Salone di Bruxelles 2026, Dacia: stand “vita reale” e Hipster Concept - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 11:14

Salone di Bruxelles 2026, Dacia: stand “vita reale” e Hipster Concept

Dacia porta al Salone di Bruxelles 2026 uno stand pensato per la vita reale e svela Hipster Concept: elettrica compatta, leggera e “popolare”, senza fronzoli.

di Giovanni Alessi

Dacia a Bruxelles 2026: l’idea di mobilità che non cambia

In un mercato dove le auto diventano sempre più complesse, pesanti e care, Dacia decide di fare il contrario: rendere più moderno ciò che serve davvero, lasciando fuori il superfluo. È la filosofia che ha costruito il successo del marchio e che al Salone dell’Auto di Bruxelles 2026 torna a essere il filo conduttore di una presenza pensata per parlare a chi usa l’auto ogni giorno. L’obiettivo è chiaro: restare fedele a semplicità, robustezza e prezzi accessibili, ma con una gamma sempre più matura e coerente con le nuove esigenze – dalla città all’outdoor, dalle famiglie alla transizione energetica.

Uno stand costruito sulla “vita reale”, modello per modello

Lo spazio espositivo è concepito come un ambiente accogliente, leggibile, immediato: materiali solidi, atmosfera da attività all’aria aperta, colori naturali e una forte identità visiva. Non è un dettaglio: Dacia prova a trasformare lo stand in una specie di “manuale d’uso” della gamma, con scenari che richiamano gli impieghi più tipici. Spring viene raccontata come risposta urbana, Jogger come soluzione familiare, Sandero e Sandero Stepway come strumenti versatili del quotidiano. E poi ci sono i due pilastri dell’immaginario Dacia contemporaneo: Duster e Bigster, legati a un’idea di avventura concreta, senza estetica da vetrina.

Duster e Bigster: la novità tecnica che guarda oltre l’asfalto

Tra i punti più interessanti per i visitatori c’è la possibilità di “toccare con mano” un nuovo gruppo motopropulsore: Hybrid-G 150 4x4 applicato a Duster e Bigster, mostrato attraverso un dimostratore a grandezza reale. Il messaggio è doppio: da un lato la trazione integrale resta un elemento identitario per chi vive l’auto anche fuori dal percorso perfetto; dall’altro la scelta ibrida vuole mettere insieme efficienza e usabilità, senza complicare l’esperienza. In sintesi, tecnologia sì, ma sempre con un obiettivo pratico: consumare meno e fare di più.

Hipster Concept: l’elettrica “popolare” secondo Dacia

La scena, però, se la prende la novità più simbolica: Dacia Hipster Concept, una dichiarazione d’intenti su cosa può diventare l’elettrico se si torna a ragionare in termini di bisogni reali. L’idea è ambiziosa: dimezzare l’impronta di carbonio rispetto alla media delle elettriche attuali, lavorando su peso, materiali e semplicità costruttiva. Hipster Concept è compatta – circa 3 metri di lunghezza – ma promette un utilizzo sorprendentemente razionale: 4 veri posti e un bagagliaio modulabile fino a 500 litri, numeri che, in questa taglia, suonano come una provocazione intelligente.

Leggerezza prima di tutto: meno energia, meno materiali, più senso

Il punto chiave è la massa: Hipster Concept nasce con un lavoro mirato per essere più leggera, arrivando a circa -20%rispetto a Spring. Meno peso significa meno energia per muoversi, batterie potenzialmente più “misurate” e, soprattutto, meno materiali richiesti in produzione. È una via alternativa alla corsa alle prestazioni e alle dotazioni “premium” che stanno spingendo verso l’alto listini e complessità. Dacia ribalta la prospettiva: l’auto elettrica accessibile non si inventa con i miracoli finanziari, ma con un progetto più essenziale, più efficiente, più logico.

Autonomia “da persone normali” e digitale senza sovraccarico

Hipster Concept parla anche di abitudini: l’autonomia viene impostata per coprire i tragitti medi, con la promessa implicita di un uso semplice nella settimana tipo. In questo quadro, anche l’approccio digitale resta coerente: niente schermi giganti e sovra-equipaggiamenti. Lo smartphone diventa centro di comando, schermo, chiave digitale e gestione audio, in linea con il concetto “bring your own device”. A bordo, l’idea di personalizzazione passa dal principio YouClip native: accessori modulari, configurazioni flessibili, un abitacolo che si adatta più alle persone che alle mode.

Design semplice, robusto e “furbo”: il minimalismo che racconta una scelta

Anche lo stile non cerca effetti speciali: silhouette cubica, ruote agli estremi per massimizzare lo spazio, portellone in due parti per rendere più pratico il carico, soluzioni funzionali che sembrano nate in officina più che in uno studio di marketing. La carrozzeria “tinta in massa” riduce la necessità di verniciature complesse e costose; materiali come Starkle® puntano sulla protezione e su un approccio eco-smart. E poi ci sono quelle idee che dividono ma fanno parlare: ad esempio la cinghia al posto della maniglia interna, scelta volutamente spartana per ridurre componenti e peso, senza togliere funzione.

Dacia oggi: maturità senza tradire il DNA

Il filo conduttore di Bruxelles 2026 è tutto qui: Dacia vuole crescere, ma senza perdere la sua promessa originaria. In un’epoca in cui l’auto nuova sembra allontanarsi da molte famiglie, il marchio prova a riportare la mobilità su un terreno più concreto, fatto di spazio vero, costi controllati e tecnologia dove serve. Tra una gamma sempre più completa e un concept che sfida l’elettrico “pesante e costoso”, Dacia manda un messaggio semplice: l’innovazione non deve per forza essere complicata. Deve essere utile. E, soprattutto, accessibile.