costi operativi: 1,952 miliardi di euro
EBITDA: 2,604 miliardi di euro
EBITDA cash: 2,445 miliardi di euro
Utile di pertinenza del Gruppo: 965 milioni di euro
Dividendo proposto: circa 258 milioni di euro
FFO / flusso di cassa operativo: 1,745 miliardi di euro
Indebitamento finanziario netto: 10,8 miliardi di euro
Riserva di liquidità: 6,644 miliardi di euro
Debito a tasso fisso: 85%
Riduzione emissioni Scope 1 + 2: -9% vs 2024
Tutor attivi sulla rete: 178 tratte, 1.800 km coperti
Investimenti previsti nel 2026: circa 2,4 miliardi di euro
Piano investimenti rete in concessione: circa 30 miliardi di euro dal 2020