A marzo il mercato auto italiano accelera grazie a privati ed elettriche, mentre i veicoli commerciali leggeri restano deboli.
Il dato principale è netto: a marzo il mercato auto italiano torna a muoversi con decisione e sfiora quota 187.300 immatricolazioni, in crescita del 7,77% rispetto allo stesso mese del 2025. Un risultato che va letto con una premessa importante: il calendario ha offerto un giorno lavorativo in più, elemento che ha certamente aiutato i volumi. Ma non basta da solo a spiegare il quadro. Perché dentro questo aumento si vede con chiarezza dove si sta spostando davvero il mercato: verso i privati, verso le alimentazioni elettrificate e, in termini di marchi, verso una Fiat che continua a correre ben oltre la media.
Più fragile resta invece il fronte dei Light Commercial Vehicles. I veicoli commerciali leggeri chiudono marzo a 15.888 unità, in calo dell’1,51%, confermando una stagnazione che va avanti da mesi. Così il primo trimestre racconta un’Italia a due velocità: Passenger Cars a +9,4%, comparto LCV a -3,5%.
Il punto, però, non è solo quantitativo. Conta capire da dove arriva la crescita e quanto sia strutturale. A marzo il canale più dinamico è stato quello dei privati, con oltre 96.000 targhe e un incremento del 18%. È un dato forte, ma va interpretato con cautela: una parte di questa accelerazione deriva dallo scarico delle immatricolazioni di vetture elettriche ordinate nel 2025 con gli incentivi. Tolto questo effetto, la crescita dei privati si ridimensiona, pur restando positiva e leggermente superiore a quella media del mercato. In altre parole, il segnale è buono, ma meno esplosivo di quanto possa sembrare a prima vista.
Accanto ai privati, ha continuato a pesare il contributo delle auto-immatricolazioni, salite del 9,67%, mentre il noleggio a breve termine ha mantenuto un passo solido con un +8,22%. Anche gli acquisti aziendali diretti hanno chiuso in territorio positivo a +6,2%. L’unico vero canale in rosso tra le passenger cars è il noleggio a lungo termine, che perde il 10,22% e quasi 5.000 targhe, con una frenata particolarmente marcata tra gli operatori captive. È un passaggio rilevante perché proprio il lungo termine, negli ultimi anni, era stato uno dei pilastri della nuova distribuzione automobilistica.
Sul fronte delle alimentazioni, marzo conferma che il mercato italiano sta cambiando pelle, anche se in modo ancora disomogeneo. Le elettriche pure balzano del 73% e si avvicinano al 9% di quota, mentre le plug-in hybrid crescono del 99,3% e superano l’8%. Bene anche le full hybrid, a +28,4% con una quota del 15,4%. Sommate a plug-in ed EV, le alimentazioni più virtuose arrivano ormai al 32,4% delle nuove targhe: quasi un’auto su tre. Resta invece stabile la benzina nel complesso, sostenuta dalle mild hybrid, mentre il diesel continua a perdere terreno con un calo del 19,2% e una quota ormai limitata al 12,2%. Male anche il GPL, in flessione del 27,3%.
È un’evoluzione che conta perché racconta un mercato sempre meno guidato da una sola tecnologia dominante. La benzina resta sopra il 50%, ma la crescita vera si concentra ormai nelle forme diverse dell’elettrificazione. Non è ancora una svolta definitiva, semmai una transizione a più velocità, dove incentivi, politiche commerciali e disponibilità di prodotto continuano a contare moltissimo.
Tra i gruppi, il mese rafforza il peso di Stellantis, che sale del 10,47% e porta la quota al 31,45%. Il dato più vistoso, però, resta quello di Fiat, che a marzo cresce del 26,78%, oltre tre volte il passo medio del mercato, sfiora le 22.000 immatricolazioni mensili e chiude il trimestre a 63.560 unità. È un risultato che consolida il primato del marchio e che racconta una fase molto favorevole, sostenuta da un’offerta perfettamente centrata sul mercato italiano. Dentro il perimetro Stellantis spicca anche Leapmotor, ormai stabilmente sopra le 5.000 targhe al mese, segnale che l’integrazione del marchio cinese comincia a produrre effetti visibili anche nei numeri.
Dietro Stellantis si muove bene anche il Gruppo Volkswagen, in crescita del 15,3%, trascinato soprattutto da Audi e Skoda. Più stabile il Gruppo Renault, che resta sostanzialmente sui livelli del 2025, mentre Toyota perde poche centinaia di unità ma mantiene la quarta posizione. Tra i marchi, oltre a Fiat, si notano le buone performance di Audi, Kia, Skoda, Tesla, BYD e della stessa Leapmotor, mentre accusano un passo indietro brand come Ford, Hyundai e Alfa Romeo.
C’è poi il tema, sempre più centrale, dei debiti di CO2 e delle sanzioni teoriche legate agli obiettivi europei. In questo quadro, la fotografia di marzo mostra un equilibrio interessante: marchi come Fiat accumulano un passivo teorico importante, ma l’andamento molto positivo di Leapmotor quasi ne neutralizza l’impatto grazie ai crediti generati dal marchio cinese. È un dettaglio che pesa più di quanto sembri, perché dimostra come le alleanze industriali e il mix di prodotto stiano diventando decisivi non solo per vendere di più, ma anche per difendere la redditività in un contesto regolatorio sempre più severo.
Il mercato di marzo, quindi, manda tre messaggi chiari. Il primo: la domanda privata c’è ancora, ma va letta al netto dell’effetto incentivi. Il secondo: la crescita si concentra sempre più sulle auto elettrificate, mentre diesel e GPL arretrano. Il terzo: tra i costruttori, chi ha prodotto, canali e posizionamento coerenti con la domanda reale del mercato italiano oggi riesce a fare la differenza in modo netto. E in questo momento, più di tutti, quel ruolo lo sta interpretando Fiat.
Scheda tecnica finale
Passenger Cars marzo 2026
187.299 immatricolazioni, +7,77%
Passenger Cars primo trimestre 2026
+9,4%
LCV marzo 2026
15.888 immatricolazioni, -1,51%
LCV primo trimestre 2026
-3,5%
Canali Passenger Cars
Privati: +18%
Acquisti aziendali diretti: +6,2%
Noleggio a breve termine: +8,22%
Noleggio a lungo termine: -10,22%
Auto-immatricolazioni: +9,67%
Quote canali Passenger Cars
Privati: 51,45%
NLT: 22,8%
NBT: 12,4%
Auto-immatricolazioni: 8,5%
Alimentazioni Passenger Cars
Elettriche pure: +73%, quota vicina al 9%
Plug-in hybrid: +99,3%, quota oltre 8%
Full hybrid: +28,4%, quota 15,4%
Benzina: +1,6%, quota 50,3%
Diesel: -19,2%, quota 12,2%
GPL: -27,3%
Gruppi in evidenza
Stellantis: +10,47%, quota 31,45%
Volkswagen Group: +15,3%
Renault Group: stabile
Toyota Group: lieve flessione
Marchi in evidenza
Fiat: +26,78%, quasi 22.000 targhe a marzo
Volkswagen: 12.397 unità
Toyota: 12.000 unità
Dacia: +4,29%
Audi: +27,43%
Citroën: +13,13%
Leapmotor: oltre 5.000 targhe/mese
BYD: +189%
Tesla: +31,43%
LCV: top brand
Fiat prima, in calo oltre il 5%
Ford seconda, +5,9%
Iveco terza, -1%

