Di Alberto Maggi
La questione delle autonomie rischia di risultare divisiva anche all’interno della Lega. Che cosa sta succedendo?
“Sul tema si sta facendo grande confusione, ma la posizione del MoVimento è nitida. Giusto fare la riforma, ma entro confini ben precisi: quelli di un Paese dove i cittadini hanno eguali diritti, da Nord a Sud. Deve essere un’autonomia vera, efficace e positiva per Regioni e Comuni, non una secessione 3.0. Il Meridione non può risentire di un disegno che lo penalizzi su istruzione, sanità e viabilità. Se si abbandonano gli estremismi si trova sicuramente una soluzione equilibrata”.
Tasse e salario minimo, in questa fase, si presentano come le due priorità del MoVimento 5 Stelle al governo. Come intendete portarle avanti?
“Con le due misure andremo in parallelo, nell’ottica di un disegno complessivo che favorisca la crescita e stimoli produttività e consumi. Restituiamo dignità a lavoratori che troppo spesso vengono ancora sfruttati a 3-4 euro l’ora e abbassiamo le tasse alle imprese, che in questo modo potranno fare nuove assunzioni. È quello che il Paese ci chiede in questo momento ed è un’altra risposta concreta che daremo”.

