Evans resta leader del Rally Japan dopo l’uscita di Solberg. Toyota occupa i primi quattro posti prima della tappa finale.
Elfyn Evans partirà da leader nell’ultima giornata del FORUM8 Rally Japan con 17,8 secondi di vantaggio su Sébastien Ogier, al termine di un sabato che ha cambiato il volto della gara e rafforzato il dominio della Toyota Gazoo Racing sulle strade di casa. La notizia pesa oltre la semplice classifica sportiva: per Toyota, il rally giapponese è anche una vetrina industriale, tecnologica e d’immagine, in un momento in cui il WRC resta uno dei laboratori più esigenti per sviluppo, affidabilità, gestione gomme e controllo elettronico delle vetture ad alte prestazioni.
La giornata più lunga del rally, con 120,22 chilometri cronometrati, era cominciata con Evans al comando e Oliver Solberg in piena rimonta. Il pilota svedese, compagno di squadra del gallese sulla Toyota GR Yaris Rally1, aveva ridotto il distacco da 15,7 a 10,6 secondi nella prima parte del sabato, mettendo pressione al leader e riaprendo la partita per la vittoria. Poi, nella prova del Monte Kasagi, l’episodio che ha spezzato l’equilibrio: Solberg è andato largo in una curva a sinistra, colpendo un albero con la parte posteriore destra della vettura e chiudendo lì la propria corsa.
Il ritiro di Solberg ha promosso Ogier al secondo posto e ha consolidato una classifica quasi monomarca, con Sami Pajari terzo e Takamoto Katsuta quarto. Per Toyota, il sabato giapponese ha assunto così il significato di una dimostrazione di forza tecnica e organizzativa. Quattro vetture ai primi quattro posti, in una gara di casa, rappresentano un risultato pesante anche sul piano del posizionamento industriale: il rally continua a essere uno strumento di comunicazione diretta tra competizione, prodotto e immagine globale del marchio.
Evans, però, non ha gestito il vantaggio come se la gara fosse chiusa. Il gallese ha perso tempo nel passaggio accanto alla vettura ferma di Solberg sulla SS10, ma ha poi reagito con lucidità. Nel secondo passaggio di Ena ha rifilato 3,1 secondi a Ogier, quindi ha vinto anche la prova di Obara, riportando il margine intorno ai 20 secondi prima delle due super speciali di Fujioka, che hanno leggermente ridotto il vantaggio prima della sosta notturna.
“Non c’è modo che la situazione sia sotto controllo”, ha spiegato Evans dopo Ena. È una frase che fotografa bene la natura del Rally Japan: strade strette, cambi di ritmo continui, temperature in crescita e usura degli pneumatici hanno reso la gestione più complessa con il passare delle ore. Anche il leader ha vissuto un momento delicato, andando largo in una curva a sinistra e sfiorando una barriera. Ne è uscito senza danni, ma il margine d’errore resta minimo.
Ogier, nove volte campione del mondo, si ritrova secondo ma non soddisfatto. Il francese ha riconosciuto di non aver trovato il ritmo necessario per contrastare Evans, soprattutto dopo il tempo perso nella speciale di venerdì al Tunnel 1 di Isegami. La sua analisi è stata netta: “Siamo venuti qui per lottare per la vittoria e non ci siamo riusciti”. Per un pilota della sua esperienza, il secondo posto ha valore solo se resta aperta una possibilità concreta nell’ultima giornata.
Dietro ai due più esperti, Pajari ha dato uno dei segnali più interessanti del sabato. Il finlandese ha vinto entrambe le prove speciali di Fujioka ed è stato il più veloce su Ena 2, rafforzando il terzo posto con una prestazione solida e in crescita. Per Toyota, anche questo dato è rilevante: oltre ai nomi di riferimento, la struttura mostra profondità tecnica e competitiva, elemento importante in un campionato dove continuità e sviluppo dei piloti pesano quanto la velocità pura.
Katsuta, dopo una prima giornata complicata, ha ritrovato fiducia. Il pilota giapponese ha superato Thierry Neuville al mattino e ha continuato ad avvicinarsi a Pajari nel pomeriggio, pur ammettendo che per puntare al podio servirebbe aumentare il livello di rischio. La sua sintesi è stata semplice: “Sono la stessa persona, la stessa macchina. Solo un reset”. In una gara di casa, per Katsuta la pressione resta alta, ma il quarto posto contribuisce al quadro complessivo di forza Toyota.
Più difficile il sabato della Hyundai Shell Mobis World Rally Team. Adrien Fourmaux ha chiuso quinto, a 2 minuti e 5,2 secondi da Evans, risultando il migliore tra i piloti Hyundai. Neuville, invece, è scivolato al sesto posto dopo problemi di bilanciamento e un malfunzionamento intermittente del freno a mano. Il belga ha parlato di una giornata complicata, nella quale il team non è riuscito a trovare il giusto equilibrio della vettura. In un WRC così ravvicinato, la finestra di assetto diventa decisiva: basta non avere feeling per perdere secondi e posizioni.
La classifica vede poi Hayden Paddon settimo con la terza Hyundai, davanti a Jon Armstrong su M-Sport Ford, autore di una giornata in crescita sul piano della fiducia. In WRC2, invece, la battaglia resta aperta: Nikolay Gryazin mantiene il nono posto assoluto e guida la categoria con 5,7 secondi su Alejandro Cachón, confermando una sfida ancora molto serrata.
La domenica finale prevede sei prove speciali, con due passaggi a Nukata e al lago Mikawako, dove si assegneranno anche i punti della Wolf Power Stage. Evans ha un vantaggio concreto, ma non definitivo. In un rally che ha già punito Solberg nel momento più intenso della rimonta, l’ultima tappa sarà soprattutto una prova di gestione: velocità, gomme, nervi e affidabilità decideranno se Toyota potrà trasformare il dominio del sabato in una vittoria piena davanti al pubblico giapponese.
Classifica dopo sabato (SS14/20):
1. E Evans / S Martin GBR Toyota GR Yaris Rally1 2h 32m 05.6s
2. S Ogier / V Landais FRA Toyota GR Yaris Rally1 +17,8 s
3. S Pajari / M Salminen FIN Toyota GR Yaris Rally1 +44.4s
4. T Katsuta / A Johnston JPN Toyota GR Yaris Rally1 +1m 11.3s
5. A Fourmaux / A Coria FRA Hyundai i20 N Rally1 +2m 05.2s
6. T Neuville / M Wydaeghe BEL Hyundai i20 N Rally1 +2m 17.0s

