Punti chiave
- Iran, Ghalibaf: "Era minacce impunite finita. Risponderemo"
- Iran, Rubio: "Israele ha armi nucleari? Non lo hanno confermato"
- Iran, Araghchi: "Ci stiamo difendendo. Risposta decisa a raid"
- Iran, Netanyahu: "Dopo attacco a Kuwait Teheran gioca col fuoco"
- Iran, Usa: "Da inizio blocco 125 navi deviate e 6 fuori uso"
- Netanyahu: "Telefonata con Trump? Non c'e' nessuna crisi"
- Iran, Kuwait espelle due diplomatici Teheran
- Iran, Kuwait: "Bersagliati da 13 missili e 17 droni"
- Trump: "Se non avessi attaccato l'Iran, Israele adesso non esisterebbe"
- Trump: "L'Iran ha accettato di rinunciare alle armi nucleari. Mi piacerebbe incontrare Khamenei"
L’Iran reagira’ a qualsiasi aggressione. A ribadirlo e’ stato il presidente del parlamento e negoziatore capo iraniano, Mohammad Ghalibaf. “L’imam Khomeini (che Dio lo preservi) ha insegnato alla nazione iraniana a non indietreggiare di fronte alle prepotenze e all’egemonia, e oggi la nazione iraniana, ispirata da quella stessa scuola di pensiero, ha dimostrato nella sua lotta contro l’America e il regime sionista che l’era delle minacce impunite contro l’Iran e’ finita, e che qualsiasi aggressione ricevera’ una risposta decisa, severa e proporzionata”, ha dichiarato a quanto riporta l’agenzia Isna.
In uno scambio con il deputato Joaquin Castro, democratico del Texas, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha rifiutato di dire se Israele possieda armi nucleari. “Se parliamo con franchezza, penso che la maggior parte del mondo ritenga che le abbiano, ma non lo hanno mai riconosciuto pubblicamente”, ha detto Rubio.
“E come elemento della nostra politica estera, per una serie di ragioni, non ne parliamo nemmeno in quei termini”. Castro gli ha ricordato l’importanza di sapere se Israele abbia capacita’ nucleari e quali siano le sue linee rosse per l’utilizzo. Rubio ha definito la sua risposta una “osservazione giusta”, dicendo che sarebbe disponibile a rispondere ma in una sede riservata. “Queste questioni richiedono delicati equilibri tra diversi interessi, ma penso che si possa ottenere una risposta probabilmente piu’ completa se fossimo in grado di rispondere in un contesto diverso”, ha aggiunto.
L’Iran e’ tornato a ribadire che i blitz su basi americane nel Golfo Persico sono per autodifesa. “Le nostre Forze Armate stanno conducendo attacchi di autodifesa su siti che gli Stati Uniti sono autorizzati a utilizzare per colpire la navigazione civile e violare il cessate il fuoco”, ha spiegato su X il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, commentato le parole del segretario di Stato americano, Marco Rubio, sugli alleati nella regione. “Qualsiasi atto ostile sara’ accolto con una risposta immediata e decisa. Cio’ che le sanzioni e la guerra non sono riuscite a ottenere non sara’ conquistato con altra guerra”, ha assicurato.
L’Iran “sta giocando con il fuoco” dopo l’attacco al Kuwait. Lo dice il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu intervistato dalla Cnbc. “L’Iran sa sicuramente cosa ha detto Trump, ovvero che se necessario, ci sara’ un ritorno all’azione militare su vasta scala”, ha detto Netanyahu commenatndo gli attacchi iraniani al Kuwait e al Bahrein. “E’ una decisione del presidente. Israele e’ pronto e le forze statunitensi sono pronte. Penso che l’Iran dovrebbe tenerne conto. Penso che lo stiano tenendo in considerazione, ma stanno giocando con il fuoco, questo e’ chiaro”.
Da quando hanno imposto il blocco navale in prossimita’ dello stretto di Hormuz, le forze del Comando Centrale statunitense hanno fatto deviare 125 imbarcazioni commerciali e ne hanno messe fuori uso sei. Lo ha riferito il Centcom sui suoi canali social. L’operazione americana per fermare le navi da e per i porti iraniani e’ in corso dal 13 aprile.
Netanyahu ha minimizzato qualsiasi accenno di spaccatura con Trump, affermando che, sebbene a volte abbiano “divergenze tattiche”, “sono d’accordo sulle cose principali”. Tra questi obiettivi, ha citato l’impedire all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare e di minacciare Israele. “A volte, come nelle migliori famiglie, ci sono disaccordi tattici”, ha detto. “Ma troviamo sempre un modo per risolverli, e lo facciamo da grandi amici.””Possiamo non essere d’accordo al mattino” e trovare un punto d’incontro nel pomeriggio, ha insistito.
Dopo gli attacchi della notte scorsa, il Kuwait ha deciso di espellere due diplomatici iraniani.
Il Kuwait e’ stato bersagliato nell’attacco notturno da 30 tra missili balistici e droni. Lo ha riferito il portavoce del ministero della difesa, Saud Abdulaziz al-Atwan. “Dall’alba di oggi, le forze armate hanno rilevato e ingaggiato 13 missili balistici ostili all’interno dello spazio aereo kuwaitiano” su aree residenziali e “hanno causato la caduta di alcuni detriti”, ha spiegato. Intercettati anche 17 droni. “Questa brutale aggressione iraniana ha colpito strutture civili e vitali”, ha aggiunto.
