Alla Design Week 2026 MINI trasforma la collaborazione con Paul Smith in una dichiarazione di strategia tra design, heritage e premium identity.
MINI torna alla Milano Design Week 2026 con un progetto che, più che promuovere un modello, prova a chiarire come il marchio intenda oggi stare nel mercato: meno semplice costruttore di piccole premium, più piattaforma di design, personalizzazione e cultura urbana. L’installazione “A Garden of Curiosity”, aperta dal 21 al 26 aprile nello storico Palazzo Borromeo d’Adda di Milano, è il nuovo capitolo della collaborazione con Paul Smith e serve soprattutto a tradurre in forma fisica una strategia di marca che punta sul valore simbolico del prodotto, non solo sulla sua funzione automobilistica.
Per il settore automotive il punto è proprio questo. In una fase in cui la transizione tecnologica tende a rendere le auto sempre più omogenee sul piano tecnico, i marchi cercano differenziazione attraverso linguaggio, materiali, allestimenti e immaginario. MINI, che nel 2025 ha consegnato 288.290 vetture a livello globale, con una crescita del 17,7% e oltre 100.000 elettriche, usa Milano per ribadire che il proprio posizionamento non passa soltanto dalla gamma, ma dalla capacità di trasformare l’auto in un oggetto culturalmente riconoscibile. La collaborazione con Paul Smith, due icone britanniche che lavorano sul confine tra prodotto industriale e stile, va letta dentro questa logica.
L’installazione allestita nel giardino del palazzo milanese insiste infatti su un concetto preciso: la personalizzazione come esperienza. Il percorso si apre con una passerella in legno che attraversa il cortile e conduce a una porta rossa, soglia simbolica verso uno spazio dove colore, suono, texture e architettura costruiscono un ambiente immersivo. Non è solo scenografia. È un modo per allontanarsi dalla grammatica tradizionale dello stand automobilistico e portare MINI dentro un territorio più vicino al linguaggio del design contemporaneo, dove l’auto smette di essere il solo centro della scena e diventa parte di un racconto più ampio.
Le due sale tematiche, Colour Theory Room e Listening Room, rafforzano questa impostazione. La prima mette in relazione la palette di Paul Smith con quella della nuova MINI Paul Smith Edition, invitando i visitatori a comporre liberamente accostamenti cromatici su una parete interattiva. La seconda lavora invece sull’ascolto, con registrazioni vocali di Paul Smith dedicate all’importanza del colore. Anche qui la sostanza industriale è meno marginale di quanto sembri: MINI insiste da anni sulla personalizzazione come parte del proprio valore aggiunto, e l’allestimento milanese trasforma quel principio commerciale in esperienza sensoriale, cioè in un elemento di marca percepibile anche fuori dalla prova su strada.
Al centro dell’installazione compare la nuova MINI Cooper Cabrio Paul Smith Edition, scelta significativa perché riassume bene la direzione del progetto. Non è una semplice serie speciale decorata: è il tentativo di fondere i codici visivi dello stilista con quelli del marchio, usando dettagli, finiture e colori come estensione di un’identità condivisa. In un mercato premium compatto dove la concorrenza tecnologica è sempre più serrata, le edizioni speciali funzionano infatti come strumenti di marginalità e di reputazione. Servono a presidiare l’alto di gamma emotivo, quello in cui il cliente non compra soltanto specifiche ma una dichiarazione di stile.
Milano, da questo punto di vista, non è una scelta neutra. La Design Week offre a MINI un pubblico diverso da quello del salone auto tradizionale: meno concentrato su motori e prestazioni, più sensibile ai temi del progetto, dell’arredo, della moda e della contaminazione tra discipline. È lo spazio ideale per un marchio che vuole raccontarsi come interprete del design accessibile ma distintivo, e per una collaborazione con Paul Smith che vive proprio di quell’equilibrio tra classicità britannica e gusto per la deviazione ironica. L’auto, in questo contesto, diventa un tassello di un ecosistema creativo più ampio.
C’è poi un secondo livello, più storico, che MINI usa con intelligenza. Attraversando il cortile, i visitatori incontrano tre auto che raccontano la relazione tra i due marchi dal 1998: la Paul Smith 40th Anniversary Mini del 1999, con la carrozzeria attraversata da 86 strisce in 26 colori, la MINI STRIP by Paul Smith del 2021, manifesto di un design ridotto all’essenziale secondo il principio del “less is more”, e un esemplare dell’ultima edizione. È una sequenza che non guarda al passato per nostalgia, ma per mostrare continuità: l’idea che la collaborazione MINI-Paul Smith non sia un episodio di licensing, bensì un archivio coerente di linguaggi, materiali e visioni del prodotto.
In questa lettura, “A Garden of Curiosity” vale come dichiarazione di metodo. MINI usa il design non come semplice cornice d’immagine, ma come strumento per tenere insieme heritage, individualità e desiderabilità del prodotto in una fase in cui l’industria dell’auto cerca nuovi modi per distinguersi. L’installazione milanese non cambia i numeri del mercato, ma chiarisce il terreno su cui il marchio intende competere: quello dove artigianato, collaborazione creativa e valore simbolico dell’oggetto contano quasi quanto la tecnica. Per un brand che vuole restare rilevante nella nuova mobilità, è un messaggio più importante della singola show car.
In Breve
Evento: A Garden of Curiosity.
Brand: MINI in collaborazione con Paul Smith.
Periodo: 21-26 aprile 2026.
Location: Palazzo Borromeo d’Adda / House of MINI, Via A. Manzoni 41, Milano.
Orari: 10.00-19.00, ingresso libero.
Contenuti: giardino immersivo, Colour Theory Room, Listening Room, installazioni interattive.
Auto in evidenza: MINI Cooper Cabrio Paul Smith Edition.
Vetture heritage esposte: Paul Smith 40th Anniversary Mini, MINI STRIP by Paul Smith, MINI Cooper dell’ultima Edition.
Collaborazione MINI-Paul Smith: attiva dal 1998.
Contesto di marca: MINI ha consegnato 288.290 vetture nel 2025, oltre 100.000 delle quali elettriche.













