Almasri, la Corte penale internazionale deferisce l’Italia
La presidenza della Corte penale internazionale (Cpi) ha deferito l’Italia all’Assemblea degli Stati membri per mancata cooperazione nell’ambito del caso Almasri. La decisione, adottata il 26 gennaio, è stata trasmessa il 29 gennaio al presidente dell’Assemblea degli Stati membri.
La Camera preliminare I’aveva già stabilito il 17 ottobre 2025 che l’Italia non aveva adempiuto agli obblighi previsti dallo Statuto di Roma, impedendo alla Corte di esercitare le proprie funzioni. In particolare, veniva contestata la mancata esecuzione della richiesta di arresto di Almasri e di consegna del cittadino libico mentre si trovava sul territorio italiano, oltre alla mancata consultazione con la Corte per risolvere le criticità emerse.
Il deferimento attiva la procedura prevista dal regolamento della Corte: un rappresentante italiano è stato invitato alla riunione dell’ufficio di presidenza dell’Assemblea del 1 aprile per illustrare la posizione di Roma e le future modalità di cooperazione. L’ufficio di presidenza presenterà ora un rapporto con eventuali raccomandazioni alla prossima sessione dell’Assemblea, organo di indirizzo e controllo della Corte composto dagli Stati aderenti allo Statuto di Roma.
Almasri, Magi: “Deferimento a Cpi punto più basso per Meloni, Nordio si dimetta”
“Un altro triste primato di Giorgia Meloni, di cui ogni italiano dovrebbe vergognarsi: per la prima volta nella Storia, infatti, l’Italia viene deferita all’Assemblea degli Stati membri della Corte Penale internazionale per “inadempienza a una richiesta di cooperazione” sul caso Almasri. Siamo al punto forse più basso del governo delle destre perché è davvero una pagina buia per il nostro Paese, per la sua cultura giuridica, per il fatto di essere un punto di riferimento per il diritto internazionale, essendo peraltro il Paese che ha ospitato la firma del Trattato che istituisce la Cpi. Un organismo internazionale che il governo Meloni, sdraiato sulle posizioni di Trump, sta contribuendo a smantellare”. Lo afferma il segretario di +Europa, Riccardo Magi.
“Come avevamo segnalato in tutte le occasioni parlamentari, aver favorito la fuga di Almasri, riaccompagnato in Libia con aereo di Stato come fosse un eroe invece che un torturatore, è stata una gravissima violazione delle norme internazionali con tanto di omissione di un atto dovuto. Nordio è stato il protagonista e l’autore di questo disastro e per questo, oltre che per gli evidenti fallimenti della sua amministrazione della giustizia, dovrebbe dimettersi. Altro che complotto dei giudici: la realtà è che per perseguire una politica migratoria sadica e criminale, il governo Meloni sacrifica il diritto internazionale sull’altare degli accordi con i peggiori regimi nel Nord Africa. Una vergogna che – conclude Magi – sarà difficile cancellare”.

