Nel Rally di Croazia 2026 Pajari chiude in testa un venerdì caotico, con Evans e Solberg fuori dai giochi.
La notizia vera del Rally di Croazia non è soltanto che Sami Pajari ha chiuso il venerdì in testa. È il modo in cui ci è arrivato. La prima giornata del quarto round del WRC 2026, tornato in calendario dal 9 al 12 aprile con quartier generale spostato da Zagabria a Rijeka, ha completamente riscritto la gerarchia attesa della vigilia: fondo insidioso, asfalto sporco, aderenza variabile e due ritiri pesantissimi tra i favoriti hanno trasformato la tappa inaugurale in una selezione immediata.
Alla fine delle otto speciali del venerdì, tutte su asfalto e tutte concentrate fra Istria e l’area costiera del Quarnaro, il finlandese della Toyota Gazoo Racing ha chiuso con 13,7 secondi di vantaggio su Thierry Neuville e con Takamoto Katsuta terzo a 14,6 secondi dalla vetta. Un margine non enorme, ma sufficiente per consegnargli la prima vera leadership notturna della sua crescita nel mondiale. E soprattutto sufficiente per certificare una qualità che nei rally più complicati conta più della velocità pura: la capacità di non uscire mai dalla gara mentre attorno a lui tutto cambiava.
Il venerdì croato ha premiato proprio questo. Pajari non è stato per tutta la mattinata il più appariscente, ma è stato quello che ha interpretato meglio una giornata in cui la differenza l’hanno fatta la disciplina e la lettura del grip. Le strade nuove del rally croato, al debutto nel mondiale in questa configurazione, hanno mescolato tratti molto veloci a zone sporche di fango e pietrisco portato in traiettoria dai tagli. In uno scenario del genere, spingere troppo presto significava esporsi a errori pesanti. Lui, invece, ha aspettato il momento giusto, si è preso la testa nel cuore della mattinata e da lì in poi ha gestito la pressione con maturità.
L’altra faccia della giornata è quella dei grandi esclusi. Elfyn Evans, leader del campionato e uno dei principali candidati al successo, aveva iniziato con l’inerzia giusta. Partito per primo, aveva sfruttato un fondo relativamente più pulito e aveva vinto le prime due speciali, costruendo un vantaggio di 15,8 secondi su Pajari. Sembrava il classico avvio da pilota che vuole mettere ordine subito alla gara. Poi, però, la corsa è girata di colpo: nella terza prova il gallese è uscito di strada dopo avere affrontato troppo forte una destra più chiusa del previsto. Nessuna conseguenza fisica per lui e per Scott Martin, ma rally finito e classifica completamente riaperta.
Se il ritiro di Evans ha cambiato la corsa, quello di Oliver Solberg l’ha resa ancora più imprevedibile. Lo svedese, all’esordio su asfalto asciutto con la GR Yaris Rally1, è uscito già nella prova d’apertura dopo avere urtato un terrapieno. Per Toyota è stato il colpo più duro del mattino, perché nel giro di pochi chilometri il team si è trovato a perdere due delle sue carte più forti proprio nel rally in cui sembrava poter controllare il ritmo sin dall’inizio.
In questo vuoto si è inserito Neuville, probabilmente il più pericoloso dei rivali rimasti in corsa. Il belga ha passato una mattinata non semplice, con una Hyundai i20 N Rally1 che non gli dava il bilanciamento desiderato, ma ha avuto il merito di restare dentro la giornata senza forzature inutili. Nel pomeriggio ha cambiato passo, infilando due migliori tempi consecutivi e riportandosi fino a 6,3 secondi da Pajari prima dell’ultima speciale. Lì, però, ha lasciato ancora qualcosa, chiudendo il venerdì secondo. Il dato più importante, comunque, non è il distacco finale: è la sensazione che Hyundai abbia finalmente ritrovato una base tecnica più credibile su asfalto.
Molto solida anche la prova di Katsuta, terzo ma mai davvero fuori partita. Il giapponese ha costruito la sua giornata con il consueto profilo basso, rallentato all’inizio anche dal passaggio accanto alla vettura ferma di Solberg, per poi crescere progressivamente nel corso delle ore. Non ha mai cercato l’effetto speciale, ma è rimasto agganciato ai primi due con una regolarità che, in un rally del genere, vale quasi quanto una vittoria di speciale. A meno di quindici secondi dalla vetta, sabato ripartirà ancora dentro la lotta per il successo.
Dietro al trio di testa, la classifica racconta già una corsa più frammentata. Hayden Paddon, al debutto assoluto nel Rally di Croazia, ha chiuso quarto assoluto a 1’15”, più bravo a restare lontano dai problemi che realmente a esprimere un ritmo da podio. Adrien Fourmaux è risalito fino al quinto posto dopo una foratura nella seconda speciale che gli è costata oltre un minuto, mentre la giornata di Josh McErlean e Jon Armstrong è stata segnata da altre forature e da un ritiro che ha confermato quanto poco bastasse per compromettere tutto. Non è stata una tappa da differenze progressive: è stata una tappa da colpi improvvisi.
Anche in WRC2 il venerdì croato ha dato un primo segnale forte. Yohan Rossel ha chiuso leader di categoria davanti al compagno di squadra Nikolay Gryazin su Lancia Ypsilon HF Rally2, con Alejandro Cachón terzo. Per Lancia è un’indicazione interessante, perché il rientro nel mondiale passa anche da giornate come questa: difficili, nervose, piene di variabili, cioè quelle in cui la sostanza del pacchetto tecnico emerge più chiaramente del semplice picco prestazionale.
Il rally, però, è tutt’altro che deciso. Sabato propone altre otto prove speciali per oltre 115 chilometri competitivi, una frazione che molti equipaggi considerano la più dura dell’intero evento. Su queste strade, con margini ancora ridotti e condizioni che possono cambiare in pochi minuti, la leadership di Pajari è preziosa ma ancora fragile. È il bello del WRCsu asfalto quando smette di essere una gara da pura traiettoria e diventa un esercizio di adattamento continuo: non vince chi parte più forte, ma chi riesce a restare lucido più a lungo. E dopo il caos del venerdì, il Rally di Croazia sembra proprio voler seguire questa logica fino in fondo.
In Breve
Evento: Rally di Croazia 2026
Campionato: FIA World Rally Championship 2026, round 4
Date: 9-12 aprile 2026
Base dell’evento: Rijeka, Croazia
Superficie: asfalto
Situazione dopo il venerdì: Sami Pajari leader assoluto
Top 5 dopo la prima tappa:
1. Sami Pajari (Toyota): leader
2. Thierry Neuville (Hyundai): a 13,7 secondi
3. Takamoto Katsuta (Toyota): a 14,6 secondi
4. Hayden Paddon: a 1’15”
5. Adrien Fourmaux: quinto dopo una foratura nella SS2
Momenti chiave del venerdì:
Elfyn Evans: leader iniziale, ritirato nella SS3 dopo uscita di strada
Oliver Solberg: ritirato nella SS1 dopo incidente
Neuville: rimonta nel pomeriggio con due scratch consecutivi
Katsuta: gara regolare, ancora in lotta per il vertice
WRC2:
1. Yohan Rossel (Lancia Ypsilon HF Rally2)
2. Nikolay Gryazin: a 22,1 secondi
3. Alejandro Cachón: terzo di categoria
Tappa di sabato:
Prove speciali: 8
Distanza competitiva: oltre 115 km.

