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Opel celebra 125 anni di corse a Hockenheim

Opel celebra 125 anni di corse a Hockenheim
1996 Opel Calibra V6 4×4 – ITC-Weltmeisterschaftsauto von Manuel Reuter

All’ADAC Hockenheim Historic Opel espone 125 anni di motorsport, dalle icone storiche alla nuova strategia elettrica GSE.

Opel debutta dall’8 al 10 maggio alla 21ª ADAC Hockenheim Historic – The Jim Clark Revival con una presenza che va oltre la semplice esposizione di auto storiche. Al Hockenheimring, il marchio di Rüsselsheim celebrerà i 125 anni dalla sua prima vittoria nel motorsport, mettendo in relazione due piani oggi centrali per l’industria automotive: il valore del patrimonio sportivo e la transizione verso competizioni a basse o zero emissioni. Per Opel, infatti, la memoria agonistica non è solo archivio, ma uno strumento di posizionamento industriale in una fase in cui i costruttori cercano nuove credenziali tecnologiche anche nell’elettrificazione sportiva.

La cornice scelta non è casuale. L’ADAC Hockenheim Historic è uno degli appuntamenti più seguiti dagli appassionati di corse storiche e nel 2025 ha richiamato oltre 45.000 visitatori. Inserirsi in questo contesto permette a Opel di parlare a un pubblico molto specializzato, fatto di collezionisti, tecnici, preparatori, club e appassionati, ma anche di rafforzare una narrazione industriale che collega il passato delle competizioni alla nuova stagione elettrica. È un messaggio utile anche sul piano commerciale: nel mercato attuale, la sportività deve essere reinterpretata senza perdere credibilità tecnica.

Nell’area evento sul tetto dei box saranno esposte alcune vetture della collezione Opel Classic, a cominciare dalla vettura da corsa da 12 hp del 1903, una delle testimonianze più antiche dell’impegno del marchio nelle competizioni. Accanto a lei ci sarà la Green Monster del 1914, un’auto che racconta bene la fase pionieristica del motorsport europeo: 12,3 litri di cilindrata191 kW, pari a 260 CV, e una velocità massima dichiarata di 230 km/h, valori che per l’epoca collocavano il progetto tra le macchine più estreme costruite da un costruttore generalista.

La mostra non si limiterà ai primi anni del Novecento. Opel porterà anche la RAK2 a propulsione a razzo del 1928, una delle vetture più emblematiche della sperimentazione tecnica del marchio. In un’industria ancora alla ricerca dei propri standard, il programma RAK rappresentava un modo radicale di esplorare prestazioni, aerodinamica e comunicazione tecnologica. Oggi quella vettura assume un significato ulteriore: mostra come l’innovazione, per Opel, sia stata spesso usata anche come leva di immagine e di reputazione industriale.

Il legame con Hockenheim emerge in modo forte anche attraverso la Black Widow, la speciale turismo di Gruppo 5 del 1968 basata sulla Opel Rekord C. L’auto fu testata e sviluppata proprio all’Hockenheimring, prima delle sue apparizioni ufficiali, e nella finale stagionale delle vetture turismo di quell’anno Erich Bitter segnò il giro più veloce sul tracciato. È un dettaglio importante perché restituisce il ruolo delle piste non solo come palcoscenico sportivo, ma come laboratorio di sviluppo per telaio, assetto, affidabilità e soluzioni derivate dalla produzione di serie.

Tra le vetture esposte ci sarà anche una Opel GT rossa, modello che conserva un forte valore simbolico nella storia del design e della comunicazione del marchio. La coupé fu presentata dinamicamente proprio a Hockenheim nell’ottobre 1968, davanti a migliaia di ospiti chiamati a provarla in pista. Quella scelta racconta un passaggio industriale preciso: Opel utilizzò la pista per dare credibilità a un modello di immagine, dimostrando che anche un costruttore di grande volume poteva presidiare il territorio emozionale delle sportive compatte.

