Il governo osserva i rialzi dopo la crisi in Medio Oriente, i consumatori tornano a chiedere il taglio delle accise
L’emergenza carburanti arriva sul tavolo di Palazzo Chigi. Nella mattinata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per fare il punto sul dossier legato ai prezzi di benzina e gasolio, saliti dopo le tensioni in Medio Oriente e la guerra in Iran. Secondo quanto trapela, il confronto si è concentrato proprio sui rincari alla pompa e su eventuali anomalie nell’andamento dei listini. L’incontro è andato in scena prima della colazione al Quirinale con Sergio Mattarella in vista del Consiglio europeo.
Sul fronte dei consumatori, intanto, il Codacons parla di corsa ormai fuori controllo. L’associazione, sulla base dei dati pubblicati sul sito del Mimit, segnala che il prezzo medio del gasolio sulla rete stradale nazionale ha raggiunto quota 2,103 euro al litro, con una crescita del 22% rispetto a fine febbraio, prima dello scoppio del conflitto. La benzina, invece, si attesta a 1,867 euro al litro, con un aumento dell’11,6%.
Più pesante ancora il quadro in autostrada, dove il gasolio servito ha superato la soglia dei 2,7 euro al litro, arrivando in un caso a 2,709 euro, mentre la benzina servita viene venduta oltre i 2,5 euro al litro. Per il Codacons si tratta del segnale di un’accelerazione dei listini che in alcune aree del Paese e lungo la rete autostradale viaggia ben oltre la media nazionale.
L’associazione quantifica anche l’impatto sul portafoglio: il diesel, con un rincaro di 38 centesimi al litro, comporterebbe una spesa aggiuntiva di 19 euro per un pieno e fino a 456 euro l’anno per automobilista, ipotizzando due pieni al mese. Per la benzina, invece, il conto sale di 9,75 euro a pieno.
Durissima la posizione del Codacons sulle mosse dell’esecutivo. “Il prezzo del gasolio in modalità servito sfonda in autostrada la soglia psicologica dei 2,7 euro al litro, e raggiunge oggi su una tratta quota 2,709 euro/litro, mentre la benzina al servito viene venduta sopra i 2,5 euro al litro”. E continua: “Un dato che dimostra la corsa inarrestabile dei listini alla pompa che in alcune aree del Paese e sulle autostrade raggiungono livelli molto più elevati rispetto la media nazionale”.
Poi l’attacco diretto alla linea del governo: “Di fronte a tale situazione convocare oggi le compagnie petrolifere non servirà a nulla: tavoli di confronto e monitoraggi dei prezzi non faranno scendere i listini alla pompa, e l’unica misura che andava adottata a tempo debito era il taglio delle accise così come previsto dalla normativa vigente”.
Il dossier, dunque, resta apertissimo. Palazzo Chigi segue l’evoluzione dei prezzi in una fase delicata per mercati e consumi mentre, cresce la pressione delle associazioni dei consumatori, che chiedono misure immediate per alleggerire il costo dei pieni.

