È iniziato a Parigi, presso il Palazzo dell’Eliseo, il vertice dei cosiddetti “volenterosi”, un’iniziativa internazionale volta a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz. A ospitare l’incontro è il presidente francese Emmanuel Macron, che ha accolto tra i primi leader presenti il primo ministro britannico Keir Starmer, co-promotore della missione.
Al vertice partecipano circa cinquanta Paesi e organizzazioni internazionali, con oltre trenta rappresentati a livello di capi di Stato e di governo. Tra i presenti anche la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, mentre altri leader si collegano in videoconferenza da Europa, Medio Oriente, Asia e America Latina. Gli Stati Uniti, invece, non prendono parte né alla conferenza né alla missione.
Meloni è stata accolta all’Eliseo da Macron con una stretta di mano davanti ai fotografi, prima di entrare nella sala dell’unità di crisi dove si svolgono i lavori. Durante la riunione, la premier italiana siede accanto a Starmer, a sua volta vicino al presidente francese, mentre di fronte si trova il cancelliere tedesco.
Nel frattempo, anche l’India ha confermato di aver ricevuto un invito ufficiale da Francia e Regno Unito a partecipare alla missione, segnale di un crescente coinvolgimento internazionale negli sforzi per ristabilire la sicurezza lungo una delle rotte marittime più strategiche al mondo.
Le parole di Meloni
“L’Italia offre la sua disponibilità a mettere a disposizione proprie unità navali sulla base di un’autorizzazione parlamentare per quelle che sono le nostre regole costituzionali. È un impegno in linea con le missioni Aspides e Atalanta“. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nelle dichiarazioni alla stampa al termine della Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, all’Eliseo.
“Stiamo portando avanti un’importante azione di pianificazione a livello nazionale”, ha spiegato Meloni dopo aver precisato che la presenza navale nello Stretto di Hormuz “può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità, in coordinamento con tutti gli attori regionali e internazionali e con una postura esclusivamente difensiva”.
“Nel quadro che ho appena illustrato, l’Italia offre la sua disponibilità a mettere a disposizione proprie unità navali, chiaramente sulla base di una necessaria autorizzazione parlamentare per quelle che sono le nostre regole costituzionali. Ma è un impegno – ha aggiunto – in linea con un lavoro che abbiamo già fatto per la difesa della libertà di navigazione. Ricordo le operazioni europee Aspides e Atalanta. E particolarmente Aspides, che vanta una presenza importante in un’area attigua a quella di Hormuz, dal mio punto di vista può rappresentare un’esperienza preziosa anche per quello che stiamo cercando di fare ora”.
Le parole di Starmer
“Accogliamo positivamente l’annuncio” dell’Iran sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, ma “abbiamo bisogno di accertarci che questo accordo sia durevole e funzionale. Siamo molto chiari: la missione che abbiamo predisposto è difensiva e segue il cessate il fuoco”. Lo ha detto il primo ministro britannico Keir Starmer nelle dichiarazioni alla stampa al termine della Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, all’Eliseo. “Lo Stretto deve essere riaperto e senza pedaggi – ha aggiunto -. Il mondo intero ha bisogno di una soluzione”.