La traiettoria storica si avvicina poi al tema oggi più rilevante per il settore, l’elettrificazione. Nel 1971 la Opel Elektro GT stabilì a Hockenheim sei record mondiali per auto elettriche, guidata da Georg von Opel, nipote del fondatore dell’azienda. Quel prototipo, preparato per la pista, dimostra che l’interesse per la propulsione elettrica non nasce oggi, anche se solo negli ultimi anni è diventato una priorità industriale e regolatoria. La sua presenza nell’esposizione consente a Opel di costruire un ponte credibile tra sperimentazione storica e strategie attuali.

Il capitolo più vicino alla memoria sportiva contemporanea sarà rappresentato dalle vetture turismo. La Opel Kadett GSi 16V DTM del 1989 richiama una fase in cui il DTM era uno dei campionati più competitivi e seguiti d’Europa. Con 199 kW, cioè 270 CV, un regime massimo di 8.100 giri/min e un peso di appena 800 chilogrammi, la Kadett racconta una scuola tecnica fatta di leggerezza, meccanica aspirata e assetti estremi. Piloti come Peter Oberndorfer, Volker Strycek e Markus Oestreich contribuirono a trasformarla in una delle protagoniste più riconoscibili di quell’epoca.

Ancora più alta, sul piano tecnico, fu l’asticella raggiunta dalla Opel Calibra V6 4×4 ITC, conosciuta anche come Cliff Calibra. Con il suo motore V6 2.5 litri da circa 368 kW, pari a 500 CV, e la trazione integrale, la Calibra consentì a Manuel Reuter e Opel di vincere il Campionato Internazionale Turismo 1996. È una vettura che sintetizza bene gli anni in cui le turismo divennero piattaforme tecnologiche molto sofisticate, con investimenti significativi in aerodinamica, gestione elettronica e trasmissioni evolute.

La parte più strategica della presenza Opel a Hockenheim riguarda però il presente. Il marchio porterà l’attenzione sulla sua attività nei rally elettrici, avviata con la Opel Corsa Rally Electric e ora proiettata verso la nuova Opel Mokka GSE Rally. La coppa monomarca rally completamente elettrica, indicata da Opel come la prima al mondo di questo tipo, è diventata negli ultimi anni un laboratorio per testare prestazioni, gestione energetica, affidabilità e coinvolgimento del pubblico in una disciplina tradizionalmente legata al rumore, alla meccanica e alla combustione interna.

In questa chiave va letto anche l’ampliamento della gamma GSE, con modelli come la Opel Mokka GSE elettrica a batteria e la Opel Corsa GSE, attesa in concessionaria entro la fine dell’anno. Opel prova a trasferire su strada una parte del linguaggio sportivo sviluppato nelle competizioni elettriche, puntando su un’idea di prestazione più accessibile e coerente con la transizione energetica. Il messaggio industriale è chiaro: la sportività non scompare con l’elettrico, ma cambia strumenti, piattaforme e metriche di valore.

La presenza alla ADAC Hockenheim Historic diventa così una sintesi della strategia Opel: usare il proprio passato agonistico per rafforzare il posizionamento del marchio, ma senza restare confinata alla nostalgia. Dalle prime vetture da corsa alla Green Monster, dalla RAK2 alla Calibra ITC, fino alla nuova generazione GSE, il filo conduttore è la capacità di trasformare la competizione in racconto tecnico e in prodotto. In un mercato europeo sempre più complesso, questo patrimonio può diventare un asset competitivo, purché venga collegato a tecnologie e modelli capaci di parlare al presente.

In Breve 

Evento: ADAC Hockenheim Historic – The Jim Clark Revival
Edizione: 21ª
Date: 8-10 maggio
Luogo: Hockenheimring, Germania
Marchio protagonista: Opel
Ricorrenza: 125 anni dalla prima vittoria Opel nel motorsport
Area espositiva: tetto dei box
Modelli storici esposti: Opel 12 hp 1903, Green Monster 1914, Opel RAK2 1928, Opel GT, Kadett GSi 16V DTM, Calibra V6 4×4 ITC
Focus attuale: rally elettrici, Opel Corsa Rally Electric, Opel Mokka GSE Rally
Strategia: collegare heritage sportivo, elettrificazione e gamma GSE

Opel celebra 125 anni di corse a Hockenheim
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