Donald Trump, in un’intervista ad un podcast del Nyp, ha deriso le affermazioni secondo cui sarebbe stato ingannato dal premier Benyamin Netanyahu per entrare in guerra contro l’ Iran.
“Mi ha ingannato? Sono stato io a cominciare – ha detto -. Ho iniziato perché non possiamo permettere che l’Iran si doti di un’arma nucleare”. Questo, ha aggiunto, “riguarda Israele, perché probabilmente sarebbero stati i primi a essere colpiti. Israele non esisterebbe. Sapete cosa? Se non ci fossi stato io, Israele non esisterebbe adesso”.
Donald Trump afferma che l’Iran ha accettato di rinunciare alle armi nucleari. “Hanno già concordato che non avranno armi nucleari”, ha detto Trump in un’intervista podcast con Miranda Devine del Washington Post.
“Mi piacerebbe incontrarlo. Mi piacerebbe incontrare tutti. Mi piacerebbe incontrare lui, e probabilmente ci incontreremo prima o poi, a seconda di come si evolveranno le cose”. Così Donald Trump in un’intervista esclusiva al New York Post.
L’Autorità per l’aviazione civile del Kuwait ha sospeso tutto il traffico aereo e dirottato i voli dall’aeroporto internazionale del Kuwait dopo che missili e droni iraniani hanno colpito il Terminal 1, ferendo diverse persone e causando danni strutturali, come confermato dai media statali kuwaitiani. L’attacco di Teheran fa seguito al raid statunitense contro una postazione di controllo terrestre militare iraniana e al contrasto di molteplici attacchi missilistici e con droni iraniani diretti contro il Kuwait e il Bahrein, avvenuti nella notte, come confermato dal Comando Centrale degli Stati Uniti
Teheran si sta preparando ad accogliere tra 15 e 20 milioni di persone per il solenne funerale dell’ayatollah Ali Khamenei, ucciso in un bombardamento delle forze americane e israeliane il primo giorno della guerra di Ramadan, il 28 febbraio. A quanto riferiscono i media iraniani, si sta lavorando a una cerimonia pubblica della durata di tre giorni per l’imam “martire”.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche riferisce in un comunicato di aver lanciato missili verso una nave collegata agli Stati Uniti, denominata “Panaya”, dopo l’attacco statunitense contro una petroliera iraniana vicino allo Stretto di Hormuz, che ha danneggiato la sala macchine della nave. Secondo l’esercito iraniano “le forze statunitensi hanno anche colpito una antenna di telecomunicazioni nell’isola meridionale di Qeshm” per questo sono scattati raid di “rappresaglia con missili e droni contro una base aerea statunitense e il quartier generale della Quinta Flotta statunitense”. “Qualsiasi ulteriore compromissione della sicurezza nello Stretto di Hormuz incontrerà una dura risposta”, si legge nel comunicato.
“Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniano sostiene di aver colpito oggi il quartier generale della Quinta Flotta degli Stati Uniti in Bahrain e una base aerea statunitense nella regione con missili e droni. Tutti gli attacchi iraniani contro le forze americane sono falliti. Le forze statunitensi rimangono vigili e pronte a difendersi contro l’aggressione iraniana ingiustificata”. Lo afferma il Centcom, definendo “falso” quanto dichiarato dai pasdaran.
Notte di raid, lancio di missili e rappresaglie nel Golfo Persico. Gli Usa hanno bloccato una petroliera battente bandiera del Botswana che tentava di dirigersi verso un porto iraniano in violazione del blocco americano, mettendo fuori uso l’imbarcazione. Per tutta risposta, l’Iran ha preso di mira con alcuni missili la nave statunitense-israeliana Panaya. Le forze americane hanno quindi lanciato un attacco sull’isola di Qeshm, colpendo un’antenna di telecomunicazioni. La risposta iraniana non si è fatta attendere: missili e droni sulle basi statunitensi in Kuwait, sirene anche in Bahrein e Arabia Saudita, poi esplosioni in Iraq, a Erbil.
Hezbollah afferma di aver lanciato 13 attacchi contro le forze israeliane nel sud del Libano. Secondo un comunicato, le operazioni hanno visto intensi scontri in diversi settori chiave nella regione meridionale del Paese, invasa dalle forze israeliane. A Haddatha e nella zona di al-Balou’, Hezbollah ha riferito di aver colpito diversi carri armati Merkava israeliani e di aver fatto detonare un ordigno esplosivo contro un veicolo militare, costringendo le truppe israeliane a fermare l’avanzata e a ritirarsi sotto la copertura dei raid aerei dell’aviazione israeliana. Ulteriori bombardamenti si sono concentrati sulle forze israeliane posizionate intorno allo storico Castello di Beaufort, nel sud del Libano, e nella città di Biyyada, dove missili guidati e salve di razzi hanno colpito un quartier generale e unità corazzate, riferisce ancora il comunicato, come riporta l’emittente Al Jazeera.
“Questa notte un’ulteriore ondata di droni iraniani, nel tentativo di attaccare le forze statunitensi in Kuwait, non è riuscita a colpire gli obiettivi prefissati. Le difese aeree del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno abbattuto con successo diversi droni e garantito che nessun membro del personale o bene americano subisse danni”. Lo scrive su X Centcom.

