Linee nette, firma a Y e Starkle® riciclato: Dacia Duster resta SUV concreto e robusto in Europa.
Con Dacia Duster la robustezza smette di essere solo un’impressione e diventa una scelta progettuale, leggibile a colpo d’occhio. Il SUV che ha “sdoganato” l’idea di 4×4 accessibile in Europa oggi rilancia con un design più maturo: proporzioni pulite, volumi netti e superfici tese che comunicano solidità senza bisogno di effetti speciali.
La filosofia è chiara: partire dall’essenziale. Prima delle linee, contano le proporzioni; prima dei dettagli, la struttura. È lo stesso approccio raccontato dal team stile, che ha lavorato per evitare “artifici” e costruire un’immagine coerente: frontale verticale, passaruota scolpiti e un’impostazione “da vero SUV” che rende il modello immediatamente riconoscibile.
A cucire tutto insieme c’è un segno identitario che ormai è diventato linguaggio di marca: la firma luminosa a forma di Y, presente nei fari anteriori e nei gruppi ottici posteriori. Il tema ritorna anche nei cerchi: l’effetto lucido è ottenuto senza cromature, lavorando il materiale grezzo, in perfetta coerenza con la visione eco-smart del brand.
Il punto, però, è che su Duster la “robustezza” non resta una promessa. Il veicolo è avvolto da una sorta di cintura protettiva continua che unisce protezioni laterali, passaruota e paraurti in un’unica fascia visiva e funzionale. Qui entra in gioco Starkle®, materiale sviluppato da Dacia: contiene fino al 20% di polipropilene riciclato ed è utilizzato allo stato grezzo, senza verniciatura, così da resistere meglio a urti e graffi (e rendere meno visibili i segni d’uso), riducendo anche l’impronta del processo produttivo.
Sotto, la protezione continua: piastre anteriori e posteriori pensate per chi vive davvero l’outdoor, con soluzioni che puntano alla durata nel tempo e a una manutenzione più “spensierata”. E nel quotidiano questa concretezza si traduce in una promessa semplice: un SUV progettato per essere usato, non solo guardato, dove ogni superficie e ogni materiale hanno un motivo preciso di esistere.
In un panorama di SUV spesso “urlati”, Duster sceglie un linguaggio diretto: essenziale, solido, immediatamente comprensibile. Ed è proprio questa coerenza — tra estetica e funzione — a spiegare perché, ancora oggi, continui a essere un riferimento quando si parla di SUV concreti.
Scheda tecnica (principali dati – Italia, Duster 3ª gen / MY26)
(Valori e dotazioni possono variare in base a versione e motorizzazione.)
- Piattaforma: CMF-B
- Dimensioni (indicative): lunghezza 4.343 mm; larghezza con retrovisori 2.069 mm; altezza 1.616 mm; passo 2.657 mm; altezza da terra 209 mm (fino a 217 mm su versioni 4×4).
- Bagagliaio: fino a 517 dm³ VDA sotto cappelliera (4×2, dato Casa) e fino a 1.696 l con sedili abbattuti; varia in base alla motorizzazione (es. valori diversi per Hybrid-G 150 4×4).
- Motori (gamma Italia, in base a versioni/allestimenti):
- Eco-G 120 (benzina/GPL) 120 CV, cambio manuale, trazione 4×2
- Mild hybrid 140: 1.2 turbo 3 cilindri 48V (ciclo Miller), manuale 6 marce
- Full hybrid 140: 1.6 benzina + 2 motori elettrici, cambio automatico elettrificato (4 rapporti termico + 2 elettrico)
- (Aggiornamenti gamma) Hybrid 155 e Hybrid-G 150 4×4 disponibili/annunciati a seconda del mercato e periodo commerciale
- Off-road (4×4): luce a terra “fino a” 217 mm e angolo d’attacco fino a 31° (dati brochure); modalità di guida dedicate in base alla versione.







