Il mercato italiano dei quadricicli cresce poco, ma cambia volto: forte ritorno dei termici e frenata netta delle versioni elettriche.
La notizia principale non è tanto che il mercato italiano dei quadricicli abbia chiuso il primo trimestre 2026 in lieve crescita. Il dato più interessante è un altro: il settore sta cambiando equilibrio. Le immatricolazioni complessive si sono fermate a 4.006 unità, in aumento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2025, ma dentro questo numero si muovono due traiettorie opposte. Da una parte i modelli ICE tornano a correre, dall’altra le versioni BEV rallentano in modo netto, segnando una correzione che ridisegna il mercato dopo mesi segnati da incentivi e distorsioni di canale.
A colpo d’occhio, il primo trimestre racconta quindi una fase di riassestamento più che di espansione. Il comparto dei quadricicli leggeri L6 sale a 3.277 unità con un progresso del 7,7%, mentre i più grandi L7 scendono a 729 unità, in calo del 9,9%. La fotografia è chiara: il mercato si sta polarizzando. I veicoli più compatti e accessibili tengono, anzi recuperano, mentre la fascia superiore perde slancio, soprattutto dove l’elettrico aveva spinto di più negli ultimi cicli. È una differenza che conta, perché racconta anche un diverso rapporto tra prezzo, utilizzo urbano e reale disponibilità della domanda.
Il punto di rottura passa proprio dalle alimentazioni. Le immatricolazioni BEV si fermano a 2.157 unità, con una flessione del 32,8% su base annua. Il calo è diffuso sia nei L6, dove il segmento arretra del 35%, sia nei L7, in discesa del 22,8%. È una frenata forte, che interrompe la narrativa di crescita continua dell’elettrico nei quadricicli. Ma leggere questo dato come un rigetto del mercato sarebbe troppo semplice. Lo stesso studio segnala che il 2025 era stato sostenuto da un portafoglio incentivi particolarmente forte, mentre il 2026 restituisce una fotografia più “pulita”, cioè più vicina alla domanda reale. In questo senso il trimestre non segna tanto una crisi del prodotto elettrico, quanto la fine di una fase drogata dagli aiuti pubblici.
All’opposto, i modelli termici tornano protagonisti. Nel trimestre hanno raggiunto 1.849 unità, con una crescita del 187,6%. Il rimbalzo è particolarmente marcato nei L6 ICE, in aumento del 280,1%, mentre i L7 ICE crescono del 22,5%. Anche qui, però, il numero va interpretato. Dataforce spiega che il confronto con il 2025 è condizionato dal passaggio omologativo, che lo scorso anno aveva temporaneamente depresso le immatricolazioni. Tradotto: i termici non stanno vivendo un boom “nuovo”, stanno piuttosto tornando su volumi più coerenti con il loro potenziale reale. È un dettaglio essenziale, perché evita di trasformare un rimbalzo tecnico in una rivoluzione strutturale.
Anche i canali di vendita confermano che il trimestre è stato meno artificiale del precedente. Il cliente privato torna a essere il principale motore della crescita, con 1.546 immatricolazioni e un balzo del 173,1%, soprattutto nel comparto L6. Salgono anche le flotte, in aumento del 185,9%, e si muove con decisione anche il noleggio a lungo termine, seppure su volumi ancora contenuti, con operatori come Ayvens e Leasys in evidenza. Più debole, invece, il contributo delle autoimmatricolazioni di costruttori e dealer, un altro segnale che il mercato del 2026 sta tornando a una composizione più naturale rispetto ai mesi fortemente sostenuti dagli incentivi del 2025.
Sul fronte prodotto, la geografia del mercato resta molto interessante. Nei quadricicli elettrici leggeri L6, la Fiat Topolino si conferma leader con 762 unità, davanti alla Citroën Ami a 551. Ma anche qui il tema non è solo la classifica: Ami perde il 48,6%, mentre Aixam e-City arretra del 62,9%, segno che il rallentamento del comparto non colpisce un solo nome, ma quasi tutta la categoria. Nel mondo L7 elettrico, invece, si apre una fase più mobile: la flessione della XEV Yoyo (-75,3%) lascia spazio a nuovi protagonisti come DR Birba, che sale a 111 unità, e Silence S04, in crescita del 63,5%. Qui si vede bene come il mercato stia passando da una leadership quasi scontata a una competizione molto più frammentata.
Sul lato ICE, il ritorno dei leggeri ha un volto preciso: Aixam City domina il segmento L6 con 728 unità, seguita da Ligier JS50 con 572 e da Aixam Coupé con 147. Sono numeri che raccontano un recupero importante della disponibilità di prodotto e della capacità di risposta a una domanda che, evidentemente, non si era dissolta ma era rimasta compressa. Nei L7 termici il quadro è più frammentato, con contributi distribuiti tra più player, ma il senso generale non cambia: il trimestre segna il ritorno di un’offerta tradizionale che nel 2025 era rimasta temporaneamente schiacciata.
Il primo trimestre 2026, dunque, non dice che l’elettrico nei quadricicli abbia perso la sua centralità. Dice qualcosa di più utile: il mercato ha smesso di muoversi soltanto per spinta esterna e sta tornando a selezionare i modelli in modo più razionale. Il fatto che gli incentivi per le categorie da L1 a L7 siano andati esauriti in meno di due ore dimostra che l’interesse resta fortissimo. Ma i numeri di questi tre mesi suggeriscono che, archiviata la fase straordinaria, il settore stia entrando in una stagione più matura, in cui conteranno meno le fiammate e molto di più prezzo, disponibilità, canale e uso reale. Per il mercato dei quadricicli italiani è forse la notizia più importante di tutte.
In Breve
Fonte: Dataforce Italia su fonte Ministero Infrastrutture e Trasporti
Periodo: primo trimestre 2026
Mercato totale quadricicli: 4.006 unità
Variazione totale: +4,0%
Quadricicli leggeri L6: 3.277 unità
Variazione L6: +7,7%
Quadricicli pesanti L7: 729 unità
Variazione L7: -9,9%
BEV totali: 2.157 unità
Variazione BEV: -32,8%
ICE totali: 1.849 unità
Variazione ICE: +187,6%
Privati: 1.546 unità
Variazione privati: +173,1%
Flotte: +185,9%
Leader BEV L6: Fiat Topolino, 762 unità
Seconda BEV L6: Citroën Ami, 551 unità
Leader ICE L6: Aixam City, 728 unità
Seconda ICE L6: Ligier JS50, 572 unità
Trend L7 BEV: cala XEV Yoyo, crescono DR Birba e Silence S04
“Elaborazione Dataforce su fonte Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI”.

