Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Auto e Motori » BMW usa l’IA sulle batterie: tagliati tempi e materiali

BMW usa l’IA sulle batterie: tagliati tempi e materiali

BMW usa l’IA sulle batterie: tagliati tempi e materiali

BMW sviluppa con Zagabria modelli IA per rendere più rapida ed efficiente la produzione di celle per batterie.

BMW porta l’intelligenza artificiale dentro uno dei nodi più costosi e delicati dell’auto elettrica: la produzione delle celle per batterie. Con il progetto di ricerca Insight, sviluppato insieme al Regional Centre of Excellence for Robotic Technology dell’Università di Zagabria, il costruttore tedesco punta a ridurre tempi, materiali impiegati e carico sperimentale lungo l’intera filiera, dalla fabbricazione degli elettrodi fino al collaudo finale e al riciclo.

La notizia conta più per ciò che suggerisce sul medio periodo che per l’annuncio in sé. Nel settore automotive, infatti, la partita dell’elettrificazione non si decide solo sul prodotto finale o sull’autonomia dichiarata, ma sempre di più sulla capacità di industrializzare in modo efficiente processi complessi, energivori e ad alta intensità di capitale. In questo scenario, comprimere il numero di test e anticipare il comportamento delle celle attraverso modelli predittivi significa agire su tre leve decisive: costo, qualità e velocità di sviluppo.

Il cuore del lavoro è al Battery Cell Competence Centre di Monaco, dove BMW Group sviluppa le celle per le future generazioni di batterie ad alta tensione. Qui le campagne di prova sono inevitabilmente lunghe, perché ogni variazione di processo o di configurazione richiede verifiche puntuali su prestazioni, stabilità e sicurezza. Insight cerca di ridurre proprio questa fase: i modelli di intelligenza artificiale vengono alimentati con dati storici di test e con dati in tempo reale raccolti durante la produzione, così da prevedere parametri di processo e risultati prestazionali prima di completare l’intero ciclo sperimentale.

Dal punto di vista industriale, il dato più rilevante è quello dichiarato dal gruppo: nelle singole fasi del processo, i nuovi sistemi sarebbero in grado di ridurre di oltre il 50% il materiale utilizzato e il tempo richiesto. In un comparto dove ogni prova assorbe materie prime critiche, occupa impianti e impegna laboratori specializzati, un simile taglio non è marginale. Vuol dire meno scarti, minore saturazione delle linee pilota e una capacità più alta di iterare rapidamente sui prototipi. È qui che l’IA smette di essere etichetta di tendenza e diventa strumento industriale.

C’è poi un secondo aspetto, meno appariscente ma potenzialmente ancora più incisivo. I modelli sviluppati dal progetto non servono solo a sfoltire le serie di test: possono anche supportare l’approvazione finale delle celle. Oggi, terminata la prima carica, gli elementi devono essere mantenuti per un periodo definito a temperature controllate in una fase di osservazione, una sorta di quarantena tecnica necessaria prima dell’integrazione nel pacco batteria. È un passaggio importante per la qualità, ma comporta costi logistici, tempi di attesa e necessità di stoccaggio. Se l’analisi preventiva promessa dai sistemi di intelligenza artificiale si dimostrasse sufficientemente affidabile, BMW potrebbe alleggerire o ripensare anche questa fase.

Il punto, naturalmente, non è solo tecnologico. È anche strategico. I costruttori europei stanno cercando di recuperare terreno in una filiera dove il vantaggio asiatico resta forte, soprattutto sulla scala produttiva e sulla maturità industriale delle celle. Per questo la scelta di presidiare direttamente ricerca, prototipazione, manifattura quasi di serie e riciclo non è casuale. BMW Group distribuisce il proprio know-how tra Monaco, Parsdorf e Salching, costruendo una catena interna che collega sviluppo, acquisti, produzione e recupero materiali. In questo quadro, Insight non appare come un progetto isolato, ma come un tassello di una politica più ampia: controllare più passaggi possibili della filiera per ridurre dipendenze esterne e difendere i margini futuri dell’elettrico.

La collaborazione con l’Università di Zagabria va letta anche in questa chiave. Da un lato c’è l’accesso alle competenze accademiche in meccanica, elettrotecnica e informatica; dall’altro c’è la possibilità di trasformare dati grezzi di produzione in modelli applicabili a casi reali. Dottorandi e studenti lavorano sulla raccolta e sulla strutturazione dei dati, poi li usano per individuare pattern, correlazioni e potenziali anomalie. È una formula sempre più diffusa nell’industria avanzata: la ricerca universitaria non resta confinata alla teoria, ma viene agganciata direttamente ai problemi concreti delle linee produttive.

Resta però un elemento da osservare con prudenza. La capacità predittiva dei modelli potrà diventare davvero decisiva solo se saprà reggere il passaggio dall’ambiente prototipale alla scala industriale, dove variabilità di processo, volumi e standard qualitativi rendono tutto più complesso. Non a caso BMW stessa parla di scalabilità come prossimo passaggio e valuta l’estensione dei modelli anche ad altri casi d’uso della propria rete produttiva, fino al possibile coinvolgimento dei fornitori di celle.

Per l’automotive europeo, è forse questo il messaggio più concreto: la competizione sulle batterie non si gioca soltanto sulla chimica o sulle gigafactory, ma anche sulla capacità di interpretare i dati meglio e prima degli altri. E in una fase in cui ogni grammo di materiale, ogni ora macchina e ogni ciclo di test incidono sui conti, l’uso dell’intelligenza artificialenella produzione delle celle per batterie può diventare un vantaggio meno visibile del prodotto finale, ma molto più determinante nella corsa industriale all’elettrico.

In Breve
Progetto: Insight
Partner: BMW Group; Regional Centre of Excellence for Robotic Technology (CRTA), Università di Zagabria
Avvio attività: 2024
Ambito di ricerca: ottimizzazione della produzione di celle per batterie tramite modelli di intelligenza artificiale
Catena del valore coinvolta: produzione elettrodi, collaudo finale, riciclo diretto interno
Centro BMW coinvolto nello sviluppo celle: Battery Cell Competence Centre (BCCC), Monaco
Obiettivo operativo: prevedere parametri di processo e dati prestazionali usando dati storici e dati in tempo reale
Benefici dichiarati: oltre il 50% di riduzione di materiale e tempo nelle singole fasi del processo
Ulteriori applicazioni: supporto all’approvazione finale delle celle; possibile riduzione della fase di “quarantena” dopo la prima carica
Altri poli BMW sulla filiera batteria: Cell Manufacturing Competence Centre (CMCC) di Parsdorf; Cell Recycling Competence Centre (CRCC) di Salching
Focus industriale: integrazione tra sviluppo, acquisti, produzione e recupero materiali
Tecnologia di riciclo: riciclo diretto
Proprietà intellettuale del metodo di riciclo: BMW Group

BMW usa l’IA sulle batterie: tagliati tempi e materiali
BMW usa l’IA sulle batterie: tagliati tempi e materiali
BMW usa l’IA sulle batterie: tagliati tempi e materiali
BMW usa l’IA sulle batterie: tagliati tempi e materiali
BMW usa l’IA sulle batterie: tagliati tempi e materiali