Stellantis reintroduce diesel su almeno 7 modelli: EV più lenti e prezzi più alti.
La transizione non è una linea retta, e nel settore auto spesso assomiglia più a una curva a gomito. Secondo Reuters, Stellantis sta reintroducendo versioni diesel di almeno sette modelli tra auto e van passeggeri in Europa, in un cambio di rotta iniziato a fine 2025 e maturato sullo sfondo di vendite EV sotto le attese e regole che rendono meno “a senso unico” il percorso verso il solo elettrico.
Il punto economico è semplice: quando la domanda non accelera quanto previsto, i costruttori tornano a presidiare le motorizzazioni che garantiscono volumi, margini e un utilizzo “senza ansia” per chi macina chilometri. Nel racconto di Reuters, il diesel rientra in gamma perché resta competitivo su costo d’acquisto, percorrenze lunghe e traino, mentre l’auto elettrica continua a scontare barriere molto concrete: prezzo, infrastruttura, incentivi meno generosi e una clientela che non si muove tutta allo stesso ritmo.
C’è poi un secondo livello, più strategico: la concorrenza. Reuters sottolinea come il diesel possa diventare un’arma tattica contro alcuni rivali (in particolare chi è molto concentrato sull’EV), offrendo a Stellantis un vantaggio “di campo” proprio dove una parte del mercato non è ancora pronta a cambiare abitudini. In questa logica, il mix di gamma torna ad essere la parola chiave: non un’abiura dell’elettrico, ma un modo per non lasciare soldi sul tavolo mentre la transizione rallenta.
I numeri citati da Reuters aiutano a capire l’aria che tira: nel 2025 il diesel avrebbe pesato 7,7% delle vendite di auto nuove in Europa, contro 19,5% delle BEV. Eppure, pur dopo anni di discesa post-Dieselgate, la domanda “residua” del diesel resta abbastanza rilevante da giustificare un ritorno selettivo, soprattutto se consente di sostenere la redditività nel breve periodo.
In sintesi, la “controrivoluzione” non è un nostalgico revival: è una scelta di business. Finché la curva dell’EV non diventa davvero universale, la partita si gioca sull’equilibrio tra tecnologia, prezzo e disponibilità del cliente a cambiare. E Stellantis sta dicendo che, oggi, quel cliente vuole ancora anche diesel.
Scheda tecnica
Fonte unica: Reuters (13 febbraio 2026)
- Decisione: reintroduzione di motorizzazioni diesel
- Perimetro: almeno 7 modelli (auto + van passeggeri)
- Timing: cambio avviato a fine 2025
- Area: Europa
- Razionale economico: risposta a EV più lenti, leva su prezzo e uso “long distance”
- Obiettivo industriale: ottimizzare mix di gamma e sostenere margini nella transizione
- Contesto mercato (dato riportato): diesel 7,7% vs BEV 19,5% (2025, Europa)

