Iveco Group chiude il primo trimestre 2026 con ricavi stabili, margini in calo e focus su qualità, Defence e OPA Tata Motors.
Iveco Group chiude il primo trimestre 2026 con ricavi sostanzialmente stabili, ma con una redditività in netto peggioramento. La notizia conta perché arriva in una fase decisiva per il gruppo: da un lato la cessione del business Defence a Leonardo, dall’altro l’Offerta Pubblica di Acquisto di Tata Motors, attesa al closing entro il terzo trimestre 2026. Nel mezzo, il costruttore deve gestire mercati industriali irregolari, costi di produzione più pesanti e un piano interno di rafforzamento della qualità che nel breve periodo pesa sui conti, ma viene indicato come leva per migliorare prodotti, servizi e affidabilità.
Nel trimestre, i ricavi consolidati sono saliti leggermente a 2,828 miliardi di euro, rispetto ai 2,806 miliardi dello stesso periodo del 2025. I ricavi netti delle Attività Industriali si sono attestati a 2,766 miliardi, contro 2,736 miliardi un anno prima. La tenuta del fatturato, però, non si è tradotta in margini: l’EBIT adjusted è passato da un utile di 117 milioni a una perdita di 55 milioni, mentre l’EBIT adjusted delle Attività Industriali è sceso a -90 milioni, contro un risultato positivo di 82 milioni nel primo trimestre 2025.
Il dato fotografa bene il momento del gruppo. Iveco non soffre tanto sul fronte dei ricavi, quanto sulla qualità del mix, sui costi industriali e su alcune aree operative più esposte alla volatilità. La perdita netta adjusted è stata pari a 74 milioni di euro, contro un utile adjusted di 60 milioni un anno prima. La perdita delle continuing operations è stata invece di 116 milioni, mentre l’utile complessivo del periodo risente positivamente della cessione di Defence, classificata come attività cessata.
Il riassetto del perimetro è uno dei punti centrali del trimestre. Il 18 marzo 2026 Iveco Group ha completato il trasferimento della piena proprietà del business Defence, con i marchi IDV e Astra, a Leonardo. L’operazione ha generato un provento netto di 1,254 miliardi di euro, incluso nell’utile delle discontinued operations. Il 22 aprile è stato inoltre pagato un dividendo straordinario da 1,551 miliardi, pari a 5,8216 euro per azione, finanziato con i proventi della cessione.
Sul piano strategico, l’altro dossier riguarda Tata Motors. Le autorizzazioni regolatorie per l’acquisizione di Iveco Group risultano in corso, con la maggior parte dei via libera già ottenuti. La chiusura dell’operazione è prevista entro il terzo trimestre 2026. È un passaggio industriale rilevante, perché potrebbe ridefinire il posizionamento internazionale di Iveco, soprattutto nei veicoli commerciali, nel trasporto pesante e nelle tecnologie di propulsione.
La divisione Truck resta il punto più sensibile. In Europa il mercato dei veicoli commerciali è cresciuto del 9%, con i leggeri in aumento dell’8% e i medi-pesanti del 10%. Iveco ha registrato consegne europee in crescita dell’11%, ma la situazione è stata molto diversa in Sud America, dove il mercato ha arretrato e le consegne del gruppo sono calate del 29%. I ricavi netti della business unit Truck sono scesi a 1,810 miliardi, in flessione del 7,8%, mentre l’EBIT adjusted è passato da +58 milioni a -71 milioni. A pesare sono stati soprattutto minori volumi, mix sfavorevole e impatto negativo dei cambi.
Nel comparto Bus emerge invece una dinamica più articolata. I ricavi netti sono aumentati del 28,9%, raggiungendo 616 milioni di euro, grazie a volumi più elevati. Iveco Bus ha rafforzato la propria posizione in Europa, dove il gruppo segnala la leadership nel mercato degli autobus elettrici e una quota complessiva vicina al 23%. Tuttavia la redditività è rimasta debole: l’EBIT adjusted è sceso a 1 milione, contro 26 milioni un anno prima. Il motivo principale è legato ai costi di rilavorazione nello stabilimento di Annonay, relativi a citybus incompleti ereditati dal 2025, oltre a un mix prodotto meno favorevole.
La divisione Powertrain ha mostrato ricavi in lieve crescita, a 790 milioni di euro, sostenuti da maggiori volumi, soprattutto nei motori di piccola cilindrata destinati ad applicazioni stradali e fuoristrada in Europa. Anche qui, però, i margini si sono ridotti: l’EBIT adjusted è sceso da 43 milioni a 22 milioni, con un margine del 2,8%. Il calo è stato determinato soprattutto da un mix meno favorevole, legato al minor peso dei motori di grandi dimensioni nelle Americhe, solo in parte compensato dal controllo dei costi.
Sul fronte finanziario, il free cash flow delle Attività Industriali è rimasto negativo per 681 milioni di euro, ma in miglioramento rispetto ai -847 milioni del primo trimestre 2025, grazie al minore assorbimento del capitale di funzionamento. La liquidità disponibile al 31 marzo era pari a 5,498 miliardi, prima della distribuzione del dividendo straordinario, e includeva 1,9 miliardi di linee di credito disponibili.
Il primo trimestre 2026 consegna quindi un’Iveco in transizione: più leggera dopo l’uscita da Defence, finanziariamente ancora solida, ma chiamata a recuperare redditività nelle attività industriali. La qualità diventa il tema operativo centrale, ma il banco di prova sarà la capacità di trasformare gli investimenti e le rilavorazioni di oggi in margini più stabili nella seconda parte dell’anno.
In Breve
Gruppo: Iveco Group
Periodo: primo trimestre 2026
Ricavi consolidati: 2,828 miliardi di euro
Ricavi Attività Industriali: 2,766 miliardi di euro
EBIT adjusted: -55 milioni di euro
EBIT adjusted Attività Industriali: -90 milioni di euro
Perdita netta adjusted: -74 milioni di euro
Free cash flow Attività Industriali: -681 milioni di euro
Liquidità disponibile: 5,498 miliardi di euro al 31 marzo 2026
Truck: ricavi 1,810 miliardi, EBIT adjusted -71 milioni
Bus: ricavi 616 milioni, EBIT adjusted 1 milione
Powertrain: ricavi 790 milioni, EBIT adjusted 22 milioni
Defence: cessione completata a Leonardo il 18 marzo 2026
Dividendo straordinario: 1,551 miliardi di euro, pagato il 22 aprile
OPA Tata Motors: closing atteso entro il terzo trimestre 2026

