BMW R 12 G/S debutta alla Sei Giorni Enduro, erede della leggendaria R 80 - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 16:36

BMW R 12 G/S debutta alla Sei Giorni Enduro, erede della leggendaria R 80

Alla Sei Giorni Enduro di Bergamo la FMI ha scelto la nuova BMW R 12 G/S, erede spirituale della R 80 G/S che quarant’anni fa cambiò la storia.

A Bergamo, tra il rombo dei motori e la polvere delle speciali,

la Sei Giorni Internazionale di Enduro non è stata soltanto un banco di prova per i piloti, ma anche un palcoscenico per la nuova BMW R 12 G/S. BMW Motorrad Italia ha infatti messo a disposizione dei tecnici e dello staff della Federazione Motociclistica Italiana il modello che più di ogni altro rievoca la gloria passata: un ritorno al futuro che porta con sé l’eco della storica R 80 G/S del 1980, la moto che segnò un’epoca e che diede forma al segmento delle enduro stradali.

C’era una volta, proprio alla Sei Giorni, un prototipo che ispirò gli ingegneri tedeschi a creare quella R 80 G/S entrata di diritto nel mito. Quarantacinque anni dopo, la storia si ripete. La nuova R 12 G/S non è soltanto un esercizio di stile rétro, ma una moto concreta, pensata per accompagnare chi ama alternare l’asfalto al fuoristrada leggero. Nelle parole di Giovanni Copioli, presidente della FMI, emerge con chiarezza questa doppia anima: “Ho guidato la BMW R 12 G/S per tutta la Sei Giorni e si è dimostrata idonea sia su strada che offroad, anche in condizioni di scarsa aderenza. È versatile e facile da gestire. Inoltre rievoca la R 80 G/S, un’icona assoluta”.

Le cromie che riprendono fedelmente lo storico schema della R 80, unite a una strumentazione essenziale e leggibile, restituiscono al pilota quella sensazione di immediatezza tanto rara sulle moto moderne. È un ritorno a un’essenza perduta, in cui la tecnologia non cancella ma amplifica lo spirito dell’avventura. Alessandro Salimbeni, direttore di BMW Motorrad Italia, non nasconde l’orgoglio: “Quando abbiamo avuto l’opportunità di supportare la FMI e la Nazionale alla Sei Giorni non abbiamo avuto dubbi. La R 12 G/S porta avanti la tradizione di innovazione e performance che appartiene al nostro marchio e celebra la passione per le moto e l’avventura”. Parole che raccontano un legame profondo, quasi identitario, con una manifestazione che ha segnato le origini della saga GS.

In un mondo a due ruote sempre più attratto dalle maxi, dalle supersportive e dall’elettrico, la R 12 G/S si inserisce come alternativa coraggiosa e autentica. Non promette solo cavalli e tecnologia, ma un modo di vivere la moto che va oltre le prestazioni. È un manifesto culturale, un ritorno alle radici che parla a una generazione di motociclisti nostalgici e a un pubblico nuovo, desideroso di scoprire che l’avventura è ancora possibile senza per forza perdersi nei numeri da catalogo.

La Sei Giorni di Bergamo ha quindi offerto il contesto perfetto per lanciare questo messaggio: qui dove nacque il mito, la R 12 G/S si è presentata come testimone di una tradizione che non smette di evolvere. Se la R 80 G/S aprì la strada a un modo diverso di concepire il viaggio e l’enduro, la sua erede moderna raccoglie quel testimone con la stessa fierezza. E per chi ha avuto la fortuna di guidarla, come Copioli, la sensazione è stata quella di tornare a casa, ma con la consapevolezza che il futuro è già iniziato.