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Stellantis accelera con Leapmotor su un nuovo SUV EV Opel

Stellantis accelera con Leapmotor su un nuovo SUV EV Opel
Leapmotor C10

Stellantis lavora con Leapmotor a un nuovo SUV Opel elettrico da produrre a Saragozza dal 2028.

Stellantis sarebbe in trattative avanzate con Leapmotor per sviluppare un nuovo SUV elettrico Opel destinato all’Europa e prodotto nello stabilimento spagnolo di Saragozza. Non si tratta, almeno per ora, di un annuncio ufficiale di prodotto, ma di un’indiscrezione pubblicata da Reuters e basata su tre fonti vicine al dossier. Se l’intesa dovesse chiudersi, il progetto segnerebbe un passaggio importante per il gruppo guidato da Antonio Filosa: meno tempi di sviluppo, minori costi industriali e un ricorso molto più esplicito alla tecnologia cinese per difendere la competitività del marchio tedesco nel mercato europeo dell’elettrico. 

Il punto, in chiave automotive, è che non sarebbe una semplice fornitura di componenti. Il futuro SUV elettrico Opelnascerebbe su un’architettura condivisa con il Leapmotor B10, modello compatto destinato anche alla produzione a Saragozza per il mercato europeo. La variante Opel, indicata internamente come O3U, dovrebbe entrare in produzione nel 2028 con un obiettivo di circa 50 mila unità l’anno. Nello schema industriale in discussione, Leapmotor metterebbe a disposizione piattaforma, elettronica e componenti chiave della parte elettrica, mentre a Opel spetterebbero soprattutto il design esterno, la messa a punto del prodotto e l’integrazione con il linguaggio del marchio. Una parte rilevante dello sviluppo verrebbe inoltre portata avanti in Cina, segno di una cooperazione sempre più stretta tra tecnologia asiatica e identità industriale europea.

È una mossa che racconta bene il momento di Stellantis. Dopo aver registrato a inizio 2026 svalutazioni e oneri per oltre 22 miliardi di euro legati a una revisione della strategia sull’elettrico, il gruppo ha chiarito di voler riequilibrare la propria offerta, puntando di più su ibride e motori tradizionali dove la domanda EV resta più debole. Ma questo non significa uscire dal gioco delle batterie, soprattutto in Europa. Al contrario: significa cercare veicoli elettrici più rapidi da industrializzare e più economici da produrre. In questo quadro, la collaborazione con Leapmotor può diventare uno strumento per tagliare tempi e investimenti su modelli compatti e medi, proprio mentre la concorrenza di BYD e degli altri costruttori cinesi continua a crescere. 

Saragozza, da questo punto di vista, non è solo una fabbrica scelta per convenienza logistica. È uno snodo strategico. Reuters aveva già riferito a marzo che Leapmotor si aspetta di avviare in Spagna la produzione in serie da ottobre 2026, mentre già nel 2024 Stellantis aveva formalizzato la propria partnership con il costruttore cinese, acquisendone circa il 21% e creando Leapmotor International, joint venture controllata al 51% da Stellantis con diritti esclusivi di export, vendita e produzione fuori dalla Grande Cina. Usare Saragozza per il B10 e poi, eventualmente, per una Opel derivata dalla stessa base tecnica significherebbe alzare il tasso di utilizzo dell’impianto e dare una risposta industriale europea a prodotti che nascono però su know-how cinese. 

C’è poi un risvolto che riguarda direttamente Opel. Il marchio pesa per circa il 21% delle vendite europee di Stellantis e ha nella Germania il suo mercato più importante, secondo Reuters. Per questo un suv elettrico a marchio Opel sviluppato su base Leapmotor avrebbe una doppia funzione: contenere i costi e, al tempo stesso, preservare una presenza credibile del brand tedesco in uno dei segmenti decisivi della transizione. In altre parole, non sarebbe solo un nuovo modello, ma un test su quanto un costruttore storico europeo possa usare tecnologia cinese senza perdere riconoscibilità di prodotto. Questa è una lettura giornalistica, ma è coerente con il disegno industriale descritto dalle fonti sentite da Reuters. 

Naturalmente il quadro va letto con cautela. Al momento, il dialogo tra Stellantis e Leapmotor viene descritto come parte di un confronto più ampio su possibili sviluppi della collaborazione, ma senza conferme puntuali sul progetto. Da un lato emergono segnali che indicano un interesse concreto a estendere il perimetro dell’intesa; dall’altro, non c’è ancora una definizione ufficiale di una cooperazione piena sul piano della piattaforma. Per questo è importante distinguere tra ciò che è già strutturato — come la joint venture, la presenza industriale in Spagna e la collaborazione commerciale fuori dalla Cina — e ciò che invece resta ancora nella fase delle valutazioni e delle trattative. In altre parole, il progetto appare credibile sul piano industriale, ma non ancora formalizzato nei suoi dettagli decisivi.

Le fonti aggiungono inoltre che i colloqui non si fermerebbero qui. Stellantis avrebbe esaminato l’uso della tecnologia Leapmotor anche per la prossima generazione di Opel Mokka B, con possibile trasferimento della produzione dalla Francia alla Spagna, e avrebbe aperto discussioni preliminari su un potenziale modello Alfa Romeo sviluppato sulla stessa architettura per saturare ulteriormente la capacità di Saragozza. Siamo ancora nel terreno delle ipotesi, ma la direzione è chiara: la piattaforma cinese non verrebbe usata come eccezione, bensì come possibile matrice per una parte più ampia del portafoglio europeo del gruppo. 

Per questo il dossier Opel-Leapmotor va letto oltre la singola auto. Dice molto del modo in cui sta cambiando l’industria europea: progettazione distribuita, ingegneria sempre più ibrida tra continenti, marchi storici che difendono il proprio posizionamento appoggiandosi a tecnologie nate altrove. Il 21 maggio, quando Antonio Filosa presenterà il nuovo piano strategico di lungo periodo, sarà più facile capire se questa indiscrezione rappresenta un caso isolato o la prima tessera di una strategia più ampia. Ma già oggi il messaggio sembra chiaro: per restare nel gioco dell’elettrico, Stellantis è pronta a spostare molto più in là di prima il confine tra identità europea e contenuto industriale cinese.