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Bosch rilancia la mobilità tra AI, elettrico e competitività

Bosch rilancia la mobilità tra AI, elettrico e competitività

Bosch riorganizza la struttura, difende i margini e punta su software, sensori ed elettrificazione per crescere nell’auto.

Bosch ha deciso di affrontare la nuova fase dell’industria automobilistica su un doppio binario: da una parte gli adeguamenti strutturali per difendere competitività e margini, dall’altra un nuovo affondo sugli investimenti in softwaresensorielettrificazione e intelligenza artificiale. È questo il cuore della Strategia 2030presentata dal gruppo tedesco, che nel 2026 punta a una crescita delle vendite compresa tra il 2 e il 5% e a un margine EBIT operativo tra il 4 e il 6%, nonostante uno scenario ancora segnato da tensioni geopolitiche, barriere commerciali e forte pressione sui prezzi. 

Per leggere correttamente questa mossa bisogna partire dai numeri del 2025. Bosch ha chiuso l’esercizio con 91 miliardi di euro di fatturato, in lieve aumento sui 90,3 miliardi del 2024, ma con una redditività in calo: il margine EBIT operativo si è fermato al 2%, contro il 3,5% dell’anno precedente. A pesare sono stati soprattutto gli accantonamenti legati alle ristrutturazioni e agli interventi sul personale, pari a 2,7 miliardi di euro. In altre parole, Bosch ha già cominciato a pagare il prezzo della trasformazione che ritiene necessaria per restare centrale nella filiera dell’auto dei prossimi anni. 

Il passaggio più interessante, dal punto di vista automotive, è che il gruppo non sta interpretando la riduzione dei costi come una ritirata. Al contrario, la vuole usare come leva per finanziare la crescita nei segmenti che considera decisivi. Nel solo 2025 Bosch ha destinato circa 12 miliardi di euro a ricerca, sviluppo e investimenti industriali, depositando inoltre circa 6.300 brevetti, dato che la conferma tra i gruppi industriali più attivi sul fronte dell’innovazione in Europa. È un messaggio preciso al mercato: la difesa della competitività passa sì dai costi, ma soprattutto dalla capacità di differenziarsi tecnologicamente. 

Questa lettura diventa ancora più netta se si guarda al settore Mobility, che resta il baricentro del gruppo. Nel 2025 il business automotive di Bosch ha generato 55,8 miliardi di euro di ricavi, con una crescita nominale minima ma un progresso del 2,9% a cambi costanti; il margine operativo, però, è sceso all’1,8%. In parallelo, Bosch ha chiuso in Germania i colloqui con i rappresentanti dei lavoratori sulle riduzioni di personale nelle sedi Mobility coinvolte, segnale di quanto la pressione competitiva, con la Cina ormai riferimento globale sui livelli di prezzo, stia ridefinendo l’equilibrio dell’intera componentistica europea. 

La risposta strategica è concentrata su ciò che renderà l’auto sempre meno un oggetto meccanico e sempre più una piattaforma elettronica. Bosch stima che il mercato del software automotive possa valere circa 200 miliardi di euro entro il 2030 e rivendica una posizione avanzata nella cosiddetta software-defined mobility. Non a caso, nel 2025 il gruppo ha raccolto 10 miliardi di euro di ordini nelle soluzioni intelligenti di assistenza alla guida, sommandovi sensori e computer centralizzati di bordo. È qui che si vede il cambio di passo: il fornitore non punta soltanto ai componenti, ma a un ruolo di architetto tecnologico della vettura. 

A questo si affianca il capitolo della sensoristica, destinato a pesare sempre di più nella mobilità avanzata. Bosch ritiene che il mercato globale dei sensori possa superare i 440 miliardi di dollari entro il 2031, mentre quello dei sensori intelligenti per applicazioni auto è visto oltre gli 80 miliardi di dollari entro la metà del prossimo decennio. Per il settore automobilistico questi numeri contano perché tengono insieme robotica, guida automatizzata e capacità del veicolo di mantenere consapevolezza del proprio posizionamento anche quando telecamere o GPS non bastano. I sensori inerziali, in questo scenario, diventano una delle infrastrutture invisibili della nuova mobilità. 

C’è poi il capitolo elettrificazione, che Bosch continua a considerare un asse industriale, nonostante il rallentamento della domanda in alcuni mercati europei. Hartung ha indicato che nel 2026 il gruppo consegnerà oltre 7 milioni di soluzioni e componenti per la guida elettrica. E non è un dettaglio marginale la joint venture annunciata con Tata AutoComp Systems in India, che da metà anno lavorerà su assali elettrici e motori per il mercato locale. È la dimostrazione di come Bosch stia adattando la propria impronta industriale a una geografia dell’auto sempre più regionale, dove piattaforme, catene di fornitura e pricing non possono più essere governati con un’unica logica globale. 

Nel complesso, la Strategia 2030 racconta una Bosch meno interessata a difendere il perimetro tradizionale del supplier e più concentrata a presidiare i nodi tecnologici che contano davvero: elaborazione dati, elettronica di bordo, AI, sensori, powertrain elettrici. In questo senso, gli interventi strutturali non sono il centro della notizia, ma la condizione per sostenerla. Perché nell’auto che sta prendendo forma, la partita non si giocherà solo sulla scala industriale, ma sulla capacità di trasformare innovazione e adattamento regionale in margini duraturi. Bosch vuole restare tra i tre grandi fornitori di riferimento nei suoi mercati chiave; la vera sfida, adesso, sarà dimostrare che questa ambizione può reggere insieme alla disciplina finanziaria e alla pressione competitiva globale. 

In Breve 

Azienda: Bosch Group
Piano strategico: Strategia 2030
Obiettivo 2026: crescita vendite +2% / +5%
Margine EBIT operativo 2026 atteso: 4% / 6%
Fatturato 2025: 91,0 miliardi di euro
Fatturato 2024: 90,3 miliardi di euro
Margine EBIT operativo 2025: 2,0%
Accantonamenti per misure strutturali nel 2025: 2,7 miliardi di euro
Investimenti 2025 in R&D e capex: circa 12 miliardi di euro
Spesa R&D 2025: 7,9 miliardi di euro
Brevetti registrati nel 2025: circa 6.300
Free cash flow 2025: circa 300 milioni di euro
Occupati a fine 2025: 412.774
Ricavi settore Mobility 2025: 55,8 miliardi di euro
Margine EBIT Mobility 2025: 1,8%
Mercato software automotive stimato al 2030: circa 200 miliardi di euro
Ordini 2025 in ADAS, sensori e computer di bordo: 10 miliardi di euro
Componenti e soluzioni elettriche consegnate nel 2026: oltre 7 milioni
JV annunciata: Tata AutoComp Systems (India) per assali e motori elettrici
Mercato globale sensori stimato al 2031: oltre 440 miliardi di dollari
Mercato sensori intelligenti automotive: oltre 80 miliardi di dollari entro metà prossimo decennio.