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Stellantis e Leapmotor, la sfida elettrica accelera

Stellantis e Leapmotor, la sfida elettrica accelera

Leapmotor cresce in Italia con T03 e B10, rafforzando la leadership nel mercato elettrico e nel canale privati.

La crescita di Leapmotor in Italia non è più un fenomeno marginale del mercato elettrico, ma un segnale industriale che riguarda l’intero settore automotive. A maggio il marchio cinese, distribuito nel Paese attraverso Leapmotor International, la joint venture controllata da Stellantis, ha registrato un nuovo salto nelle immatricolazioni, rafforzando la propria posizione nel segmento BEV e confermando quanto il prezzo, la disponibilità di prodotto e la rete commerciale possano incidere nella transizione elettrica.

Secondo le elaborazioni Dataforce, il brand ha chiuso maggio con 4.765 immatricolazioni, pari a una crescita del +1.278% rispetto allo stesso mese del 2025. Un dato che colloca Leapmotor tra i casi più rilevanti del mercato italiano, non solo per la dimensione percentuale dell’aumento, ma perché il progresso arriva in una fase in cui l’auto elettrica continua a muoversi tra incentivi discontinui, resistenze dei consumatori e forte pressione competitiva sui prezzi.

Da gennaio a maggio, le immatricolazioni hanno raggiunto quota 20.905 unità, superando la soglia delle 20.000 auto. È un volume che, per un marchio ancora giovane nel panorama europeo, indica una penetrazione commerciale rapida e soprattutto una capacità di intercettare una domanda privata che molti costruttori faticano ancora a stabilizzare.

La quota di mercato Passenger Cars di Leapmotor si è attestata a maggio al 3,2%, in crescita di 2,9 punti percentualirispetto a maggio 2025, eguagliando il record già toccato a febbraio. Il dato più interessante, però, arriva dal canale privati. Qui il marchio raggiunge una market share del 5,7%, posizionandosi al quinto posto assoluto. È un elemento non secondario: nel mercato italiano, il peso delle immatricolazioni a privati è spesso considerato un indicatore più solido della reale accettazione del prodotto rispetto ai canali tattici, alle flotte o alle autoimmatricolazioni.

Leapmotor dichiara infatti un mix di vendite a clienti privati del 95,6%, il più alto del mercato. Questo aspetto spiega parte della rilevanza del risultato: la crescita non appare trainata soltanto da operazioni commerciali di breve periodo, ma da una domanda diretta, costruita su modelli accessibili e su una proposta elettrica posizionata nella fascia più sensibile del mercato.

Il passaggio chiave resta però il comparto BEV, dove Leapmotor rivendica la leadership in Italia con una quota del 34,5%, nuovo massimo per il marchio. Nel solo canale privati, la quota sale al 48%, un livello che fotografa bene la concentrazione della domanda elettrica su pochi modelli competitivi per prezzo, autonomia urbana e costi di gestione.

A trainare il risultato è soprattutto la Leapmotor T03, citycar elettrica che si conferma l’auto a batteria più venduta in Italia. La T03 non è soltanto un prodotto di ingresso alla gamma, ma rappresenta anche la risposta a uno dei nodi principali della mobilità elettrica: rendere accessibile l’auto a zero emissioni locali a una fascia più ampia di automobilisti. In un Paese dove le citycar hanno storicamente avuto un peso decisivo, la presenza di un’elettrica compatta e dal prezzo aggressivo diventa un fattore competitivo rilevante.

Il modello si è collocato al terzo posto complessivo tra le auto più richieste e al secondo posto nel canale privati. È un risultato che segnala come l’elettrico, quando entra in una fascia di prezzo percepita come sostenibile, possa competere anche oltre il perimetro ristretto dei clienti già orientati alla tecnologia.

Accanto alla T03, cresce anche il ruolo della Leapmotor B10, indicata come il C-SUV elettrico più venduto e settimo modello BEV più venduto nel mercato italiano. La B10 permette al marchio di presidiare un segmento centrale per l’Europa, quello dei SUV compatti, dove si gioca una parte rilevante della competizione tra costruttori tradizionali, marchi cinesi e nuovi player elettrici.

Per Stellantis, la performance italiana di Leapmotor ha anche un significato strategico. La joint venture consente al gruppo di presidiare la fascia dell’elettrico accessibile con un marchio distinto, senza sovrapporre direttamente il posizionamento dei brand storici. È una scelta che riflette una trasformazione industriale più ampia: l’arrivo dei costruttori cinesi non avviene più solo attraverso l’importazione diretta, ma anche tramite alleanze, reti distributive europee e integrazione commerciale con grandi gruppi occidentali.

Federico Scopelliti, Country Manager Leapmotor Italia, ha sottolineato come i risultati di maggio confermino la crescita del brand e la capacità di intercettare le esigenze dei clienti italiani. Al di là della dichiarazione aziendale, il dato di mercato indica una dinamica ormai evidente: l’elettrico italiano resta ancora fragile nei volumi complessivi, ma quando il prodotto combina prezzo, semplicità d’uso e copertura commerciale, la domanda privata può muoversi rapidamente.

Il caso Leapmotor apre quindi una questione più ampia per l’industria: la transizione elettrica non si gioca soltanto sulla tecnologia, ma sulla capacità di costruire un’offerta economicamente leggibile. In questo senso, il successo di maggio non riguarda solo un singolo marchio, ma segnala un possibile cambio di equilibrio nel mercato italiano dell’auto.

Scheda 

Brand: Leapmotor
Mercato: Italia
Immatricolazioni maggio: 4.765 unità
Crescita anno su anno: +1.278% rispetto a maggio 2025
Immatricolazioni gennaio-maggio: 20.905 unità
Quota Passenger Cars: 3,2%
Quota canale privati: 5,7%
Mix vendite a privati: 95,6%
Quota mercato BEV: 34,5%
Quota BEV canale privati: 48%
Modello trainante: Leapmotor T03
Altro modello rilevante: Leapmotor B10