IAA: incentivi e appalti ai veicoli con contenuto locale. ANFIA: passo chiave per l’auto UE.
Il 4 marzo 2026 la Commissione europea ha messo sul tavolo l’Industrial Accelerator Act (IAA), una proposta di regolamento pensata per accelerare decarbonizzazione e innovazione nei settori strategici europei — e, tra questi, l’automotive. Il messaggio politico è chiaro: usare la leva della domanda pubblica (e delle politiche di sostegno) per costruire una “corsia preferenziale” ai prodotti a maggiore impronta industriale europea, riducendo dipendenze esterne e rafforzando la competitività nel confronto globale.
Dentro questa cornice si inserisce il punto che interessa più da vicino la filiera auto: l’introduzione di criteri Made in EU / contenuto locale come prerequisito per accedere a incentivi pubblici, gare d’appalto e — tema sempre più caldo — acquisti e politiche delle flotte aziendali. La soglia che circola nel dibattito, e che è richiamata anche nel racconto mediatico della proposta, è quella del 70% di componenti europei per i veicoli elettrici acquistati con fondi pubblici (con esclusione della batteria in alcune applicazioni).
È proprio su questo impianto che ANFIA alza il pollice: l’associazione considera l’IAA “un primo importante passo” perché lega le politiche di sostegno a un obiettivo industriale misurabile, cioè trattenere in Europa la creazione di valore. Il ragionamento è tanto semplice quanto spigoloso: se la componentistica vale circa il 75-80% del valore di un veicolo, spingere una quota minima di produzione europea significa difendere occupazione qualificata, competenze e investimenti lungo tutta la catena, non solo in assemblaggio finale.
Nel comunicato, ANFIA insiste su un punto: una soglia “di almeno 70% di produzione di parti e componenti realizzati in Europa” non è (solo) protezionismo, ma una scelta di sovranità industriale in una fase in cui la transizione tecnologica rischia di spostare valore fuori dall’UE. Ed è qui che la proposta, secondo l’associazione, può essere migliorata con due chiarimenti tecnici: riferire il criterio del contenuto locale ai fornitori Tier1 e ancorarlo al concetto di ultima trasformazione sostanziale in UE (da definire in modo chiaro e condiviso).
Altro capitolo decisivo: le batterie. La Commissione collega esplicitamente l’IAA alla necessità di promuovere requisiti Made in EU su celle e componenti batteria per gli EV venduti in Europa, in coerenza con l’“Automotive Action Plan” e con le regole internazionali. Per ANFIA, il tema è un banco di prova: senza una filiera europea competitiva (celle, materiali attivi, sistemi di gestione e componentistica correlata) la partita della transizione rischia di essere vinta altrove — e diventano cruciali anche accordi internazionali per le materie prime strategiche.
C’è poi un nodo “di nicchia” ma concreto: l’eventuale esenzione per i piccoli costruttori di veicoli commerciali leggeriche producono in UE dagli obblighi di “union origin requirements” per partecipare a gare e incentivi pubblici, viste le peculiarità e i volumi ridotti del comparto.
Infine, l’ambito geografico. Nella posizione ANFIA la regola dovrebbe restare esclusivamente UE, con una possibile estensione “al massimo” al Regno Unito; tema che, a livello europeo, incrocia anche il dibattito sui “partner fidati” e sulla reciprocità nei mercati pubblici.
IAA – focus automotive
- Cos’è: proposta di Regolamento UE “Industrial Accelerator Act (IAA)” per misure su capacità industriale e decarbonizzazione in settori strategici.
- Obiettivo: accelerare investimenti, innovazione e domanda di prodotti low-carbon e Made in EU; ridurre dipendenze strategiche.
- Leva principale: criteri di origine/contesto industriale UE in appalti, schemi di supporto e acquisti pubblici.
- Punto chiave per l’auto (dibattito pubblico): soglia 70% di componenti UE per EV in acquisti pubblici (in alcune definizioni “escluse batterie”).
- Batterie: spinta a requisiti Made in EU su celle/componenti batteria nella cornice dell’azione UE sull’automotive.
- Richieste ANFIA di miglioramento: riferimento a Tier1, ultima trasformazione sostanziale in UE; esenzione per piccoli costruttori LCV su “union origin requirements”.
- Iter: proposta Commissione → negoziato e approvazione di Parlamento europeo e Consiglio.

